Perché è importante sostenere #RicostruzioneTrasparente

Sono tra le persone che si sono impegnate a lanciare una raccolta fondi per realizzare RicostruzioneTrasparente.it, una piattaforma di monitoraggio civico dei fondi per la ricostruzione del Centro Italia dopo i terremoti a partire dal 24 agosto 2016. E da quando mi occupo di dati full-time (2012) ho contribuito a vari progetti civici per promuovere la trasparenza data-driven, tra i quali in particolare Open Ricostruzione. Per chi non lo sa, Open Ricostruzione è un progetto con l’obiettivo di fare trasparenza sui fondi per la ricostruzione dopo il sisma del 2012 in Emilia-Romagna. Nell’ambito di questo progetto ho lavorato nei laboratori che ActionAid ha realizzato in 5 Comuni dell’Emilia colpiti dai terremoti del 2012 (organizzati a Crevalcore, Reggiolo, Finale Emlia, San Felice sul Panaro, Bondeno), un’esperienza per me estremamente formativa. Adesso alcuni amici mi chiedono:

«Ma perché non ripartite da OpenRicostruzione, invece di fare un progetto nuovo?»

Perché non ripartiamo da OpenRicostruzione

Open Ricostruzione ha una storia che è meglio riepilogare per avere un quadro chiaro: promosso da Riccardo Luna, allora presidente dell’associazione Wikitalia, è stato adottato dalla Regione Emilia-Romagna dell’allora governatore Vasco Errani (il ruolo di ActionAid era limitato all’organizzazione di laboratori di partecipazione civica nei comuni del cratere). Posto che Errani non è più governatore e che il razzo di Riccardo Luna è andato altrove, nel frattempo il progetto è stato interamente preso in carico dalla Regione Emilia-Romagna (l’ultimo aggiornamento dei dati è del 4 gennaio 2017, quindi possiamo considerarlo perfettamente attivo), e oggi è un progetto di quell’ente e non può essere usato per altri enti o territori.*

* Preciso questo punto, grazie a questo commento di Lucia Mazzoni: non intendo che la Regione E-R non vuole che sia riusato (non glielo abbiamo neanche chiesto, ma lo faremo!) ma semplicemente che oggi OpenRicostruzione è un progetto di Regione Emilia-Romagna con cui vengono tracciati i fondi per la ricostruzione in Emilia-Romagna. Tutto qui :-)

Il dominio risulta registrato tuttora (11 gennaio 2017) a nome di Luna, ma immagino l’intestazione sia in fase di trasferimento. Ho personalmente proposto nel settembre del 2016 di ripartire da Open Ricostruzione alla rete di soggetti che stanno dando un contributo su TerremotoCentroItalia.info. Ma a questo punto cosa dovremmo fare per poter ripartire da lì? Citofonare a Bonaccini? L’iniziativa è andata avanti, la Regione Emilia-Romagna sta comunque facendo trasparenza, gli attori hanno fatto la propria parte, quindi non vedo margini di cambiamento (che forse non è neanche necessario).


Cosa ho imparato da OpenRicostruzione

Open Ricostruzione è un progetto che nel mio piccolo ho amato e sostenuto con forza in questi anni perché nei cinque Comuni dove sono stato per i laboratori di monitoraggio civico ho visto in faccia le persone che hanno subito danni dal sisma e capito qual è il livello di incertezza e sfiducia cui possono arrivare. In uno di questi laboratori, organizzati in una scuola a Finale Emilia, ho conosciuto un ragazzo di diciassette anni di nome Enrico Bergamini. Uno sveglio, che si è appassionato al mondo dei dati, è entrato nell’ecosistema OpenData e non intende uscirne. Enrico tra l’altro oggi è socio di Ondata, la nostra associazione che promuove la raccolta fondi. Ancora: in una classe di una scuola media, a Reggiolo, con ragazzi di 12 anni abbiamo geolocalizzato gli immobili pubblici cui sono stati destinati i fondi (erano piccoli, ma sapevano molto meglio di me dove si trovassero esattamente gli immobili di Reggiolo!). Ecco, ne racconto due, ma storie ce ne sono tante e credo che l’impatto delle iniziative di attivismo si misuri secondo me anche nella capacità di includere nuove persone.

Cos’è mancato a OpenRicostruzione e cosa dobbiamo fare per RicostruzioneTrasparente.it

Immagine da Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Open_government

A Open Ricostruzione è mancato un pezzo fondamentale dell’OpenGovernment (info): la partecipazione dei cittadini. Se si escludono le iniziative organizzate (e autofinanziate) da ActionAid, che io sappia non sono state promosse iniziative per favorire la partecipazione/collaborazione che insieme alla trasparenza sono i pilastri del governo aperto. Si è puntato quasi tutto sulla trasparenza (esiste anche almeno un’altra pagina sulla ricostruzione) — per carità, scelta estremamente meritoria! — ma non sulla partecipazione.

Partecipazione: primo obiettivo di RicostruzioneTrasparente.it

È il problema principale che vogliamo risolvere, nonché l’obiettivo. E per partecipazione intendo in tutti i sensi:

  • Sostenere la raccolta fondi: se non lo fai vuol dire che c’è qualcosa che del progetto non ti convince, oppure che non credi all’iniziativa, o non credi alle persone che ci lavorano. Ecco, se hai uno di questi dubbi, non sostenerci, ma se non hai nessuno di questi dubbi, perché ancora non hai fatto una donazione?
  • Partecipare alla progettazione: siamo nel 2017, il concetto di progettazione partecipata è già vecchissimo e molti si sono disaffezionati. Ma noi ci crediamo, e ne facciamo un mantra di tutte le nostre attività (come per ConfiscatiBene). Faremo di tutto per favorire la partecipazione, stiamo cercando di dialogare con il numero massimo di interlocutori del territorio e non ci fermeremo.
  • Partecipare all’utilizzo di questo strumento: le idee non mancano, e forse sono troppe. Da laboratori sul territorio, a microgrant, a diventare un luogo/strumento per facilitare il dialogo tra le strutture pubbliche e i cittadini: ecco cosa possiamo fare ma non dico altro perché è la mia opinione, e spero che ne potremo parlare tutti insieme a raccolta fondi chiusa.

Più o meno la vedo così e mi scuso di essere stato lungo, ma il punto che mi è chiaro è che se la ricostruzione sarà più trasparente dipenderà anche da noi.

Like what you read? Give Andrea Nelson Mauro a round of applause.

From a quick cheer to a standing ovation, clap to show how much you enjoyed this story.