Il No ha vinto, e adesso?

La vittoria del No è una bella notizia. Tantissimi cittadini hanno partecipato al voto e hanno espresso con nettezza il loro giudizio.

In questi giorni le analisi del voto si sprecano. Noi abbiamo utilizzato i dati raccolti in questi mesi sui quartieri di Genova per approfondire queste ricerche legandole alle specificità della nostra città.

A Genova il Sì è riuscito a convincere molte persone che in passato non avevano votato PD. Un insieme di voti non necessario a compensare la massa di elettori che hanno scelto il No ma sicuramento un movimento da seguire con interesse.

Questa analisi conferma la sensazione che abbiamo avuto negli ultimi giorni di campagna elettorale. Tanti amici e compagni hanno scelto di votare Sì come argine ai populismi, dalla destra peggiore alle esasperazioni grilline, o perché lo vedevano comunque come un cambiamento in un Paese che è sempre più immobile.

Alle facili spiegazioni preferiamo un percorso di ascolto, rivolto sia a chi ha votato No che a chi ha votato Sì, per capire le opinioni di tutti. Vi chiediamo di raccontarci cosa ne pensate dell’esito del referendum e come possiamo andare avanti. Per questo abbiamo lanciato un piccolo esperimento, un questionario per chiedere al nostro popolo cosa pensa.

Puoi rispondere al questionario direttamente nel form qui sotto, oppure cliccando qui.
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Da questo studio appare chiaro che una quota dei nostri elettori, che avevano dato fiducia alla Rete a Sinistra alle regionali, sono stati convinti dal Sì. Un richiamo sentito anche da tanti elettori che non si erano più recati a votare negli ultimi anni.

A differenza invece di tante analisi pubblicate non spicca una correlazione netta tra fasce di età e voto referendario. Probabilmente anche per la particolare conformazione demografica genovese, con una popolazione in grandissima parte anziana.

È molto evidente invece la correlazione tra l’indice di disagio sociale, i bassi redditi e bassi livelli di istruzione e il voto per il No, che si afferma nelle periferie e nei quartieri popolari con grande nettezza.

Si tratta di tantissimi genovesi colpiti dalla crisi che negli ultimi anni hanno votato in massa per il Movimento 5 Stelle. Questa volta hanno scelto il No ma è un mondo con cui noi di sinistra riusciamo a parlare sempre di meno. E di questo dovremmo prenderne atto seriamente per poter cambiare le cose.

Il nostro No non era fine a se stesso, era un No per il cambiamento. Oggi vuol dire attuare la nostra Costituzione e non stravolgerla. Vuol dire dare piena attuazione ai principi elencati, garantire lavoro e dignità, rimuovere gli ostacoli per offrire a tutti pari possibilità.

Insieme vogliamo continuare il nostro percorso, vogliamo determinare un cambiamento.

Ci vediamo il 16 dicembre per una assemblea aperta della Rete a Sinistra in cui discutere insieme di che fare nei prossimi mesi, a partire dal lavoro che stiamo svolgendo in tanti tavoli di lavoro per pensare alla prossima Genova.

I risultati del No e del Sì

In questa serie di cartine trovate i risultati percentuali del No e del Sì divisi quartiere per quartiere.

Si tratta di uno studio utile a capire quali elettori e perché hanno scelto un’opzione piuttosto di un’altra. Negli ultimi mesi abbiamo prodotto uno studio sulla struttura sociale, demografica ed economica dei quartieri di Genova. Si rivela oggi molto utile e lo trovate qui.


Una cartina a colpo d’occhio, dove ha vinto il Sì e dove ha vinto il No.

Come è cambiata l’affluenza dal 2015

In questa cartina si può notare la variazione dell’affluenza dal 2015. È evidente come i quartieri in cui il Sì ha fatto i risultati migliori sono anche quelli con le variazioni dell’affluenza più sensibili. Nella cartina seguente trovate invece il semplice dato dell’affluenza divisa per quartiere.


Il voto per fasce d’età

Questi grafici mostrano la correlazione tra la presenza di cittadini di una certa fascia d’età e il voto per il No. Ogni punto rappresenta un quartiere della città e il grafico misura come, all’aumentare di una certa fascia di età, cresca o dimunisca il voto per il No.

Più la linea di tendenza risulta dritta e inclinata più si può notare una correlazione stringente.

Nella nostra città sembra che il voto per il No non sia automaticamente correlato all’appartenenza a una certa fascia di età. In particolare si può notare come siano sparsi i risultati nella fascia 18–24 che si è schierata quindi per il Sì o per il No in maniera indifferenziata. Forse una correlazione positiva con il No si misura per i giovani adulti nella fascia 25–49 anni, con la notevole eccezione dei tre quartieri del Centro storico; una correlazione invece positiva col voto per il Sì si percepisce laddove incide maggiormente la popolazione più anziana.

Cosa ha influenzato il voto

I succesivi tre grafici individuano invece delle correlazioni piuttosto stringenti. I parametri presi in esame sono spesso collegati e infatti offrono risultati simili.

Nel primo si misura l’aumentare del voto del No al crescere dell’indice di disagio sociale.

Il secondo mostra come i voti per il No vengano in prevalenza dai quartieri in cui abitano persone con i redditi medi più bassi.

Il terzo conferma questa serie evidenziando come il No venga premiato nei quartieri in cui i livelli di istruzione sono inferiori.

Clicca sui grafici per ingrandirli.

Il voto rispetto alle regionali

Questa ultima serie di grafici è fatta cercando correlazioni tra i voti espressi alle elezioni regionali e quelli referendari, sezione per sezione.

Come ulteriore controprova abbiamo correlato la crescita del Sì con i risultati ottenuti dalle varie forze politiche.

Come si può notare la correlazione più spiccata è tra i voti per il No e il voto alle regionali per il Movimento 5 Stelle. Nelle sezioni in cui il M5S ha preso i maggiori consensi anche il No ottiene i risultati migliori.

Nella correlazione tra i voti della Rete a Sinistra e gli esiti del referendum si può notare un certo rapporto nel grafico riferito alla crescita del Sì, seppur non particolarmente netto. È plausibile che il trend di crescita nelle sezioni a noi più favorevoli alle regionali sia un indizio del fatto che parte dei nostri elettori abbiano scelto il Sì.

Quanto detto sopra sembra confermato dalla stessa analisi svolta sui risultati del PD, che cresce dove alle regionali aveva fatto risultati inferiori. Le due mappe evidenziano come si tratti di una crescita fortemente localizzata in alcuni quartieri in cui è anche aumentata l’affluenza. E dimostrano che il Sì ha conquistato degli elettori che non avevano votato per il PD né alle regionali né nel 2014.

In questo grafico si nota con evidenza la correlazione tra l’aumento dei votanti e la crescita del Sì.



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