YouTube per autoeditori

Sfruttiamo i video per promuovere i nostri libri

Al giorno d’oggi i video sono strumenti di marketing tra i più efficaci sulla rete, tanto che non solo sono supportati, ma addirittura il loro uso viene incoraggiato sui principali social network. Però per chi, come me, bazzica internet da tanto tempo il luogo virtuale per eccellenza in cui guardare o condividere i video è sempre YouTube.

L’idea alla base di questa piattaforma è quella di creare una sorta di canale televisivo personale. Quel tube infatti si riferisce al termine colloquiale usato nell’inglese americano per indicare il televisore (da non confondere con Tube in inglese britannico, che invece indica la metropolitana di Londra!). Analogamente ad altri social network, consente di seguire dei canali e di interagire con i contenuti pubblicati (indicando il proprio apprezzamento, scrivendo un commento, inserendoli in una lista o condividendoli esternamente), ma il modo in cui tali contenuti raggiungono gli utenti può dipendere da fattori che hanno solo in parte a che vedere col fatto che sono follower dei loro creatori. Gli algoritmi interni della piattaforma sono in grado di offrire agli utenti una visione continua di contenuti a partire dalla selezione di un unico video e basata sulle loro abitudini di visualizzazione. YouTube osserva ciò che riproduciamo all’interno della piattaforma, come interagiamo con i video e si fa un’idea sui nostri gusti, in base alla quale cerca di fornirci altri contenuti che pensa possano piacerci. E ogni tanto ci propina degli spot pubblicitari oppure, per evitarli, possiamo passare alla versione Premium a pagamento.

Tutto ciò in pratica rende YouTube un’entità che integra elementi tipici di un social network con quelli di un servizio televisivo in streaming, tanto che la sua app è disponibile anche su qualsiasi smart TV (o dispositivo usato per rendere smart il proprio televisore).

Ma in che modo possiamo sfruttare YouTube per promuovere i nostri libri?

La risposta a questa domanda è relativamente semplice per chi pubblica libri di non-fiction. Proprio come avviene per gli articoli di un blog, i video sono un ottimo strumento per mostrare la nostra autorevolezza in relazione agli argomenti trattati nei nostri scritti e quindi spingere potenziali lettori ad acquistarli.

Nella narrativa, invece, bisogna senza dubbio essere più creativi per sfruttare al meglio questo strumento, poiché di solito non ci rivolgiamo a un pubblico che ha bisogno di informazioni, qualunque sia il mezzo con cui gliele offriamo, bensì a lettori che cercano l’evasione e l’intrattenimento specificatamente nella parola scritta.
L’atto di leggere un libro di narrativa è qualcosa di intimo, tanto che in un certo senso esiste una versione del libro per ogni suo lettore, per cui usare le immagini e i suoni per spingere verso la lettura è tutt’altro che intuitivo.

Prima di addentrarci nei contenuti, però, iniziamo dalle basi e cioè col dire che per creare un canale su YouTube è necessario avere un account Google.
Il canale in sé ha tutta una serie di sezioni che andrebbero compilate o impostate, in modo da renderlo parte del nostro brand:

1) immagine del profilo;
2) immagine banner;
3) nome del canale;
4) descrizione;
5) link;
6) URL personalizzato;
7) email di contatto;
8) filigrana sui video;
9) layout.

Oltre alla foto del profilo, che dovrebbe essere la stessa usata in tutti gli altri social network, è possibile caricare una sorta di copertina, proprio come avviene su Facebook o Twitter. Rispetto a questi ultimi due, però, è un’immagine molto più stretta (un banner), ma sufficiente per farci comparire le copertine di alcuni nostri libri o altro materiale grafico relativo a essi.

Ovviamente al canale va dato un nome, che per noi autoeditori dovrebbe essere il nostro nome o lo pseudonimo con cui pubblichiamo i nostri libri.

È possibile inoltre personalizzare il canale, aggiungendo una descrizione con informazioni su di noi (una breve biografia), che può essere resa disponibile in altre lingue, e vari link al nostro sito e ai nostri profili sugli altri social network. Questi link appariranno anche nell’homepage del canale sull’angolo destro in basso del banner sotto forma di piccola icona, inclusa quella del nostro sito, se in quest’ultimo ne abbiamo impostata una.

Per quanto riguarda l’URL personalizzato è consigliabile usare il nostro nome (o pseudonimo) oppure lo stesso username scelto per gli altri social network, se disponibile.

Per l’email di contatto, invece, è opportuno usarne una del nostro dominio, anche se non è quella che usiamo quotidianamente. Su YouTube, infatti, non esiste un sistema di messaggistica interna, quindi, se qualcuno vuole contattarci in privato, ha bisogno di un indirizzo a cui scriverci.

Se vogliamo rendere i nostri video particolarmente riconoscibili, possiamo caricare un file che fungerà da filigrana (un po’ come il logo di un canale televisivo).

Infine, possiamo decidere come disporre i contenuti all’interno del nostro canale, selezionando un trailer del canale per i non iscritti, un video in primo piano per gli iscritti e ordinare le varie sezioni.

È chiaro che per fare tutto ciò dobbiamo prima di tutto caricare dei video. Ma quali video?
Vediamo qualche esempio.

  • Booktrailer.
    Si tratta di uno spot pubblicitario e, come tale, deve essere breve e incuriosire il potenziale lettore, tanto da spingerlo a scoprire di più sul nostro libro. Il mio consiglio riguardo ai booktrailer è che è meglio non averne alcuno piuttosto che averne uno scadente.
  • Teaser.
    Un video brevissimo, di pochi secondi, il cui scopo è creare anticipazione nei confronti di una nuova uscita.
  • Presentazione del libro.
    Esattamente come faremmo durante un evento dal vivo, possiamo presentare ai potenziali lettori il nostro libro. Questo tipo di video lo possiamo girare da soli o farci aiutare da qualcuno che ci introduca e ci intervisti, proprio come in una vera presentazione.
  • Temi del libro.
    Possiamo metterci davanti alla telecamera e approfondire alcuni temi presenti nei nostri libri. Ciò vale ovviamente per la non-fiction, ma può essere applicato anche alla narrativa, se nel nostro libro si affrontano dei temi particolari (storici, scientifici, psicologici, sociali e così via). Oppure si può parlare dei luoghi in cui si svolge la storia (reali o inventati). Se i luoghi sono reali e ci siamo stati, possiamo usare immagini da noi riprese in tali luoghi.
  • Il processo di ricerca.
    Se abbiamo svolto qualche ricerca prima o durante la scrittura del libro, possiamo parlarne in un video. Magari possiamo girarne uno nei luoghi in cui la stiamo svolgendo e riprendere le persone con cui parliamo.
  • I personaggi.
    Se poi stiamo scrivendo una serie, può essere interessante girare dei video in cui parliamo dei singoli personaggi. Questi possono essere un utile strumento di fidelizzazione dei nostri lettori, per mantenere vivo il loro interesse tra un libro e l’altro.

Chiaramente quelli riportati sopra sono solo degli spunti. L’unico limite è la nostra fantasia.

A eccezione dei booktrailer e dei teaser, che richiedono una mano più professionale, i video possono essere girati e poi montati anche usando uno smartphone. Esistono tantissime app, alcune anche gratuite, che permettono di ottenere dei risultati più che decorosi. Se poi abbiamo l’occasione di fare qualcosa di più elaborato, tanto meglio. In alternativa, possiamo trasmettere delle dirette.
YouTube, inoltre, offre la funzionalità première, con cui possiamo programmare la pubblicazione dei video già pronti.

È chiaro che per rivolgersi alla telecamera è necessaria una certa spigliatezza, ma è anche vero che cimentarsi in una registrazione video può aiutarci a svilupparla e renderci poi più semplice affrontare le persone in tempo reale, per esempio, durante un evento dal vivo.

Inoltre, dobbiamo prepararci adeguatamente. In una situazione ideale, il video deve avere una sorta di script, che possiamo seguire passo passo o su cui possiamo ispirarci nel parlare a braccio. L’improvvisazione può andare bene, ma solo se ci siamo portati e davvero abbiamo già le idee chiare su ciò che vogliamo dire.

In conclusione, riporto qualche altro suggerimento.

- Pianifichiamo i contenuti. Se vogliamo usare seriamente YouTube per promuovere i nostri libri, non possiamo pubblicare un video e poi sparire per mesi. Dobbiamo stilare una lista di video che vorremmo girare e stabilire quando abbiamo intenzione di pubblicarli. Per esempio, durante i mesi precedenti all’uscita di un libro possiamo programmare un video alla settimana e continuare anche per qualche tempo dopo l’uscita.

- Giriamo più video nello stesso giorno. Girare un video porta via un bel po’ di tempo. Una volta che abbiamo tutto il materiale che ci serve e ci siamo preparati a sufficienza, abbiamo sistemato il luogo delle riprese e noi stessi (magari ci siamo anche vestiti bene), non ci resta che dedicare una mezza giornata (o una giornata, se possibile) a girare più video possibili.

- Titolo, parole chiave, descrizione e link. YouTube è un vero e proprio motore di ricerca, quindi dobbiamo sfruttare questa sua caratteristica. Prima di pubblicare un video, assicuriamoci di scegliere un titolo a effetto, selezioniamo le parole chiavi attinenti, prendiamoci del tempo per scrivere una descrizione adeguata e inseriamo i link giusti (inclusi quelli per il preordine e l’acquisto dei nostri libri). Tutto questo permetterà all’algoritmo di YouTube di inquadrare il nostro video, capire a chi può interessare e far corrispondere tutto questo alle ricerche fatte dagli altri utenti. Inoltre, ci permetterà di fornire ai nostri spettatori tutte le informazioni di cui hanno bisogno per scoprire di più su di noi e sulle nostre opere.

- Rispondiamo ai commenti. Non dimentichiamo di rispondere sempre ai commenti, ma anche di dare un’occhiata ai canali dei commentatori. Se hanno dei video interessanti, commentiamoli a nostra volta, interagiamo. I nostri commenti su altri canali possono portare altri utenti nel nostro.

- Condividiamo i video. Sembra scontato, ma è sempre meglio ripetersi. I contenuti pubblicati su YouTube devono essere condivisi sui vari social network. Inoltre, possiamo incorporarli negli articoli del nostro blog o in altre specifiche sezioni del nostro sito. E non dimentichiamoci di linkarli nella nostra newsletter e nel nostro canale Telegram. Ovviamente gli stessi video possono (e, direi, devono) essere caricati anche su tutti i social network che lo consentono, affinché il nostro sforzo per crearli raggiunga il maggior numero di persone possibile.

Infine, la cosa più importante è senza dubbio apparire autentici. Dobbiamo mostrare ai nostri spettatori la passione che ci lega ai nostri libri, cercare di contagiarli col nostro entusiasmo e soprattutto fare in modo che sentano di ricevere sempre qualcosa da noi. Non usiamo i video solo per chiedere loro di comprare i nostri libri. Anche su YouTube promuovere significa dare, non chiedere, in modo che in chi si trova dall’altra parte nasca il desiderio spontaneo di contraccambiare. Magari proprio acquistando i nostri libri.

Avete un canale su YouTube?
L’avete mai usato attivamente nella promozione di un libro o contate di farlo in futuro?
Se vi va, parlatemi della vostra esperienza nei commenti (qui o sui social network).

E dopo questo articolo, pubblicato alle soglie dell’estate, il blog di Self-publishing lab va in vacanza, proprio come farò io stessa a breve.
Non so esattamente quando riprenderò la pubblicazione. Voglio usare questo tempo per crearmi una nuova lista di argomenti da approfondire con voi. Come forse avrete notato, lo scopo di questo blog non è spiegare l’autoeditoria, ma entrare più nel dettaglio, cercando di portare alla vostra attenzione degli spunti diversi da quelli di cui tutti parlano.
A questo proposito, se avete delle richieste o dei suggerimenti, sarò ben felice di sentirli.

Se, invece, ciò che cercate è uno strumento che vi guidi durante la preparazione, la pubblicazione e la promozione dei vostri libri, questo è il mio saggio “Self-publishing lab. Il mestiere dell’autoeditore”.
Potete leggere una lista degli argomenti del libro, oppure l’intero indice nell’anteprima, sul minisito a esso dedicato: www.anakina.net/selfpublishinglab

Mentre di seguito trovate i link per l’acquisto diretto.

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Giunti al Punto: https://bit.ly/SPLABgap (anche in edizione cartacea)
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Smashwords: https://bit.ly/SPLabsw
Scribd: https://bit.ly/SPLABSc

L’edizione ebook è acquistabile in Svizzera tramite l’ereader Tolino.

Il libro è aggiornato a FEBBRAIO 2022.

Infine, se volete rimanere aggiornati su tutte le novità relative al mercato dell’autoeditoria, vi consiglio di iscrivervi a Self-Publishing News.
Riceverete direttamente nella vostra casella di posta elettronica questa newsletter aperiodica, che verrà inviata solo quando avrò effettivamente qualche importante novità da condividere con voi.
I contenuti della newsletter sono esclusivi per gli iscritti alla mailing list e non verranno riportati sul blog.

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Rita Carla Francesca Monticelli

Rita Carla Francesca Monticelli

Italian science fiction & thriller author, scientific & literary translator, biologist, science communicator, dreamer. 🇮🇹: www.anakina.net EN: www.anakina.eu

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