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Migranti, ancora vittime in Sicilia. “Cresce il numero dei bambini che muoiono in mare”

In Rassegna Blu di oggi: Migranti, ancora vittime in Sicilia. “Cresce il numero dei bambini che muoiono in mare” | Bombardato dagli americani campo dell’Isis in Libia: “Oltre 30 morti. Obiettivo era uno dei terroristi del Bardo” | Ministero del Lavoro: “Cresce il numero dei minori accompagnati nel 2015” | Cina, da marzo stop alle pubblicazioni on line per i media stranieri sui siti cinesi | #FreeRami, la campagna social per ritrovare un reporter siriano, scomparso in Turchia dopo essere stato arrestato

Migranti, ancora vittime in Sicilia. “Cresce il numero dei bambini che muoiono in mare”
Almeno due persone sono morte nell’ultimo sbarco di migranti sulle coste siciliane. Secondo i racconti dei 30 superstiti che erano a bordo all’appello mancherebbero una decina di persone finite in mare. Una strage senza fine, secondo gli ultimi dati di Oim (Organizzazione internazionale per le migrazioni), Unhcr e Unicef: due bambini al giorno hanno perso la vita in mare da settembre dello scorso anno nel tentativo di attraversare con le loro famiglie il Mediterraneo orientale. Un numero in continuo aumento. Le tre organizzazioni per questo motivo, in un comunicato congiunto, hanno chiesto che venga aumentata la sicurezza di coloro che fuggono da conflitti e disperazione.

Bombardato dagli americani campo dell’Isis in Libia: “Oltre 30 morti. Obiettivo era uno dei terroristi del Bardo”
Aerei americani hanno colpito un campo di addestramento dello Stato Islamico a Sabrata (a circa 50 miglia a ovest di Tripoli), in Libia. Tra gli oltre 30 jihadisti, scrive il New York Times, ci sarebbe anche Noureddine Chouchane, ritenuto uno dei terroristi collegati alla strage dello scorso marzo al Museo del Bardo, in Tunisia.

Ministero del Lavoro: “Cresce il numero dei minori accompagnati nel 2015”
Sono 11.921 i minori stranieri non accompagnati presenti in Italia al 31 dicembre 2015, il 13% in più rispetto all’anno precedente. Un incremento, secondo il monitoraggio a cura del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nettamente inferiore rispetto a quello registrato tra il 2014 e il 2013, quando c’era stata una variazione di 6.319 persone (oltre il 66% in più).
Almeno 10.000 minori non accompagnati arrivati in Europa tra il 2014 e il 2015 sono scomparsi dopo essere stati registrati dalle varie autorità statali, di cui la metà in Italia, ha dichiarato lo scorso gennaio Brian Donald, alto funzionario di Europol, l’agenzia di polizia europea. Si teme che che molti siano stati sequestrati da organizzazioni criminali per essere sfruttati sessualmente o come schiavi.

Cina, da marzo stop alle pubblicazioni on line per i media stranieri sui siti cinesi
Dal prossimo mese, Pechino vieterà ai media stranieri di pubblicare sui siti web cinesi qualsiasi contenuto che non abbia l’approvazione del Governo. A rivelarlo una nota del Ministero dell’Industria e delle Telecomunicazioni. Tra i contenuti proibiti, libri, mappe, musica, cartoni animati, videogame e informazione. I dettagli dell’attuazione delle nuove regole sono ancora poco chiari, soprattutto, scrive AgiChina, per i siti web stranieri ospitati da server cinesi. Le restrizioni dovrebbero riguardare anche i siti cinesi che operano in partnership con gruppi stranieri per la pubblicazione di contenuti on line.

via Independent

Media stranieri come Associated Press, Reuters, the Financial Times e New York Times, scrive Quartz, hanno investito milioni di dollari per stabilirsi direttamente in Cina e pubblicare notizie in cinese per il pubblico locale. Non è detto che le nuove restrizioni portino a una chiusura indiscriminata dei siti cinesi delle compagnie straniere. «Usare regole dell’era della carta stampata per governare internet non serve a nulla», ha dichiarato Ying Chan, direttrice del Corso di Giornalismo all’Università di Hong Kong. «Come fai a dare l’autorizzazione alla pubblicazione di un file multimediale in un’epoca in cui tutti sono potenzialmente scrittori ed editori? Con questa serie di regole, il Governo sta cercando di combattere sia le forze del mercato che la tecnologia».

#FreeRami, la campagna social per ritrovare un reporter siriano, scomparso in Turchia dopo essere stato arrestato
Koert Debeuf, rappresentante al Cairo dell’ALDE Group (Liberals and Democrats in the European Parliament), ha scritto sui suoi social un appello per ritrovare il reporter/attivista e suo amico Rami Jarrah, arrestato tre giorni fa in Turchia: «Non se ne conosce il perché. Al momento risulta disperso. Chiunque possa aiutare a fare pressione sulla Turchia è benvenuto». Scrive la Stampa che «da mercoledì mille e più amici giornalisti e politici sono mobilitati sui social network, con l’hashtag #freeRami, insieme a numerose testate internazionali e organizzazioni dei diritti umani per la sorte di Rami Jarrah».

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