Molto più che farina e acqua

Di solito rinfresco la pasta madre al mattino, quando fuori è ancora buio. Mi piace scegliere la ciotola migliore per poi cominciare a impastare a mano, aggiungendo acqua e farina bio.

Mi piace sentire la pasta madre ancora fredda sgretolarsi inizialmente tra le mie dita, e poi di nuovo ricucirsi e allungarsi con la nuova farina, che diventa essa stessa pasta madre. E dopo ogni movimento sentire la vita muoversi, crescere, riscaldarsi, soffiare e respirare tra le mie mani e sotto e dentro l’impasto.

Mentre fatico penso agli ingredienti utilizzati, al mulino dove ho acquistato la farina – rigorosamente biologica e integrale – e poi ancora indietro ai grani, alla vita di chi li ha seminati e al Sole che li ha maturati.

Respiro, e mi sorprendo della stessa aria, anch’essa carica di batteri buoni, tanti e diversi, che vivono e scelgono di abitare dentro di me, dentro la mia casa, nella mia pasta madre.

Questo vortice di ingredienti singoli: farina, acqua, pasta madre; cresce e si alimenta, fondendosi nell’aria e nel tempo e diventando ogni volta una vita nuova e ogni volta una vita diversa.

Chiudo gli occhi e mi ripeto: il tutto è maggiore della somma delle parti.

Mi ricorda la Metafisica di Aristotele, o – ancora meglio – i filosofi fondatori della Gestalt.

La pasta madre, così, diventa pasta madre acquisendo un significato superiore e diverso dalla somma dei suoi ingredienti, diventa vita autonoma e in evoluzione all’interno del suo contesto, dell’adesso e del qui, una nuova forma libera e aperta.

E’ la vita.

Finisco di rinfrescare. Formo una pallina di impasto. E’ elastica quanto basta, liscia e vellutata come la pelle di un bambino. La copro e la lascio riposare e respirare nella sua ciotola, al caldo. Ora è il momento di assimilare e incarnare il cambiamento, così come in un momento di riposo, nella nostra vita frenetica e altalenante, è importante per ognuno di noi fermarsi a riflettere e a meditare.

E così, come scegliamo gli ingredienti migliori per rinfrescare la nostra pasta madre, con la stessa cura dovremo scegliere le esperienze e le decisioni che nutriranno e formeranno il nostro io di domani con la meravigliosa consapevolezza (e leggerezza) che anche noi, in un futuro, saremo più della somma delle nostre singole esperienze.

La meraviglia è questa. Noi non siamo soli e non possiamo nemmeno pensarci senza considerarci parte di un tutto, di cui dobbiamo avere cura e a cui dobbiamo portare rispetto, anche dell’infinatamente piccolo e apparentemente insignificante.

Caro lettore, se quello che hai fatto oggi influenza il futuro in modi anche imprevedibili e di sicuro impressionanti, sei pronto per affrontare la complessità con la giusta leggerezza?