Pianificazione per autoeditori

Programmiamo la nostra attività editoriale

Quando pensiamo alla nostra attività di autoeditori, spesso ci sentiamo sopraffatti da tutte le cose che sappiamo di dover fare e da quelle che ci rendiamo conto di non conoscere a fondo o di ignorare del tutto. Di fronte a una tale mole di informazioni e impegni è difficile ragionare in maniera lucida e organizzare il proprio lavoro.

Il non saper neppure da dove iniziare ci porta alla paralisi.

Ognuno di noi ha provato questa sensazione a un certo punto. Può capitare quando si muovono i primi passi nell’ambito di questo mestiere, ma può diventare ancora più opprimente dopo anni di esperienza. Ciò avviene perché, anche se col tempo impariamo, il mercato dell’autoeditoria cambia di continuo, richiedendo di tenerci sempre al passo con le ultime novità che riguardano la pubblicazione e la promozione dei nostri libri. E a tutto ciò si aggiunge che questi libri dobbiamo anche scriverli, cosa che richiede a sua volta impegno e tanto tempo. Senza considerare poi che la nostra vita personale può mettersi di traverso e ostacolarci sia materialmente che emotivamente.

Di fronte a tutto ciò come facciamo a portare avanti i nostri progetti editoriali e allo stesso tempo non essere dilaniati dalla stanchezza e dal senso di colpa?
L’unica soluzione è imparare a pianificare il nostro lavoro, determinando esattamente ciò che dobbiamo fare e incasellando ogni singola azione in un ambito temporale confortevole.

In primo luogo, dobbiamo renderci conto che non c’è alcuna fretta. Nessuno ci corre dietro e ci impone di ottenere dei risultati domani o il prossimo mese. Spesso pretendiamo troppo da noi stessi, ponendoci degli obiettivi irrealistici e poi sentendoci miserabili per non averli raggiunti.
È invece essenziale capire che avremo sempre tempo (finché saremo vivi!) per:
· riadattare i nostri obiettivi;
· raggiungere ciò che è importante per noi;
· e soprattutto fare qualcosa di cui essere orgogliosi.

E allora prendiamoci questo tempo. Smettiamo di boicottarci e proviamo a usare questo tempo a nostro vantaggio.

Una volta che ci siamo tolti di dosso quell’inutile e controproducente urgenza, possiamo dedicarci ad analizzare ciò che abbiamo fatto in passato. Ripensiamo a quelli che sono stati i nostri obiettivi.

- Quali di questi siamo riusciti a raggiungere?
- Quali no? Ripensandoci adesso, erano davvero così importanti?
- Ciò che ci ha impedito di raggiungere certi obiettivi potrebbe creare dei problemi per quelli futuri?
- Cosa possiamo fare per affrontare questi impedimenti e per mitigare il loro effetto negativo?

Gli impedimenti di cui parlo possono riguardare gli aspetti più svariati, come la mancanza di disciplina o concentrazione, la tendenza a procrastinare, una situazione personale o lavorativa (esterna all’autoeditoria) che interferisce negativamente con i nostri progetti. Qualsiasi cosa. È bene cercare di individuare in anticipo quelli su cui abbiamo il controllo e agire per modificarli. Mentre per gli altri possiamo almeno provare a organizzarci, affinché ci influenzino il meno possibile.

Dopo aver fatto tutto ciò, siamo pronti a guardare al futuro. Iniziamo a fare una lista di obiettivi nell’ambito della nostra attività editoriale. Non importa quanto sia lunga. Prendiamo un foglio di carta e iniziamo a elencarli.
In questo elenco ci saranno i libri che vorremmo scrivere, quelli di cui vorremmo sfruttare meglio i diritti (per esempio, pubblicando una versione in audiolibro oppure in un’altra lingua), le attività promozionali che ci piacerebbe intraprendere, le collaborazioni che vorremmo creare e così via. Qualsiasi cosa ci venga in mente.
Non importa se si tratta di un impegno e breve o lungo termine. Riuscire a mettere nero su bianco questa lista ci pone davanti a possibili prospettive in maniera chiara e ordinata. Le fa smettere di scorrazzare nella nostra mente, creandoci ulteriore confusione.

Quando la lista è pronta, proviamo a metterla da parte per qualche giorno. Averla finalmente stilata provoca di solito una certa soddisfazione e anche un po’ di esaltazione, poiché, quando un pensiero passa in forma scritta, lo percepiamo come se fosse un pochino più reale.

Godiamoci un momento di calma e solo dopo riaffrontiamola con la mente libera. Rileggiamola. E proviamo a individuare gli obiettivi al suo interno che hanno per noi maggiore priorità.
L’ideale è selezionarne, per iniziare, non più di uno a breve termine e uno a lungo termine, in modo che la realizzazione in tempistiche diverse non li porti a influenzarsi negativamente a vicenda.
Quando diventeremo un po’ più bravi a pianificare, potremo inserirne molti di più nei nostri programmi, ma per ora due vanno bene. La realizzazione di quello più a breve termine ci darà animo per continuare a portare avanti quello a lungo termine e magari per selezionarne un secondo da realizzare in tempi brevi.

Adesso concentriamoci su un solo obiettivo per volta e compiliamo una nuova lista: quella delle azioni che dovremo intraprendere per raggiungerlo.
Se per scrivere la lista degli obiettivi abbiamo agito di getto, buttandola giù magari in appena mezz’ora, questa lista delle azioni richiede una maggiore attenzione. Infatti, dobbiamo stabilire con certezza tutto ciò che ci serve per raggiungere l’obiettivo e, per riuscirci, dobbiamo tuffarci di nuovo nella marea di informazioni cui siamo continuamente esposti. A questo scopo dobbiamo fare delle ricerche. Chiedere, se necessario. E pian piano dobbiamo indicare ogni singola azione, in quello che diventerà il nostro programma, nell’ordine in cui ognuna di esse andrà intrapresa.

Questa operazione può richiedere giorni o addirittura settimane. Ancora una volta, non abbiamo alcuna fretta. Prendiamo tutto il tempo che ci serve, per evitare di dimenticarci qualche passaggio per strada.

Ora, abbiamo il nostro piano d’azione?
Non ci resta che prendere un’agenda, un planner o anche semplicemente un foglio di carta bello grande in cui indichiamo le settimane e i mesi futuri, e iniziamo a collocare ogni elemento di quel piano in un lasso di tempo ben definito. Questa è appunto la pianificazione.
Qui dobbiamo stare particolarmente attenti a valutare in maniera corretta le tempistiche, tenendo conto della nostra vita quotidiana, delle problematiche avute in passato e di possibili imprevisti.
Se pensiamo di aver bisogno di un giorno (o una settimana o un mese) per fare una cosa, per sicurezza, pianifichiamone due. Questo è particolarmente importante, se la nostra pianificazione copre un lasso di tempo abbastanza ampio, durante il quale la probabilità che avvenga qualcosa che ci faccia deviare dai nostri intenti tende ad aumentare.
Anche se sappiamo che potremmo essere costretti a modificare i nostri piani (non è un crimine, siamo liberissimi di farlo!), all’inizio dobbiamo comunque entrare nel dettaglio della nostra pianificazione, mese per mese, settimana per settimana.
Se sforiamo, qualsiasi sia il motivo, procediamo a riprogrammare, tenendo conto di ciò che ci ha fatto sforare e dell’impatto sulle pianificazioni successive.

Come si può chiaramente capire, la pianificazione non è un qualcosa di statico, bensì è in continuo divenire, insieme ai nostri obiettivi. Non serve a creare delle regole rigide da rispettare a ogni costo, ma solo a riordinare la confusione della nostra mente che tende a bloccarci e ci impedisce di raggiungere i nostri obiettivi. È un artificio che ci consente di creare un sistema di controllo flessibile della nostra attività di autoeditore (o di qualsiasi altra attività), in grado di fornirci una guida che ci consente di avere sempre le idee chiare sul passo successivo da compiere.
Non ci resta che seguirla, punto per punto, e alla fine ci ritroveremo ad aver raggiunto quell’obiettivo e con la consapevolezza che, se ci siamo riusciti questa volta, possiamo riuscirci ancora e ancora in futuro.

Come vi comportate nel gestire la vostra attività di autoeditore?
Pianificate o improvvisate?
Se volete, raccontatemi come vi organizzate nei commenti (qui o sui social network).

E, a proposito di pianificazione, vi avverto che il prossimo articolo sul blog non uscirà tra due settimane, come previsto, ma fra tre, cioè il 22 novembre, poiché la domenica precedente non potrei occuparmi della sua diffusione attraverso i miei canali di comunicazione sul web.

Nel frattempo, visto che ci avviciniamo alla fine dell’anno, perché non iniziate a pianificare le vostre attività editoriali per il 2021?
Se siete all’inizio della vostra avventura come autoeditori e non sapete come muovervi o l’avete già iniziata, ma sentite di avere bisogno di una guida, il mio libro “Self-publishing lab. Il mestiere dell’autoeditore” potrebbe fare al caso vostro. Vi illustrerà tutti gli aspetti essenziali dell’autoeditoria e vi guiderà passo per passo durante le fasi di scrittura, pubblicazione e promozione del vostro libro, suggerendovi strumenti e strategie da inserire nella vostra pianificazione editoriale.

Il libro è disponibile nei seguenti retailer o servizi in abbonamento.

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L’ebook è infine acquistabile in Svizzera tramite l’ereader .

L’ultimo aggiornamento del libro è avvenuto nell’ottobre 2020, con l’inclusione delle novità contenute nella newsletter più recente di .
Il mercato dell’autoeditoria, infatti, cambia continuamente e per questo motivo il libro andrà spesso incontro ad aggiornamenti. Ma chi lo ha già acquistato, o chiunque lo vorrà, potrà ricevere le ultime novità direttamente nella propria casella email.

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Self-Publishing Lab

Informazioni e notizie sul mestiere dell’autoeditore

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Rita Carla Francesca Monticelli

Written by

Italian science fiction & thriller author, scientific & literary translator, biologist, science communicator, dreamer. 🇮🇹: www.anakina.net EN: www.anakina.eu

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