Amiu-Iren: le 6 proposte della Rete a Sinistra

Il nostro obiettivo è garantire l’applicazione del piano industriale di Amiu approvato nel 2014 e ispirato ai principi dell’economia circolare, del riciclo e del riuso. Un piano innovativo, tra i più avanzati d’Italia. Al tempo stesso, ovviamente, vogliamo tutelare i lavoratori. Tutto questo si può realizzare solo attraverso un vero controllo pubblico dell’azienda che consenta ai cittadini genovesi di poter intervenire sul servizio di raccolta e gestione dei rifiuti.

Non siamo contrari all’ingresso di un partner industriale in Amiu, purché ciò avvenga nel rispetto degli obiettivi indicati e garantendo strumenti di controllo. Guardando all’Italia esistono tanti casi di spa le cui azioni sono direttamente in mano pubblica che non hanno garantito ne una buona gestione economica ne di servizi adeguati ai cittadini. E’ chiaro che il tema non può quindi essere solo quello del controllo delle azioni, ma è più complesso. Un vero controllo pubblico consente ai cittadini e ai comuni di intervenire nelle scelte fondamentali, di garantire che il servizio erogato risponda alle esigenze e alle indicazioni date. Gli strumenti per realizzarlo sono vari e proviamo a indicarne alcuni sulla base della situazione attuale e contingente e in vista della nuova delibera che la giunta ha annunciato di voler portare in consiglio.

1. La proprietà pubblica degli impianti

Più di un anno fa abbiamo proposto di mantenere in capo al comune la proprietà degli impianti, così da avere un saldo strumento di controllo sull’attività dell’azienda di gestione dei rifiuti. Una strada che finora non si è voluto percorrere ma che non è impossibile. Al momento si può, ancora provare a percorrere questa strada, almeno per alcuni impianti, come il nuovo biodigestore.

2. Piano di investimenti e realizzazione del piano industriale

Proprio per le cose dette prima riteniamo essenziale che il piano di investimenti collegato all’ingresso di Iren in Amiu sia allegato alla nuova delibera e che descriva non solo quali e quante risorse vengono impegnate da Iren ma anche nel dettaglio come e con quali scadenze si realizzeranno i nuovi impianti. Quali saranno di proprietà di Amiu-Iren e quali invece potranno restare di proprietà del comune.

3. Iren al 49% e cessione di quote vincolata

Vogliamo che Iren non superi il 49% delle azioni di Amiu e che ulteriori aumenti di capitale o cessioni di quote siano vincolate al rispetto alla realizzazione degli impianti e al rispetto del piano industriale del 2014.

4. Contratto di servizio, nuovo statuto e patto parasociale

Il contratto di servizio è lo strumento principale in questo contesto con cui esercitare il controllo. Quello attuale, che potrebbe essere prorogato grazie all’ingresso di Iren in Amiu, deve essere rivisto e modificato. Si tratta di un testo vecchio che non prevede sanzioni e strumenti efficaci di verifica del servizio. E’ un tema davvero fondamentale perché a differenza dello statuto, che può essere modificato sulla base della maggioranza delle azioni, e del patto parasociale, che scade dopo tre anni, il contratto di servizio ha una durata di 15–20 anni e può essere modificato solo con l’accordo di ambedue le due parti, città metropolitana e Amiu-Iren.

Proponiamo quindi che il contratto di servizio rivisto contenga questi elementi:

- aggiungere un articolo che dispone i principi che ispirano il piano industriale (gli assi principali del piano Conai e la struttura impiantistica);

- inserire l’obbligo del parere del consiglio comunale per ogni ristrutturazione aziendale, il piano investimenti e industriale e eventuali subappalti;

- garantire potere di verifica ai consiglieri comunali e, per il territorio di competenza, municipali, con diritto di voto e di accesso agli atti (salvaguardando la riservatezza quando il caso) ogni volta che lo ritengano;

- prevedere che i controlli siano a sorpresa e non previo avviso come avviene adesso;

- rivedere gli allegati che dispongono gli obiettivi del servizio in funzione del piano CONAI;

- aggiungere un allegato che stabilisca penali per la violazione del contratto stesso che siano: proporzionate ed efficaci (in corrispondenza di ogni violazione è necessario stabilire una penale giornaliera) e automatiche (in corrispondenza di disservizi individuati con precisione e siano corrisposte a riduzione del costo del servizio magari dopo comunicazione alla commissione paritetica);

- stabilire comunque come strumenti anche la diffida e il recesso;

- prevedere l’esplicito divieto di trattare i rifiuti in modo contraddittorio alle linee guida sul piano industriale, ad esempio con esplicito divieto di conferire agli inceneritori;

- riformulare l’articolo 5 dell’attuale contratto in coerenza con gli obiettivi di cui sopra, inoltre deve essere reso più circostanziato l’art 12 sulle iniziative tese a migliorare il servizio, in particolare prevedere cosa siano le iniziative di informazione dell’articolo 12.3; la commissione mista deve anche seguire delle linee più precise e può restare per revisioni successive degli standard, purché non diventi, assieme a tutto l’articolo 12, una scappatoia per evitare standard più stringenti;

- gli studi del comune dell’articolo 13.1 dovrebbero essere un parametro per valutare il servizio;

- rafforzare i poteri dei cittadini: a seguito del reclamo a cui va risposto entro 30 giorni, la questione può passare alla commissione paritetica; medesimo potere può essere conferito alle associazioni dei commercianti;

- verso i cittadini e le associazioni dei consumatori si può prevedere un diritto di accesso analogo verso le PA a norma di legge;

- prevedere comitati di municipio con associazioni di categoria dei cittadini per interagire con l’azienda e poteri rispetto l’aggiornamento e l’attuazione degli standard.

5. Identità aziendale e sede a Genova

Pensiamo sia giusto preservare l’identità aziendale, così come che sia garantito che la sede sia mantenuta a Genova.

6. Una nuova procedura di nomina nelle partecipate

A corollario di quanto detto è opportuno prevedere una nuova procedura per le nomine nelle partecipate, non solo in riferimento ad Amiu e Iren. Nel caso specifico però è opportuno che le nomine, oltre che a stringenti requisiti di competenza, avvengano nella condivisione delle linee politiche che il comune intende portare all’interno delle società. A riguardo si può prendere spunto da quanto fatto dalla giunta Pisapia nel comune di Milano.

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