2016

foto dal web

Calore. Acqua. Umidità.
Un ritmo ripetitivo e incalzante, su toni sempre più alti.
Luce.

[listen Varberg — U137]

Gratitudine.

Succede qualcosa. I confini si dilatano, si gonfiano, si sgretolano.
Tutto diventa più dolce, e caldo. Umido. Anche la luce.
Sento fame, ho fame. Mi nutro di questi zuccheri: energia veloce, semplice, diretta.

Sto nascendo. Sta nascendo qualcosa. In me.
Due getti verdi: bum!
Che slancio. Che bello. Ho un brivido. Sono felice.
Grazie.
Non so chi, non sono bene cosa, nè perchè. Nè dove sono, nè perchè sono. C’è qualcosa o qualcuno che devo ringraziare?

Gratitudine.

[listen Branch — Keith Kenniff]

Fiducia.

Fino a un attimo fa non sapevo nulla del futuro. Nè sapevo che esistesse, questo spazio e questo tempo chiamato futuro.
Ora io sono qui, e il futuro è qui con me. In me.
Ho tutto quello che mi serve per diventare futuro. E sarò un ottimo futuro, per me. Sarà un ottimo futuro: per me e per i frutti che nasceranno da me.
C’è luce e nella luce ci sono i colori. C’è caldo.
Colori e calore.
Come posso avere dubbi che la vita non sia a colori, se questo è l’inizio?

Fiducia.

[listen Sad heart of mine — Caspian]

Responsabilità.

Qualcuno o qualcosa dentro di me o sopra di me hanno deciso di farmi futuro.
Ora dipende da me. Da come saprò dare frutti, dare energia, dare calore, cibo, ombra, luce. Da come saprò sorreggere e sorreggermi, da come affronterò le pioggie e le siccità, le invasioni e le bufere. Da come affronterò il tempo quando si dilaterà, quando si fermerà, quando correrà.
E quando non ci sarà più.

Sono responsabile del mio futuro. Ma ancora di più, di coloro che sono e saranno connessi al mio futuro. I miei frutti, i miei figli, i miei legami.
La responsabilità è una foresta dove nasciamo e siamo costretti a vivere: il bello è che ogni albero può essere diverso e può decidere come fare ombra.

Responsabilità.

Penso al 2015 che sta finendo, al 2016 che arriva.
Con una immagine che si ripropone, ciclicamente, come specchio del me di oggi e del me futuro.
Il germoglio. Le tre fasi che scandiscono la sua vita che nasce: gratitudine, fiducia, responsabilità.

Sono grato per il percorso fatto. Sono grato alle persone che hanno compiuto qualche passo con me, piccolo o grande, sotto il sole o nella bufera. Sono grato al tempo che è passato, alle cose rotte, alle mani nei capelli, ai sorrisi, ai brindisi, alle mani alzate al cielo. Grato ai bagni nell’acqua del mare, ai brividi di freddo, al calore del forno, del sole, del pane. Grato al silenzio, al respiro, alla musica. Grato ai colori, al verde sopratutto. Grato al vento, alla forza del cambiamento, alla fatica, agli occhi chiusi serrati.

Grato per la fiducia che molti hanno posto in me.

Ho fiducia. Anche nei momenti più neri, come oggi. Fiducia perchè mi hanno detto di non splendere e io no. Fiducia perchè dopo e sotto ogni cosa un senso questa vita ce lo deve avere per forza. E ce l’ha, eccome.
E il bello è che siamo noi, questo senso.
Fiducia perchè domani ci sarà il sole, e se ci sarà la nebbia me la godrò lo stesso, forse anche di più. Fiducia perchè basta un sorriso per rendere il mondo migliore. Di chiunque.

Ho fiducia che saprò giocarmi al meglio questa responsabilità.

La responsabilità è un dono.
E’ il nostro modo di poter fare del bene al mondo. A chi se la passa con noi e chi avrà la fortuna di arrivare dopo di noi, nel mondo migliore che lasceremo.
Godo delle responsabilità che durante quest’anno mi sono state date, aspetto solo di vedere quanto è profonda la tana del bianconiglio.

Luce.