

Crisi migranti: lo sgombero di Calais e gli scontri al confine tra Macedonia e Grecia


✔ Crisi migranti: lo sgombero di Calais e gli scontri al confine tra Macedonia e Grecia
Via allo sgombero della cosiddetta “Giungla” di Calais, una tendopoli vicino all’omonima città francese dove secondo una recente stima vivono circa 3.500 migranti in attesa di entrare nel Regno Unito. Il presidente della Repubblica, Francois Hollande, scrive Repubblica, «ha assicurato che a tutti i migranti mandati via verrà proposta un’alternativa tra container riscaldati e centri d’accoglienza, ma le Ong che operano sul posto ritengono che i posti letto non siano sufficienti».
Intanto, questa mattina al confine tra Macedonia e Grecia ci sono stati scontri tra forze dell’ordine greche e qualche centinaio di migranti, che hanno sfondato un tratto della barriera per provare a dirigersi verso Nord.
Almeno 30 persone, scrive il Piccolo, compresi un gran numero di bambini, sono rimaste ferite negli incidenti.
In quel tratto di confine sul territorio greco, continua il quotidiano, «si trovano circa 6.500 persone, alcune delle quali anche da otto giorni, con riserve molto limitate di acqua e cibo. Da parte loro, le autorità macedoni lasciano passere solo un numero molto limitato di migranti ogni giorno, mentre da Sud arrivano alla frontiera un migliaio di profughi al giorno».
✔ Ilva e veleni, sì al processo. Tra i 44 imputati: i Riva, Vendola e il sindaco di Taranto
Il prossimo 17 maggio inizierà il processo sul presunto disastro ambientale causato dall’Ilva di Taranto. Oggi il Gup ha infatti rinviato a giudizio 44 persone (tra cui dirigenti Ilva, politici come Niki Vendola, ex governatore della Puglia, il sindaco di Taranto Ippazio Stefano e alcuni imprenditori) e le tre società (Ilva, Riva Fire e Riva Forni elettrici) coinvolte nell’inchiesta “Ambiente svenduto”. Il processo era tornato all’udienza preliminare dopo che la Corte d’assise di Taranto aveva rilevato un vizio di forma.
✔ Svizzera, vince il “no” al referendum sulle espulsioni automatiche degli stranieri che commettono reati
In Svizzera quasi il 59% dei votanti ha detto “no” al referendum, tenutosi ieri, che chiedeva di espellere gli stranieri condannati negli ultimi 10 anni anche per reati minori come lesioni personali o rissa. Oltre a questo quesito, proposto dal partito xenofobo Unione democratica di centro (Udc), ce n’erano altri tre: il raddoppio della galleria del San Gottardo (ha vinto il “sì”), concedere agevolazioni fiscali alle coppie sposate e specificare in Costituzione una definizione di matrimonio come unione tra un uomo e una donna (ha vinto il “no”), vietare la speculazione sul cibo (ha vinto il “no”).
✔ Elezioni Iran: vincono i riformisti pro-Rohani, sconfitto il blocco dei fondamentalisti
Vittoria dei riformisti-moderati della lista “Per la Speranza” alle elezioni in Iran dopo un decennio di dominio dei conservatori. Gli iraniani erano chiamati a eleggere i 290 membri del Parlamento, il Majlis, rinnovato ogni 4 anni, e gli 88 componenti dell’Assemblea degli Esperti, votata ogni otto e che sceglie il leader supremo. Con 136 seggi complessivi, i riformisti e gli indipendenti dovrebbero avere la maggioranza nel Majlis. Il blocco dei fondamentalisti-conservatori si è confermato primo partito con 115 seggi. Nell’Assemblea degli Esperti i moderati hanno ottenuto il 59% dei seggi: eletti sia il presidente Hassan Rohani sia l’ex presidente Akbar Hashemi Rafsanjani. I risultati — scrivono Andrew Torchia e Sam Wilkin su Reuters — dovrebbero portare a un cambiamento della politica economica del Governo e a un rilancio degli investimenti stranieri nel paese e del commercio con l’Occidente.



Rassegna Blu è frutto del lavoro di selezione e cura dei contenuti di 10 persone. Se vuoi sostenere il giornalismo digitale di Valigia Blu, partecipa al nostro crowdfunding. Senza editori, senza pubblicità. Per i lettori, con i lettori.