sovrapposizioni

La signora Pina ha chiuso il balcone. Forse è uscita. Ha messo l’acqua in tre vasi ma non tutte le piante crescono nello stesso modo: il rampicante di destra sta crescendo selvaggiamente. Lei non lo vede bene quando apre l’imposta e lui cresce, si avvinghia, s’allunga. Ancora un po’ e raggiungerà la Rete.
Sotto il balcone è cresciuta la rete Umana. Fili, cavi, chiodi. Un groviglio di vene che portano energia e rubano informazioni. Ma che informazioni può avere la signora Pina? A parte la pensione e qualche chicchiera da cortile, ben poco. Tuttavia sotto il balcone cresce la Rete. Deve esserci da qualche parte qualcosa di interessante.
Allarghiamo il campo.

Sopvrapposizione.
La signora Pina sta sopra un pasticciere aperto dagli anni ’50. Chissà che profumi. Una delizia e un tormento. Una sovrapposizione che ne genera altre: la lampada alogena, cinquanta anni dopo l’insegna; il condizionatore, sessanta anni dopo la vetrina. Una sovrapposizione temporale che nutre l’istante della fotografia ma anche la sete di informazioni della rete di fili e cavi che passano nei venti centimetri di spazio tra il balcone e l’insegna.
E tutto perchè il mondo, in un modo o nell’altro, va avanti. Dove? Perchè?
Allarghiamo il campo.

E’ lui che ha i ricordi, le informazioni. E’ lui che compra, vende. E’ lui che vive. Come la signora Pina, anche il signor Renda, il pasticciere, vive. Come la pianta che si avvinghia e il ragazzo che ha lasciato il motorino. E tutti quei fili e cavi che sessant’anni non c’erano, esistono per loro. Loro ne sono la ragion d’essere, loro sono i sogni, i desideri, i ricordi che la Rete vuole. Dà energia, e la toglie.
In questa immagine ciò che non attira subito la nostra attenzione, il dettaglio insignificante, cioè la rete dei cavi e le sovrapposizioni temporali, sono ciò che conta davvero, il soggetto della fotografia. Tutto il resto è già dentro i fili.
Pensateci, forse mentre copio queste parole e queste immagini sul blog, i bit di informazione sono passati proprio in quei fili. Chissà.
In ogni caso, il cerchio si è chiuso.
Trapani, 2017

