Fai conoscere il tuo libro

Usa l’esperienza da scrittore e le storie che scrivi.

I lettori possiedono il desiderio di leggere un buon libro, i non-lettori potranno desiderare la lettura dopo l’esperienza con un buon libro.
Fermo il presupposto di un buon libro, un lettore è soddisfatto quando legge qualcosa che gli piace. Quindi la promozione che inculca il desiderio di qualcosa può funzionare per la maggior parte dei prodotti, ma non con i libri. Lo so, qualcuno sostiene che anche i libri sono prodotti, per me non è così, forse perché ci metto dentro una storia e non preferenze di mercato.
I libri sono opere d’arte e come tali espressioni di vita e creatività.

Come promuovere il tuo libro

Date le premesse, più che promuovere il tuo libro, puoi farlo conoscere.
Il tuo libro potrebbe piacere a migliaia di lettori, ma non possono sceglierlo finché non lo conoscono.
Il segreto è tutto lì, i lettori scelgono cosa leggere. I lettori sono attratti dal prezzo basso, sono incantati dai numerosi commenti positivi a stelle multiple, ma alla fine cercano recensioni, scavano fra le informazioni, leggono la trama, si soffermano sull’incipit, i più pazienti sui primi paragrafi dell’estratto, per vedere se il libro li rapisce. Se succede, scelgono il libro.
Spesso, invece, i lettori dubitano del prezzo basso e dei commenti positivi plurimi, soprattutto quando il tutto è concentrato nei primi attimi dopo il big bang con cui il libro appare sugli stores. So anche che questo concentrato di commenti è uno dei tanti suggerimenti che si trovano in rete per promuovere un libro, ma come ho già lasciato intendere, sto parlando di un’alternativa alla solita promozione.
L’alternativa è far conoscere il tuo libro e pensare in termini di lungo periodo. Se ci pensi, tutto ciò che nel mondo lascia un segno e riscuote riconoscimento e apprezzamento ha impiegato tempo e fatica, come uno scrittore che nel tempo fatica per scrivere non un buon libro ma più di uno, non per diventare ricco ma per poter continuare a scrivere. Roma non fu costruita in un giorno, esiste da millenni ed è considerata la città eterna per le sue bellezze e per le faticose imprese che l’hanno fatta grande.

Come far conoscere il libro

Non hai a disposizione solo la trama e l’estratto per far conoscere il tuo libro. Oggi Internet ha cambiato le relazioni e ampliato i media: insieme a video e audio, ci sono slide, ci sono articoli su blog, tweet, post su forum, infografiche. Inoltre ci sono i metodi classici come il semplice regalare un libro, le fiere dei libri, le presentazioni dal vivo. Sono andato a diverse presentazioni e la maggior parte delle volte le parole dello scrittore sono state l’elemento essenziale per decidere di acquistare il libro che avevo preso di mira.
Quelle volte, lo scrittore è stato coinvolgente. Personalmente sogno di fare una presentazione molto coinvolgente, ci sto pensando, magari per il prossimo libro, e quando sarà, sarà a modo mio.
In ogni caso, l’obiettivo è far conoscere il libro, non solo per vendere ma anche per soddisfare i lettori tanto da avere commenti sinceri, recensioni obiettive e giusto passaparola, il libro non piacerà a tutti e a qualcuno piacerà più che ad altri.
Per raggiungere l’obiettivo, lascia che la storia si riveli e così troverai qualcosa di coinvolgente da regalare ai lettori: i contenuti extra.

Lascia libera la storia

A prescindere dal modo in cui scrivi, che tu sia super organizzato oppure no, che tu prenda pochi o molti appunti, non fa differenza. Ero il tipo di scrittore che prendeva pochi appunti e organizzavo poco la trama. Scrivendo e revisionando ho cambiato idea, non eccedo nell’altro verso ma ho trovato il mio modo, quando scrivo sono più a mio agio e questo è il consiglio nella scrittura come nel lasciare libera la storia: devi farlo a modo tuo.
Avrai letto che puoi sfruttare i blog, scrivere articoli su articoli per attrarre visitatori e trasformarli in lettori. Non credo in questa magica trasformazione, sono convinto che puoi dare un suggerimento di lettura ma l’amore per la lettura nasce solo con un buon libro letto. Inoltre blog e social network tolgono molto tempo e se già ne hai poco, nessuna super pianificazione degli articoli al millesimo di secondo ti permetterà di scrivere le tue storie, solo la volontà e il desiderio di farlo ti permetteranno di scrivere un buon libro. Se blog e social network sono una distrazione, usali con parsimonia o non usarli affatto. Io, ad esempio, non ho un blog ma sto costruendo una piattaforma.
Piattaforma è il termine tecnico e di tendenza per indicare l’insieme di lettori che ti sostengono. Anche questa a modo mio.
Questo “a modo mio”, che non vuole essere la promozione di un caffè, significa che devi trarre dalle tua esperienza di scrittore e dalla storia lo spunto per far conoscere il libro che con tanta fatica hai messo insieme, revisionato e auto-pubblicato.
La revisione può suggerirti aneddoti da raccontare, uno di quelli che racconto io riguarda la battuta di Hitch O’Bones che mi ha fatto chiedere “perché?” e mi ha spinto a scrivere la seconda parte del romanzo Apoptosis. Ho raccontato questo aneddoto in più occasioni, poi l’ho inserito nel press kit del romanzo. Come vedi non tutto è perduto. Ciò che togli nella revisione e gli appunti che hai usato per scrivere la tua storia possono darti lo spunto per scrivere un racconto laterale, cioè una storia collegata al romanzo, ambientata prima o dopo. La revisione della trama per la quarta di copertina può lasciarti più versioni da diffondere online, oppure puoi scrivere una nuova versione dopo la pubblicazione. Gioca con i punti di vista dei personaggi, i luoghi, il tempo.
Usa la tua immaginazione e la tua creatività per raccontare il tuo libro, è una sorta di esercizio di stile, un po’ come negli “Esercizi di stile” di Raymond Queneau dove la stessa vicenda è raccontata con stili diversi, così puoi mettere in luce tutte le caratteristiche della tua storia.
Puoi collegare i contenuti extra e raccoglierli. Una delle prime cose che ho fatto per Apoptosis è “Apoptosis Rivelato”, un pdf in cui ho scritto tre articoli sugli aspetti medici, tecnici e informatici su cui si basa il romanzo insieme a curiosità, trama, estratto, un’infografica, commenti dei lettori.
Puoi scrivere articoli senza avere un blog, e puoi avere una mailing list con cui raccogliere il sostegno dei lettori senza avere un blog. L’importante è coinvolgere i lettori.
Se vuoi saperlo, il mio modo di fare piattaforma è Lettori Sbircianti, una mailing list dove gli iscritti ricevono rivelazioni e anticipazioni su ciò che sto scrivendo proprio con gli appunti che prendo per le mie storie. Come vedi tutto è collegato. Io ho collegato il compleanno di Apoptosis con il completamento del mio secondo romanzo Aporia in un evento, il CompleLibro, dove i Lettori Sbircianti possono raccontarmi le loro emozioni in lettura o giocare risolvendo degli enigmi. La passione per l’informatica mi ha permesso di programmare il mio sito come volevo, ma anche se non sei un programmatore e usi Wordpress o Blogger, la cosa fondamentale è e resta la tua creatività. Ho dovuto impiegare quella per creare i due enigmi, e il secondo all’inizio non era nemmeno previsto.

Cogli l’occasione

Sia chiaro: non sono contro blog e social network, sono contro l’uso impersonale. Avere migliaia di seguaci solo per fare numero non è la stessa cosa che scambiare commenti, idee e opinioni. Ho stretto amicizia con Marco Mancinelli dopo aver letto e apprezzato il suo romanzo Cyberblood diversi anni fa e da allora ci siamo tenuti in contatto tramite la rete. Fra le cose di cui abbiamo parlato, c’è il mio desiderio di scrivere narrativa più che articoli che mi porterebbe a trascurare il blog. Marco è uno scrittore pieno di idee e “Scrittori Indipendenti” è una di queste, riassumendo mi dice: “Perché non contribuisci? Non ci sono le incombenze che servono per curare un blog.” Ed eccomi qui a parlare della mia esperienza da scrittore indipendente.
Uno dei dogmi che girano in rete è scrivere più di un libro, se ne fa una questione di grandi numeri: più libri metti sugli store, più probabilità hai di venderne una copia. Applico questo principio in maniera diversa: più storie scrivi, soprattutto fuori dagli store, più i lettori conosceranno la tua scrittura e la riconosceranno nel miglioramento. Infatti la tua arte migliora scrivendo, oltre che leggendo.
In rete ci sono molte persone con cui interagire che ti daranno la possibilità di far conoscere la tua scrittura. Saper cogliere queste possibilità è fondamentale.
Una delle mie prime esperienze in questo senso è un esperimento di scrittura collettiva promosso da Maria di Scratchbook che ha coordinato la nascita di un racconto “Illusion d’ombre” che sembra scritto da una persona sola, invece è scritto a più mani.
Un altro esempio è Monia di Calamo Scrittorio, lei è capace di solleticare la fantasia degli scrittori fino a far scoppiare sorrisi e anche la tua vena creativa. L’ho provato di persona partecipando al suo “Scrittura 28”, un percorso fatto di brevi esperienze narrative, e al “Calamorso” per il quale ho scritto il racconto “Parto in Treno?”
Saper cogliere le possibilità significa essere aperti a ciò che capita, saper inventare e reinventare.
Chiara Beretta Mazzotta ospita sul suo blog BookBlister la tradizione del Tramando, un concorso in cui gli elementi della trama sono estratti a sorte. Gli elementi dell’edizione 2016 mi hanno stuzzicato, ho scritto una trama per il concorso, subito dopo la storia mi ha preso e ho scritto il racconto “Il Pastificio”.
Spesso capita che sei preso da ciò che stai scrivendo e non puoi partecipare a un evento. L’anno scorso Alessia Savi ha accolto racconti horror per Halloween e io ero alle prese col mio romanzo Aporia, non ho partecipato ma ho buttato giù l’idea per un racconto horror che prima o poi scriverò.
Quando sei preso da ciò che stai scrivendo, puoi comunque promuovere ciò che hai già pubblicato in altri modi. Puoi continuare a esplorare il web in cerca di recensori a cui inviare una copia del tuo libro, oppure in cerca di spunti o altre iniziative.
Nel suo sito Scrittura Continua, Sonia scrive guide e articoli ricchi di informazioni per self-publishing e promozione, inoltre adotta ebook in una sezione apposita per dare visibilità alle opere, ma le sue capacità non si fermano qui. Tempo addietro io e lei parlavamo di blogtour e giveaway, io avrei approfondito il tema dei blogtour quando Aporia fosse pubblicato e lei mi disse che poteva darmi qualche suggerimento. Poi mi è venuta l’idea del CompleLibro e mentre lo stavo organizzando, mi sono rivolto a Sonia per avere un suo parere e i suoi preziosi suggerimenti. In sostanza: io avevo pensato alle “emozioni in lettura” e all’enigma su Aporia, ma volevo che Apoptosis avesse la stessa attenzione del nuovo romanzo; lei mi ha dato un suggerimento semplice e allo stesso tempo geniale: “fai un enigma anche su Apoptosis”, così ci ho pensato su e ho scritto il secondo enigma. Questa è la dimostrazione che anche i commenti più piccoli possono dare una svolta al nostro modo di fare promozione.
Puoi fare promozione unendo idee nuove a vecchie pratiche commerciali come quella del prezzo scontato, e poi puoi anche rivoluzionare i metodi classici.
Maria Teresa Steri ha rivoluzionato le presentazioni, infatti accoglierà sul suo blog Anima di carta le presentazioni digitali. Si tratta di una buona occasione, infatti l’autore deve mettere tutto il suo impegno nello scrivere una presentazione che sia originale e interessante, diversa da qualsiasi altro testo o articolo che descrive in genere un libro. Io presenterò Apoptosis e sto già abbozzando qualcosa, penso di avvalermi dei personaggi del romanzo, ma non posso dire altro al momento. Di certo sarà un buon esercizio che mi tornerà utile quando organizzerò una presentazione dal vivo.

Per concludere, le occasioni sono tante e disparate, devi cogliere quelle a te più congeniali e coglierne più che puoi, sempre a modo tuo. Non farne una questione di grandi numeri, non cercare il modo giusto per riuscire a vendere, trova i diversi modi “a modo tuo” per far conoscere il tuo libro. Quando Edison riuscì a costruire la sua lampadina, aveva fatto migliaia di tentativi che non considerava fallimenti ma modi per non-fare una lampadina. Il tempo ha dimostrato che ci sono altri modi per fare una lampadina. Nella promozione non ci sono fallimenti, anche se ti sembrano tali, ci sono solo diversi modi di far conoscere il tuo libro. Non c’è e non ci sarà mai un solo modo, qualcuno funzionerà più degli altri, ma quelli che troverai saranno “a modo tuo” e questo è l’essenziale.


Renato Mite è determinato a fare della scrittura il suo mestiere. Scrive dall’età di dieci anni cominciando con una Olivetti Lettera 32 verde e storie strampalate, negli anni a seguire affina l’arte con racconti brevi fino al suo primo romanzo, “Apoptosis”, un thriller fantascientifico scaturito dalla passione per scienza, tecnologia e informatica.


Un ricercatore medico, un’innovazione diagnostica rivoluzionaria, una rete digitale per la sanità pubblica e un hacker a mettere tutto in discussione… prima dell’Apoptosis.

Apoptosis, di Renato Mite, pubblicato a Settembre 2013 con IlMioLibro Self-publishing.

Disponibile sia in formato cartaceo sia in e-book su Amazon, Kobo e altri store.


Il momento dei “SE”

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