Chi siamo

La lista civica Rezzato Democratica, presente dal 1995 sul territorio, è espressione di una comunità civile che ritiene che tra politica e società ci debba essere uno scambio continuo e fecondo, capace di consolidare il ponte tra la società stessa e una amministrazione pulita, attenta a non disperdere il patrimonio di intelligenza,
disponibilità e qualità che il territorio esprime. Una comunità civile che da sempre ritiene che debbano essere accantonate certe diffidenze radicate nei confronti dell’impegno amministrativo, consapevole che per crescere occorre operare dentro le realtà e prendersi la responsabilità delle decisioni che riguardano il nostro presente e il nostro futuro.
Rezzato Democratica è una realtà che da anni si impegna per rendere il nostro paese una comunità in cui si viva sempre meglio, attraverso il contributo di molte persone: amministratori, consiglieri comunali, donne e uomini senza incarichi istituzionali.
Rezzato Democratica è una realtà in crescita, che guarda da sempre con attenzione al
mondo delle associazioni e del volontariato, dell’impegno sociale e civile, che intende proseguire nella realizzazione del progetto di Rezzato come paese in cui è bello vivere, paese dei diritti, paese solidale, paese che ha memoria.

Un paese in cui è bello vivere, per noi, è un paese che mette le persone al centro
dell’azione politica; che evidenzia nei fatti e nelle modalità del proprio agire il principio informatore del suo impegno, che è poi la volontà precisa di rispondere ai bisogni della vita quotidiana. Un paese vivibile è un paese per tutte le persone: per donne e per uomini, per bambini e per anziani, per sani e per diversamente abili. Ma è anche un paese che nel momento in cui presta particolare attenzione ai bambini, agli anziani, ai diversamente abili, sa di trasmettere serenità e sicurezza, perché un paese a loro misura è un paese su misura per tutti.

Un paese dei diritti è un paese in cui è garantito a tutti, ciascuno secondo il proprio ruolo, il diritto di conoscere, di partecipare, di decidere, di incontrarsi con sicurezza.

Un paese solidale è un paese che assicura, attraverso la qualità e la quantità dei servizi offerti ai cittadini, un alto livello di attenzione anche a chi è meno garantito, con la consapevolezza che questa soglia di attenzione è a sua volta un efficace indicatore del senso civico di una comunità. Il paese che vogliamo è quello in cui tutte le persone sono valorizzate come ricchezze, pur nella loro diversità, un paese dove tutti possono ritrovarsi nel godimento comune di diritti e opportunità.

Un paese che ha memoria è un paese che insiste sull’educazione civica per radicare la conoscenza del territorio e della comunità, per trasmettere il rispetto delle tradizioni culturali e storiche, consapevole che dalla conoscenza scaturiscono dialogo, confronto, capacità di convivenza.

Ciò che abbiamo in mente è una realtà in cui il municipio è il centro di quella rete che è il paese, una casa sempre aperta, una immensa piazza dove si incontrano il mondo dell’associazionismo e del volontariato, le scuole, gli enti e le istituzioni, la società civile e tutte le realtà produttive, per contribuire, con un lavoro di attenzione quotidiana, a un progetto complessivo, mettendo in circolo idee, competenze, strumenti.
Avere in mente un paese con queste caratteristiche impone di passare attraverso la
formazione di un Consiglio Comunale in cui la dialettica tra chi governa e chi controlla è regolata da un livello di discussione qualitativamente alto, corretto e mai becero; in cui il confronto su problemi e progetti concreti arricchisce la discussione e di conseguenza si trasforma in fatto positivo per la collettività.
Avere in mente un paese come questo significa formare un Gruppo Consigliare e una
Giunta Comunale che condividano progetti e modalità di attuazione, ma soprattutto che non perdano di vista l’importanza dell’ascolto e del dialogo con i cittadini.
Continuiamo infatti ad essere convinti che l’Amministrazione locale è la trincea della politica, la faccia buona dello Stato a cui si rivolge il cittadino. A volte anche per bisogni che non sono di competenza del Comune e per soddisfare i quali l’Ente locale non ha magari nemmeno i mezzi. L’esperienza maturata in questi anni ci dice che una risposta bisogna comunque darla: e questa risposta per quanto ci riguarda non può che continuare ad essere di buona e onesta amministrazione.