
Giulio Regeni: domani il corpo in Italia. Il governo manda investigatori in Egitto
In Rassegna Blu di oggi: Giulio Regeni: domani il corpo in Italia. Il governo manda investigatori in Egitto | Siria, migliaia in fuga da Aleppo bombardata verso la Turchia, che ha chiuso la frontiera | Unicef, mutilazioni genitali per 200 milioni di donne e bambine nel mondo. 70 milioni in più rispetto al 2014 | “Per noi Assange si sottrae alla giustizia”: Regno Unito e Svezia contestano parere dell’Onu

✔ Giulio Regeni: domani il corpo in Italia. Il governo manda investigatori in Egitto
Domani la salma di Giulio Regeni, il ricercatore italiano scomparso in Egitto il 25 gennaio scorso e trovato poi morto, arriverà alle 13 in Italia. L’autopsia, che sarà eseguita nell’istituto di medicina legale La Sapienza, è stata disposta dalla procura di Roma che indaga per omicidio volontario. Restano ancora non chiare le cause della morte. Ieri autorità del posto avevano fornito infatti due diverse versioni sulla fine del giovane ricercatore italiano. Intanto in Egitto la polizia, hanno comunicato fonti della sicurezza egiziana, avrebbe arrestato due uomini sospettati di aver avuto un ruolo nell’uccisione di Regeni. Il ministro Alfano ha affermato che «stanno partendo squadre di investigatori italiani per collaborare con la polizia egiziana e sono convinto che al Sisi (ndr attuale Presidente della Repubblica egiziana) non si sottrarrà alla collaborazione e che i buoni rapporti con l’Egitto siano un fluidificante per aiutare nella ricerca della verità».
✔ Siria, migliaia in fuga da Aleppo bombardata verso la Turchia, che ha chiuso la frontiera
In fuga dall’offensiva lanciata dalle forze di Assad attorno ad Aleppo e dai raid aerei russi. Sarebbero almeno 15 mila i migranti siriani bloccati sul versante a sud della città di Kilis dopo che la Turchia ha chiuso la frontiera. Obiettivo della massa di persone che preme sul confine è raggiungere i due milioni e mezzo di profughi siriani registrati dall’Onu in territorio turco. Fonti mediche della zona, scrive Repubblica, «parlano di circa 40mila civili, tra cui moltissimi bambini e donne, in fuga verso Aazaz, a pochi chilometri dal confine turco».
✔ Unicef, mutilazioni genitali per 200 milioni di donne e bambine nel mondo. 70 milioni in più rispetto al 2014
Duecento milioni di donne e bambine in 30 Paesi del mondo hanno subito mutilazioni genitali. Settanta milioni in più rispetto al 2014. A stabilirlo il rapporto dell’Unicef “Female Genital Mutilation/Cutting: A Global Concern”, presentato oggi in occasione della Giornata Onu di Tolleranza Zero verso le Mutilazioni Genitali Femminili (Fgm). Secondo i dati del rapporto, la metà di chi ha subito la pratica vive in tre paesi: Egitto, Etiopia e Indonesia. In molti paesi, la maggior parte delle donne ha subito mutilazioni genitali prima dei 5 anni, 44 milioni entro i 14 anni. Le mutilazioni genitali femminili, spiega il rapporto, costituiscono una violazione dei diritti dei bambini e dei diritti umani in generale. «Noi tutti — governi, operatori sanitari, leader di comunità, genitori e famiglie — dobbiamo ampliare i nostri sforzi per eliminare definitivamente questa pratica», ha dichiarato Geeta Rao Gupta, Vice Direttore generale dell’Unicef.
✔ “Per noi Assange si sottrae alla giustizia”: Regno Unito e Svezia contestano parere dell’Onu
«Respingiamo del tutto qualsiasi affermazione secondo cui Julian Assange sarebbe vittima di detenzione arbitraria». Con una nota diramata dal Foreign Office, il Regno Unito ha informato l’Onu che contesterà il parere del gruppo di lavoro. Secondo il ministro degli Esteri britannico, Philip Hammon, il rapporto dell’Onu è «francamente ridicolo». Assange — ha spiegato il ministro — più che essere detenuto illegalmente, cerca di sottrarsi alla giustizia. Dopo le anticipazioni di ieri, il gruppo di lavoro dell’Onu ha così motivato la sua decisione: «Il gruppo di lavoro ritene che la detenzione arbitraria di Assange debba avere fine, che la sua integrità fisica e libertà di movimento debbano essere rispettate, che dovrebbe ottenere un applicabile diritto a risarcimento».

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