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Bentornata in libertà, Chelsea Manning!

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a cura di Marco Nurra | versione in inglese


  • Chelsea Manning è uscita di prigione. Dopo 7 anni di reclusione, torna in libertà la whistleblower che diede a WikiLeaks oltre 700mila file riservati che, nel 2010, divennero i più potenti leak pubblicati dall’organizzazione di Julian Assange. Il motivo per cui il pubblico ha visto Collateral Murder e ha potuto documentare svariati abusi - “cose incredibili, orrende” - dell’esercito USA in Afghanistan e in Iraq, fino a quel momento sconosciuti all'opinione pubblica. Il suo è dunque un servizio pubblico di valore inestimabile, al paese. Ma anche un terribile danno d’immagine e potere per il governo, l’esercito, le diplomazie. Manning era stata arrestata e accusata di vari crimini, compreso lo spionaggio. Dopo 3 anni passati in carcere in attesa di processo, era stata condannata a 35 anni, pena poi commutata da Obama nella sua ultima settimana da Presidente. Questo atto di clemenza è stato il risultato della battaglia costante di diverse persone e gruppi, compresi giornalisti, attivisti LGBTQ e per la libertà di espressione e avvocati che hanno assistito Manning durante la sua permanenza in carcere, lottando per la sua libertà, i suoi diritti civili e l’affermazione della sua identità di donna. Evan Greer, Campaign Director dei ‘Fight for the Future’ e amica di Manning, è stata una delle voci più potenti di questa battaglia e ha coordinato la campagna che ha letteralmente salvato la vita di Chelsea Manning.
    🎥 Puoi vedere il talk di Evan Greer a #ijf17 on demand:

Sezione “Link sponsorizzati” su un giornale italiano

Il roundup settimanale di notizie è una rubrica dell’International Journalism Festival, tradotta e pubblicata in italiano da Valigia Blu.