una Foto. Tentazioni di Gusto

Sarah Vesco
Jul 27, 2017 · 3 min read

La fotografia rappresenta un modo di guardare il mondo, di valutarne l’ordine, la bellezza, la drammaticità. Ogni foto funge a suo modo come strumento di conoscenza antropologica grazie al quale l’uomo trova riflesso se stesso nel mondo che lo ospita.

Eppure la fotografia non ritrae il reale, essa è costretta a trascegliere tra gli infiniti quadri attraverso il quale si presenta il reale. E così la scelta va immancabilmente al particolare che ci comunica qualcosa, che contiene forme ed oggetti precisi, è una scelta assolutamente soggettiva.

Ecco allora il motivo per cui le foto che scattiamo andando in giro vengono completate da piccole storie. E’ solo in questo modo che possiamo arricchire le immagini di particolari non immediatamente percepiti.

Il fascino e la preziosità delle fotografie probabilmente sta proprio in questo: rappresentano un momento breve, fulmineo, attraverso il quale si leggono alcune storie, ignorandone altre del mondo che esse rispecchiano. Per questo ci siamo fermati ad ascoltare Piero Sammartano e Vincenzo Bulgarella, titolari di Tentazioni di Gusto a Trapani. La loro amicizia, nata già quando erano nella pancia delle loro mamme, è stata ben coltivata riuscendosi a trasformare anche in un’esperienza lavorativa comune, inaugurata il 25 aprile del 2008. Ognuno ha ruoli ben definiti e ognuno ha estrema fiducia nell’altro. Apparentemente diversi i due sembrano essere davvero complementari.

Entrambi con esperienza pregressa, hanno lavorato all’estero per poi ritornare in patria credendo nelle potenzialità che la nostra terra è in grado di offrire. E ancora, la fatica fatta per la ristrutturazione del locale in via Badia Nuova, a Trapani, le cisterne montate in cucina, indispensabili per il gravoso problema della mancanza d’acqua in cui la città versa, o il desiderio e lo sforzo che lo chef, Davide Catalano fa per accontentare il palato di tutti, vegani compresi.

Lo scatto fotografico è un attimo breve, generalmente una frazione di secondo, eppure in quell’attimo, di forte intensità partecipativa, si vede e capisce di più di ore e ore passate a guardare. E’ stato davvero un peccato non essere andati a trovarli un martedì sera, quando, come ci hanno raccontato, ormai da tradizione “lo zio Alberto”, un uomo di 94 anni suona il mandolino per strada.

Sarebbero state davvero belle fotografie.

Rallo 1860

sorsi di storie tra quelli di vino

Sarah Vesco

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Trent’anni suonati, lettrice appassionata, scrittrice compulsiva. Sono una sognatrice, precisina e con un’acca nel nome che mi perseguita da quando sono nata.

Rallo 1860

sorsi di storie tra quelli di vino

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