Disegniamo il futuro dell’edilizia del nostro Ateneo: il Masterplan

Roberto Bottinelli
Apr 24, 2019 · 2 min read

Un’idea in più

Incontro ogni giorno molti di voi e davvero tanti mi raccontano della necessità della manutenzione ordinaria di aule e spazi, della creazione di nuove biblioteche ed aule se non di interi edifici. Il problema potrebbe sembrare in primo luogo economico, “non abbiamo i soldi”. Ma è proprio vero?

L’Ateneo ha vincolato nel suo bilancio 39 milioni di euro per il piano triennale delle opere edilizie e 15 milioni per il campus della salute (a cui si aggiungono 5 milioni dalla regione). 59 milioni di euro, una piccola città. Si tratta di investimenti, in parte avviati più di 5 anni fa. Di molti non vedremo la completa realizzazione prima di 5 anni. Nonostante il gravissimo sotto finanziamento degli atenei, non sono quindi i “soldi” il primo problema. Paradossalmente, nonostante il grande lavoro di questi 5 anni, in cui sono stati riattivati investimenti precedenti e avviati nuovi investimenti, ciò che ci impedisce di vedere realizzati i nostri sogni sono i tempi di realizzazione. Immettiamo più risorse nel sistema di quante ne vediamo uscire sotto forma di opere.

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Perché? E’ vero che l’Università sottostà alla lentezza imposta dalle leggi e dalla burocrazia del codice appalti della pubblica amministrazione. Ma una parte dei problemi è, però, ancora nostra. Non riusciamo ad essere tempestivi nelle decisioni, nella progettazione o non riusciamo a fare gli appalti a causa di carichi di lavoro troppo grandi per il nostro personale sottodimensionato.

Possiamo risolvere questa situazione? Io sono convinto di sì. Certamente non pensando che “basterebbe che l’Università non fosse più un ente pubblico…”. E neppure diminuendo gli investimenti nell’edilizia per evitare l’accumularsi di opere non realizzate. L’Università pubblica è un valore e con questo status deve funzionare ed essere un modello di efficienza! Il personale che segue gare ed appalti deve essere ampliato. In attesa che questo si realizzi, affiderei temporaneamente a esterni le gare di appalto delle grandi opere perché sono procedure che appesantiscono troppo il lavoro dei nostri uffici che deve essere, invece, snello, veloce ed efficiente. Potenzierei l’utilizzo degli accordi quadro per l’edilizia, introdotti da pochi mesi, che in sostanza permettono di accorpare più appalti in una procedura unica, e valuterei al possibilità di accordi quadro per la progettazione. Infine, come già anticipavo in apertura, dobbiamo costruire un Masterplan dell’edilizia della nostra Università che abbia un respiro temporale lungo e nel quale inserire via via i singoli interventi che si realizzerebbero così in modo organico e coerente. Penso a disegnare un nostro “sogno” di ateneo che si proietti almeno a 10 anni perché l’Università non finisce con il mandato di un rettore e ha bisogno di un’edilizia lungimirante che sia capace di progettare e programmare per lavorare più velocemente, in sicurezza e non in emergenza o in contingenza.

Roberto Bottinelli

Candidato Rettore dell’Università di Pavia

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