Ridisegno del logo: da dove iniziare

Il processo seguito per un centro estetico raccontato passo-passo

Marco Fogaccia
Sep 10 · 5 min read

Emanuela Brevi è un centro estetico attivo dal 1985, da sempre sinonimo di benessere, concretezza e discrezione. In un contesto economico difficile come quello degli ultimi anni, il centro è stato in grado non solo di mantenere i propri clienti, ma anche di acquisirne di nuovi, grazie ad un costante passaparola dovuto ad uno staff competente e preparato, a prodotti di prima qualità e ad attrezzature all’avanguardia.

Noi di Repshake siamo stati chiamati in causa per il ri-disegno del logo, ormai datato, e per la definizione di un mini-manuale di identità visiva, in cui riportare tipografia, palette colori, varianti del logo e sue applicazioni. Ci è stata completa libertà da Emanuela, fondatrice, ad eccezione di un punto: il logo avrebbe dovuto rispecchiare la sua personalità e, di conseguenza, quella del suo centro.

Incontro iniziale

Come nostra abitudine, il primo passo è stato incontrare il cliente di persona, in primis per presentarci, per poi capire quali fossero le esigenze concrete. Dopo una breve introduzione reciproca, abbiamo svolto insieme un piccolo esercizio volto a conoscere meglio la sua tipologia di clientela, il tipo di relazione che ha con essa, la percezione che tale clientela ha del centro e i benefici che i clienti traggono ad ogni seduta. Ultimo, non certo per importanza, l’elemento distintivo rispetto alla concorrenza.

Esercizio svolto con il cliente durante il primo incontro

Concetti chiave e moodboard

Rientrati in studio, per ciascuna delle voci abbiamo evidenziato i concetti più forti emersi durante l’incontro, ovvero l’essenza di Centro Estetico Emanuela Brevi. Con l’aiuto di un moodboard, abbiamo quindi tradotto queste parole chiave in immagini, attraverso fotografie, illustrazioni, palette cromatiche, font, ecc. Si tratta di una fase progettuale di estrema importanza, poiché per la prima volta si passa da una comunicazione unicamente verbale ad una di tipo visuale, influenzando inevitabilmente tutti gli step successivi. Non solo il progettista inizia ad avere dalla sua alcuni riferimenti in grado di indirizzare il progetto, ma è anche un’importante occasione per il cliente di stabilire se ci si trova sulla giusta strada o meno.

Moodboard con cui abbiamo tradotto i concetti chiave in immagini

Carta e matita è tutto ciò che serve (per ora)

Una volta approvato il moodboard, siamo passati ai due strumenti più potenti per un designer: carta e matita. Contrariamente a quanto ancora troppa gente crede, disegnare un logo non vuol dire mettersi al computer e, nell’arco di un paio di ore, partorire un nuovo artefatto. Chiaramente tutto ciò è possibile (e ahimè alcune volte probabile), ma sarebbe:

  • completamente inutile, in quanto ci si limiterebbe a copiare qualcosa di esistente, ergo non differenziante;
  • poco professionale, perché è facile aprire una bacheca di Pinterest, copiare un logo, adattarlo e consegnarlo, ma non è lavorare come piace a noi 😀;
  • poco rispettoso, del cliente (se lo capisce) e della nostra professione.

Matita in mano, abbiamo quindi schizzato quante più idee e varianti possibili, concentrandoci più sulla quantità che sulla qualità in questa fase. Una volta individuate le 2/3 soluzioni più promettenti, abbiamo iniziato a digitalizzarle, perfezionandole e valutandone l’abbinamento con diverse font e colori.

Selezione di varianti schizzate durante la fase di ideazione
Dalla carta al digitale

Due proposte per il cliente

In questo caso specifico abbiamo sviluppato due proposte: una più conservativa, che manteneva il monogramma dato dalle iniziali del centro (E+B), ma rivisto nel tratto, proporzioni, colori, utilizzo e concetto in senso lato, e una più “di rottura”, più figurativa e del tutto slegata dal monogramma. La prima voleva unire le due lettere in un unico monogramma (contrariamente al vecchio logo), mentre la seconda voleva comunicare il concetto di relax con una sola immagine evocativa, ragione per cui è stato scelto un occhio chiuso e visibilmente rilassato.

Per entrambe le versioni abbiamo realizzato alcune varianti per forma, colore e numero di elementi utilizzati, a seconda dei possibili contesti di utilizzo. Per quanto riguarda la palette cromatica, abbiamo optato per le seguenti tonalità:

  • Linen, che si ispira alle tonalità della pelle e richiama i concetti di benessere e intimità;
  • Iceberg, che in quanto appartenente alla tonalità del blu, rievoca calma, relax e fiducia;
  • Willow Brook, verde chiaro delicato, che oltre a richiamare il concetto di igiene, ispira la possibilità di cambiamento (nel caso di un centro estetico un cambiamento verso il benessere fisico e psicologico).

Per quanto riguarda la tipografia, invece, abbiamo optato per la font Raleway, completamente open source, nei due pesi Extra Bold (utilizzato per “EMANUELA BREVI”) e Regular (utilizzato per “CENTRO ESTETICO”). Si tratta di una font cosiddetta Sans Serif, ovvero senza grazie, che si presenta geometrica e minimale, a sottolineare la discrezione e concretezza del centro estetico.

Proposta #1: Continuità con il passato (scelta dal cliente)
Proposta #2: Rottura con il passato

Una volta scelto il logo e definito in tutte le sue componenti, abbiamo studiato due sue applicazioni su indicazione del cliente: biglietto da visita, utilizzato anche come promemoria per gli appuntamenti, e coupon regalo. Anche in questo caso abbiamo presentato un paio di proposte, così da permettere ad Emanuela di valutare più soluzioni.

Presentazione finale

Ultimo step, a conclusione formale dell’intero progetto, abbiamo redatto un semplice manuale di identità visuale, riassuntivo di tutto il processo e con alcune linee guida circa l’utilizzo di logo, tipografia, palette colori, ecc. Ci teniamo in particolar modo a riportare il processo che ha condotto al risultato finale perché riteniamo che il cliente debba sapere quali siano state le motivazioni sottostanti determinate scelte. Inoltre, è per lui un’opportunità di sentire il progetto come suo, cui ha attivamente partecipato, soprattutto nelle prime fasi.

Presentazione finale

Per questo progetto ringraziamo infinitamente Emanuela, per la disponibilità e fiducia che ci ha dato sin da subito, e i ragazzi di Concrete Digital Strategies, con cui collaboriamo quotidianamente, per aver visto in noi il collaboratore ideale.

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Marco Fogaccia

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Co-founder & Designer @Repshake

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