
La desertificazione. L’irrigazione. L’innovazione.
Pensando al fenomeno della desertificazione, si tende generalmente ad associarlo alle grandi aree del mondo caratterizzate da climi estremi, come Sahara, Gobi o Atacama.
Si tratta invece di un problema comune nell’Europa mediterranea, inclusa l’Italia, dove ogni anno vengono persi ettari di terreno verdi e che potrebbero essere coltivati.
Le aree più colpite nel nostro paese sono il sud e le isole. Proprio la Sardegna ospita uno dei centri di ricerca di eccellenza mondiale sul tema, il Nucleo di Ricerca sulla Desertificazione (NDR) dell’Università di Sassari, che realizza studi e progetti per arginare l’inaridimento dei terreni.
Fermare la desertificazione è possibile con l’adozione di politiche ambientali adeguate, ma anche con l’applicazione di nuove tecnologie.
Una delle soluzioni proposte dagli studiosi, che ha riscosso un notevole successo in Ghana, Burkina Faso e Tunisia, è quella di piantare arbusti di Jathropa Curcas. Si tratta di una pianta molto resistente al caldo, originaria del Centro America, che produce semi non commestibili ma dai quali si può ottenere piuttosto facilmente biocombustibile.
L’IRRIGAZIONE
Uno dei fattori che provoca il maggiore rischio di desertificazione in Italia è l’uso irrazionale delle risorse idriche.
Il nostro paese, secondo le ricerche dell’Ispra, è il primo in Europa per uso dell’acqua, con 245 litri pro-capite contro la media di 185 litri dei paesi del Nord.
Molta di questa acqua viene sprecata a causa del malfunzionamento degli acquedotti, come reso evidente da casi di cronaca recenti.
Secondo uno studio del Centro Euromediterraneo per i Cambiamenti Climatici (CMCC) entro fine secolo in Italia la media delle temperature potrebbe innalzarsi tra i 3°C e i 6°C,mettendo a rischio desertificazione un quinto (il 21%) del territorio nazionale.
Lo sviluppo di nuove tecnologie nella storia dell’agricoltura è stato decisivo per il progresso dell’umanità.
Gli effetti del riscaldamento climatico non sono visibili solo nell’inaridimento del terreno, ma anche nell’accentuarsi di fenomeni che, uniti al dissesto idrogeologico del nostro territorio, provocano danni e tragedie.
L’INNOVAZIONE
Fermare la desertificazione è possibile con l’adozione di politiche ambientali adeguate, ma anche con l’applicazione di nuove tecnologie. Sfruttare le risorse idriche senza sprechi, in maniera razionale e coerente con i bisogni del terreno diventa sempre più importante
Un esempio perfetto è la tecnica dell’irrigazione a goccia, perfezionata a fine anni ’50 in Israele da Simcha Blass, che permette di strappare terra al deserto, rendendo fertile con semplici gocce d’acqua aree prive di grandi riserve idriche e caratterizzate da una temperatura alta. L’uniformità di distribuzione dell’acqua è un fattore fondamentale per evitare sprechi.

Lo sviluppo di nuove tecnologie nella storia dell’agricoltura è stato decisivo per il progresso dell’umanità.
Nuove idee hanno permesso di aumentare la produttività necessitando di meno manodopera e garantendo un maggiore quantitativo di cibo per una maggiore fetta della popolazione.
La creazione e selezione di piante più resistenti ai fattori atmosferici, alle malattie, ai climi estremi ha permesso il raggiungimento di un’agricoltura più razionale.
La strada per arginare il problema della desertificazione e restituire fertilità ad aree che fino a non molto tempo fa erano verdeggianti passa per l’innovazione nel campo dell’agricoltura.
The Basilist
Originally published at revotree.it on August 26, 2017.

