Il problema non è cosa dire, ma perché.

Marco Fogaccia
Jul 10 · 5 min read

In Italia, sebbene con qualche anno in ritardo rispetto ad altri paesi (Stati Uniti e Regno Unito in primis) sono sempre di più i professionisti che utilizzano i social media per raccontare la propria attività, pubblicizzare i propri prodotti/servizi, coltivare la relazione con i propri clienti. Sfortunatamente però, dietro il desiderio di presidiare queste piattaforme, spesso non c’è una motivazione ben precisa, se non quella di uniformarsi alla concorrenza.

“Ho visto che il commercialista in fondo alla via ha pubblicato gli auguri di Natale su Facebook, voglio farlo anche io

“Quel negozio pubblica un post al giorno. Perchè non lo facciamo anche noi?

“Quella pagina ha tantissimi like. Li voglio anche io

La nostra risposta a queste “motivazioni” è alquanto semplice e diretta: NO, NO e ancora NO.

Per quanto possa sembrare semplice, gestire una pagina social in modo professionale non è una banalità. Molti professionisti pensano non sia così diverso dal gestire il proprio profilo personale, ma ovviamente non è così. Per apparire seri e professionali agli occhi dei propri clienti e di tutti coloro che potrebbero diventarlo, occorre avere una strategia chiara e progettata nei minimi dettagli.

Sebbene esistano decine di framework in grado di aiutarvi a definire la vostra, noi vi suggeriamo di partire da quello più semplice e intuitivo, ovvero la regola delle 5 W:

  • WHY (perchè)
  • WHO (cosa)
  • WHAT (cosa)
  • WHERE (dove)
  • WHEN (quando)

Rispetto all’originale, abbiamo introdotto un ulteriore elemento, fondamentale per la gestione delle pagine social (e non solo):

  • HOW (come)

Per quanto possa sembrare banale, vi assicuriamo che questo piccolo schema può rivelarsi un grandissimo aiuto nel definire una strategia vincente per le vostre pagine social.

1. PERCHÉ utilizzare i social media?

Questa è la prima domanda che dovete porvi, prima ancora di capire cosa volete comunicare, a chi e attraverso quali canali. Cosa vi spinge ad utilizzare questi media? Quale è il risultato che vi aspettate di ottenere?. Naturalmente la risposta deve nascere da voi e non può essere “perchè lo fanno gli altri”. Soprattutto per alcune professioni e settori i social media si stanno saturando, in termini di contenuti e modalità di ingaggio, ragione per cui dovete cercare di distinguervi dalla massa.

2. A CHI vi rivolgete?

Rispondere a questa domande è fondamentale, perché una volta definito il vostro pubblico ideale (composto non solo da clienti ma anche da potenziali tali), sarà molto più semplice definire cosa, come e quando comunicare. Soprattutto per quanto riguarda i clienti attuali, voi rappresentate i massimi esperti in materia, perché nessuno può conoscere la vostra clientela meglio di voi.

3. COSA volete raccontare?

Ricordatevi sempre di vestire i panni dei vostri clienti (o potenziali tali), per capire a quali contenuti siano veramente interessati. Ancora troppi professionisti si focalizzano unicamente sulla propria attività e sul pubblicare contenuti auto-celebrativi, senza domandarsi se apportino un valore aggiunto al loro pubblico. Può essere che contenuti di questo genere vengano notati la prima volta, ma nel tempo finiranno inesorabilmente per essere ignorati.

4. COME intendete raccontarvi?

Qui entra in gioco il cosiddetto tono di voce, ovvero la modalità con cui vi relazionate con il vostro pubblico. Per facilitarvi la vita, vi consigliamo di pensare alla vostra attività come se fosse una persona, dotata quindi di una personalità. Come sareste? Formali o informali? Istituzionali o colloquiali? Riservati o esuberanti? Il tono di voce rispecchia il vostro modo di essere.

5. DOVE intendete raccontarvi?

Attraverso quali canali? Si tratta di una domanda estremamente importante, perché vi permette di ottimizzare il vostro sforzo comunicativo. Ciascun social network è popolato da persone con caratteristiche demografiche, interessi, aspirazioni e aspettative diverse, ed è pertanto fondamentale conoscere il proprio pubblico prima di capire su quali piattaforme investire. Pubblicare su un canale non popolato dal vostro pubblico di riferimento non rappresenta un opportunità in più, ma solamente uno spreco di risorse.

6. QUANDO e con che frequenza pubblicare?

Erroneamente si pensa che più contenuti vengono pubblicati, meglio è. A meno che non siate una redazione, spesso è vero il contrario, perché il vostro pubblico non vuole essere sommerso da contenuti di scarso valore. Pertanto evitate di pubblicare ogni singolo giorno; fatelo solamente quando avete qualcosa di valore da raccontare. Altro aspetto importante da valutare è quando pubblicare: la mattina? Il pomeriggio? La sera. Anche in questo caso pensate al vostro pubblico e alla loro giornata tipo. Se vi rivolgete ad un impiegato, ad esempio, focalizzatevi sulle finestre di tempo in cui è più probabile che visiti i social media (pausa pranzo, post lavoro).

I social network NON sono gratis

Sebbene rappresenti un’ottima base di partenza, rispondere alla regola delle 5 W non è sufficiente ad avere successo sui social media. Troppo spesso i professionisti ignorano il fatto che si tratta di paid media, ovvero di canali in cui è necessario investire un determinato budget pubblicitario per essere visibili ad un pubblico vasto, non composto unicamente dagli attuali clienti, ma anche da coloro che potrebbero diventarlo. Curare una pagina senza sponsorizzarne i contenuti risulta essere un’attività fine a sé stessa, in quanto tali contenuti sarebbero visibili solamente ai seguaci della pagina stessa. Ma quanto budget investire? Molte agenzie di marketing consigliano un budget pubblicitario pari al costo di produzione del contenuto per assicurare una copertura ottimale. C’è da dire che, soprattutto per professionisti e piccole medie imprese, che non dispongono di budget esorbitanti, tale proporzione potrebbe essere rivista. Ciò non toglie che è necessario abbandonare la credenza che Facebook, Instagram e compagnia siano dei media gratuiti, preventivando sin sa subito un investimento in termini di budget pubblicitario.

E se non disponete di quel budget? Evitate di investire nei social media.

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