L’immane scemenza

Io ci ho pure scherzato su questa cosa, cos’altro si può fare in casi come questo? Che l’equazione di Dirac diventi, per una sorta di suggestione collettiva, l’equazione dell’amore, ci può anche stare, se ne leggono di scemenze e questa è, tutto sommato, inoffensiva. Fa ridere, niente di più. Che però una divulgatrice affermata, laureata in fisica, se ne faccia megafono, mi imbarazza parecchio. Per lei, dico. Perché è recidiva e insiste, nei libri, nei teatri e nelle scuole. Ma come contrastare la fisica e i sentimenti? E quanta bellezza in quelle formule? Eh? Te, te sei un arido cattivone che non la coglie, che non riesce a scrutare tra le pieghe delle anime nobili che le han prodotte. Io, io sì che mi faccio capire, io che svelo le profonde connessioni tra il cuore e la logica. L’empatia sbilenca che porta al successo, mi vien da dire.

È da un po’ che cerco di capire quando, come e dove sia nata questa leggenda, ho scrutato nei luoghi più oscuri dell’internet, cercato riferimenti ovunque e pare essere, ma non ne ho la certezza, un fenomeno tutto italiano, del web italiano in particolare, perché libri di carta con quella frase (lei gli disse: “Dimmi qualcosa di bello!”. Lui le rispose scrivendo su un fazzoletto: “(∂ + m) ψ = 0” e via discorrendo) non ne ho trovati. Su Google Trends i segnali di questa roba son solo italiani, con un primo picco nell’interesse di ricerca a Maggio 2013. E, in effetti, il 30 aprile 2013 il caso esplode ed è veicolato su tumblr da migliaia di post(quello più “antico” mi pare questo ma potrei sbagliarmi). Da allora, in Italia e solo lì, il nostro caro Dirac, subisce una scarica di popolarità che lo riporta in vita e su un altro livello. Qua vi mostro il celebrogramma che a me un po’ di impressione l’ha fatta.

Il confronto è con Feynman (in rosso), che sull’internet italiano è popolare — anzi, lo è stato fino a fine aprile 2013 — quanto Dirac (in blu). L’interesse maggiore verso il nostro è a marzo 2016, il mese in cui esce il romanzo “Equazione di un amore” di Simona Sparaco che credo non lo citi (non l’ho letto ma non mi pare proprio) ma riscatena il popolo dei condivisori di frasi romantiche. Sia il romanzo della Sparaco che l’ultimo della Greison (L’incredibile cena dei fisici quantistici) sono editi da Giunti (EDIT: come mi fanno notare nei commenti, il libro della Greison è edito da Salani e non da Giunti). Una questione di entanglement, si potrebbe pensare. Io non lo penso.