Il mio eterno amore per le “cose vecchie”

Qualche giorno fa vi ho parlato dei motivi che dovrebbero spingervi a visitare almeno una volta il Mercanteinfiera. Oggi vi racconterò un po’ dei miei di motivi, del perché ami l’antiquariato e di come sia presente nella mia nuova casa.

La verità è che ho sempre amato “le cose vecchie” e la verità è che questo amore è nato con mia nonna Anna che, da piccolissima, ogni seconda Domenica del mese mi portava al mercatino dell’antiquariato del mio paese: Ostuni. Quel mercatino, di ormai 20 anni fa, lo ricordo bellissimo, non so se perché effettivamente migliore rispetto ad oggi, o se perché gli occhi di una bimba abbiano la magica capacità di scegliere e vedere sempre il bello.

Camminavo mano nella mano con mia nonna, che proprio come una bambina si entusiasmava per le piccole cose, quelle cose “spassose” e forse inutili per i più, che a noi però facevano tornare a casa contente, pronte al pranzo domenicale in famiglia: i soliti ravioli al sugo, castagne e pasticcini in Autunno, il gelato d’Estate. Adesso lo chiamiamo comfort food. Al bello bisogna educare e lei, mano nella mano, mi portava con amore tra oggetti pieni di storia, a volte la sua, eleganza, qualità.

Siamo nel 2016 e io, un paio di decenni dopo, amo il design, amo le forme classiche reinterpretate con materiali moderni e sono ancora follemente innamorata di quei mobili vecchi che vedevo al mercatino con la nonna e che adesso mixo con arredi contemporanei alleggerendoli e rivalutandoli vicino a linee essenziali e colori neutri. Così eccovi alcuni miei acquisti da Mercanteinfiera inseriti nella mia nuova casa, tra stili ed epoche diverse, a modo mio:

La credenza primi ‘900 è perfetta davanti al mio tavolo da pranzo in cristallo, circondato da sedie moderne la cui forma strizza l’occhio agli anni ’70. Non poteva mancare una grande lettera vintage, ho una passione per le lettere, questa poi è luminosa e in questo periodo diventa anche natalizia. (1) Il tutto è alleggerito dai mobili bianchi in metallo dal design scandinavo: i tavolini davanti al divano, la libreria e le mensole.

Nella cucina Ikea, dal design estremamente minimale, ho inserito piccoli dettagli vintage per personalizzarla e renderla più accogliente. Un porta mestoli in latta con i suoi mestoli originali, un po’ ossidati, ma perfettamente funzionali e una piccola cassettiera in legno decapato e vetro, dove conservo pasta e spezie.

E poi mi sbizzarrisco a curare la tavola, a coccolare i miei ospiti: tazzine da tè inglesi e un runner ricavato da un vecchio sacco per contenere grano, la striscia viola pare sia una rarità. Se poi volete evitare un effetto eccessivamente shabby e romantico, inserite dettagli dal design contemporaneo: un set americano in tessuto antimacchia e dai colori sgargianti e piatti trasparenti, in vetro o policarbonato, che aiuteranno ad esaltare colori e decori di runner e tazze.

Recuperate, prendetevi il tempo di capire e immaginare la vita di oggetti che hanno una lunga storia… e poi, pian piano, accostateli al nuovo, all’essenziale, al design più irriverente. Le novità, le diversità, spesso fanno paura, ma se si accetta di sperimentare il risultato non potrà che essere esilarante, personale, accogliente.