Due chiacchiere con Serena Bianca De Matteis

L’ideatrice dell’antologia solidale “Buck e il terremoto”

Oggi conosciamo la scrittrice indipendente Serena Bianca De Matteis e scopriamo qualcosa in più sull’antologia “Buck e il terremoto” nata dalla sua idea di supportare le popolazioni del Centro Italia colpite dal terremoto 2016 e dalla collaborazione con scrittori indipendenti e professionisti del settore.


Serena, raccontaci un po’ di te

In modo conciso? Sono una mamma, una blogger e una profia mancata. Di Lettere! Anche se non rinnego la mia esperienza decennale nel ruolo commerciale presso diverse Aziende.

Qual è il tuo rapporto con la scrittura indipendente?

Se intendi la pubblicazione indipendente, per me è l’unica possibilità realistica di vivere la scrittura, probabilmente l’unica che si adatta a me. Anche davanti a un contratto molto vantaggioso, con una casa editrice prestigiosa, credo che la mia scelta sarebbe di mantenere almeno in parte il controllo della mia produzione, o di cederne i diritti per un periodo ragionevolmente limitato.

Parlaci di come è nata l’idea di “Buck e il terremoto”

Ci tengo a dire prima di tutto che “Buck e il Terremoto” è disponibile anche in cartaceo, è stato un buon regalo di Natale per parecchi amici. Tornando alla genesi del progetto, volevo fare qualcosa per la gente d’Abruzzo, che mi è cara anche per ragioni di famiglia: se vuoi puoi leggere questa cosa http://www.lettorecreativo.it/24-dicembre-2016 che te ne spiega in parte il perché. E mio nonno era di Teramo. Mi sono resa conto, però, che da sola non sarei andata lontano. Desideravo un tipo di beneficenza “sostenibile”, chiamiamola così. Qualcosa che generasse un valore aggiunto stabile e non si esaurisse in un momento di emotività. Il libro è stato la risposta, la squadra di Buck e il Terremoto l’ha resa possibile.

Secondo te, perché è importante mettere la scrittura al servizio di queste iniziative e perché non se ne vedono molte organizzate dai grandi gruppi editoriali? È solo un motivo economico?

Per noi la scelta di utilizzare la scrittura per una raccolta fondi è stata semplice e automatica: scrivere è quello che amiamo fare ed è quello che possiamo donare. Poi, certo, siamo autori indipendenti, quindi possiamo disporre come vogliamo dei nostri guadagni. 
Le case editrici hanno meccanismi diversi dai nostri. Bisognerebbe porre a loro questa domanda.

Al di là del contributo economico raccolto, “Buck e il terremoto” è fatto di racconti con un messaggio dalla valenza sociale.
Credi che essere scrittori indipendenti lasci più spazio per scrivere storie con un messaggio sociale che non devono riscuotere il favore del mercato editoriale?

Anche in questo caso si è trattato di una scelta abbastanza automatica: noi volevamo che assieme al contributo economico arrivasse anche un messaggio di speranza. Soprattutto in momenti come quelli che hanno coinvolto, e continuano a coinvolgere, l’Italia centrale, è importante trasmettere positività. È già dura la quotidianità, non avrebbe senso che anche la fantasia contribuisse ad aggiungere dolore a dolore. Ovviamente, come autori indipendenti non abbiamo vincoli con alcuna casa editrice sui temi e sui messaggi proposti, per cui la nostra scelta non è stata limitata. In ogni caso l’apprezzamento di chi ha letto i nostri racconti sembra appoggiare il nostro punto di vista.

“Buck e il terremoto” è anche un apporto affettivo perché raccontando le emozioni di un evento terribile quale il terremoto cerca di risollevare gli animi per andare avanti pur senza dimenticare il dolore. Quale emozione hai provato tu nello scoprire che l’arte non è fine a se stessa ma può essere un supporto emotivo?

Se l’arte non emoziona, allora ha fallito il suo obiettivo. Ogni forma artistica trasmette qualcosa e, oltre a emozionare, comunica. Già essere uniti con un fine comune è una forte emozione, quando lo si fa attraverso una passione comune è ancora più bello. E quando poi il tutto raggiunge il lettore, allora si capisce che ne è davvero valsa la pena e viene una gran voglia di continuare. Infatti, non so se lo sai, abbiamo lanciato il bando per una seconda raccolta di racconti, stavolta a tema felino! Se posso permettermi di segnalarlo, lo trovi qui: http://serenawrites.com/bando-racconti-antologia-2017

“Buck e il terremoto” è composto da tanti racconti. Cosa rappresenta il racconto per te e come vivi il rapporto con questa forma di narrazione?

Io preferisco il romanzo! Infatti non ho scritto un racconto per la prima antologia, ho solo messo a disposizione il primo capitolo del mio “Buck”, che funziona come racconto singolo.
Però mi piace trattare ogni capitolo come un racconto, e fare in modo che sia un’unità narrativa compiuta e soddisfacente per il lettore.

L’idea della raccolta è nata da un tuo personaggio, il cane Buck. Parlaci un po’ del romanzo omonimo.

Anche se predico il contrario, mi sento in imbarazzo a parlare di me e dei miei lavori! Comunque su Amazon si può scaricare l’anteprima di “Buck”, dedica compresa. Quelle pagine parlano molto della genesi del romanzo e mi piacerebbe fossero quelle a indurre un eventuale lettore a continuare fino al capitolo finale.

NdR
Il romanzo “Buck” di Serena è disponibile su
Amazon, Kobo e LaFeltrinelli.

Tornando a “Buck e il terremoto”, hai coordinato una squadra di scrittori indipendenti, grafici, editor, blogger… cosa hai imparato da loro?

Che tenere insieme tante teste diverse non è mai una passeggiata! Oltre a questo, che ogni persona ha un dono speciale, diverso dagli altri, che in un contesto di “volontariato” può emergere a volte meglio che in ambito lavorativo.


Serena Bianca De Matteis è laureata in Letteratura Francese. Ha lavorato per diverse aziende multinazionali nei settori Marketing e Vendite, e continua a farlo; però non ha ancora perso la speranza di diplomarsi a Hogwarts. Lettrice e scrittrice compulsiva, è mamma, blogger e appassionata insegnante di tecniche della narrazione. Abita alle porte di Milano con due gatte-editor e una famiglia molto, molto paziente.


Il 26 agosto 2016 nasce la prima idea dell’antologia “Buck e il Terremoto”. Per precisa richiesta del mezzo lupo Buck, ogni storia contiene un messaggio di speranza. L’intero ricavato dalle vendite dell’opera, al momento in esclusiva su Amazon, sarà devoluto alla raccolta fondi della Croce Rossa Italiana per gli aiuti alle popolazioni di Amatrice e Accumoli. Dietro a “Buck e il terremoto” ci sono il tempo, il lavoro e la passione di Sonia Anzani, Daniele Savi, Arianna Corsini, Deborah Leonardi, Grazia Gironella, Gaspare Burgio, Nadia Banaudi, Giuliana Leone, Paolo Cestarollo, Marco Amato, Massimiliano Enrico, Michele Scarparo, Alessia Savi, Serena Bianca De Matteis, Rosa Oliveto, Sandra Faè, Velma J. Starling, Silvia Algerino, Sara Gavioli, Elisa Riddo, Samantha de Matteis. Un piccolo gesto di solidarietà, una zampa tesa. Nel mese di novembre 2016, “Buck e il Terremoto” ha ottenuto il patrocinio dei Comuni di Amatrice e Accumoli.

“Buck e il Terremoto” è disponibile in formato ebook e cartaceo su Amazon.


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