Tweet

Quello che vedete è il tweet di un uomo che conosce il potere della comunicazione. È il tweet di una persona che riceve ottime consulenze in materia di social media. È il tweet di un candidato premier.

Tutto splendido oltre misura. Il leader della Lega sa bene come fare numeri, glielo riconosco. Peccato si tratti solo di un ottimo esempio di efficenza/efficacia in fatto di numeri, non certo di buona comunicazione. E la prima regola di essa è sì riuscire a sfruttare ogni occasione, ma anche rendersi conto di quali scartare.

In questo caso, sembrerà scontato, il buon Matteo ha perso un’occasione per tacere. Chissà, probabilmente sarebbe valso molto di più stare zitto.

Tuttavia, la cosa che mi ha fatto più pensare è stato l’elevato numero di risposte, retweet e like ottenuti dal contenuto in questione. Centinaia e centinaia di insulti, i soliti intellettualismi da quattro soldi e scambi di brutture grammaticali tra fan e haters. E tutto ciò ha avuto solo una conseguenza: consentire al pensierino di Matteo il raggiungimento di buone posizioni nei trend del giorno (e non solo).

Volete davvero che messaggi simili non raggiungano la visibilità? Ignorateli. Lo so – e pronuncio un personale mea culpa – è molto difficile, ma non impossibile.

Cosa dite, da oggi proviamo a fare questo sforzo?

E.