Seralmente #2: Le competenze digitali ?

Dunque viviamo in un mondo del lavoro ove continuano a suonare allarmi che preavvisano l’arrivo di Robot, di Intelligenze Artificiali e sopratutto che servono competenze nuove per la trasformazione digitale in corso. Frasi tipo “la padronanza dei processi digitali diventa un elemento sempre più cruciale sia per le imprese che per gli individui” sono ricorrenti anche tra giovani (1), allargando quindi questo allarme anche a fasce generazionali che si penserebbero escluse.

Escluse perché il mito dei Millenials narra che le persone che molti categorizzano con quel nome, siano cresciute a no-glutin & Bit (anche il pane è superato)e quindi nate pronte alle sfide digitali, ma così anche per loro non è, o almeno così si legge e si dice.

Ecco quindi che per prepararci alla Trasformazione Digitale e quindi non scomparire, dopotutto il pensiero darwiniano prevale anche nel mondo del lavoro (purtroppo), si devono acquisire nuove competenze, si devono riprogrammare le persone, si deve attuare un reskill delle persone.

Tema per altro datato, vivo sin dagli inizi della rivoluzione industriale del secolo scorso con la necessaria riprogrammazione di culture contadine verso lavori in fabbrica, e che ha avuto nel mondo manifatturiero alterne vicende con picchi e cali di potenza.

Ripenso, perché ho vissuto alcuni eventi di quel tempo, a quando la transizione dalle macchine da scrivere ai personal computer richiese una modificazione delle capacità produttive delle persone, perché meglio chiamarle così le competenze richieste, delle fabbriche Olivetti e di quel che accade su tutti i fronti.

Se un tempo vi era resistenza, oggi in realtà assistiamo al fatto che tutto ciò sembra inevitabile, e quindi bisogna addestrare le persone a ciò che serve per far si che le loro capacità produttive siano allineate ai fabbisogni produttivi che il mercato richiede.

Perché mancano le competenze digitali !

Tema peraltro che viene oggi sempre più associato al modello industriale 4.0 che cela, e di questo ho scritto nel capitolo Il Design del Cambiamento del libro Fabbrica 4.0: i vantaggi concreti (2), dietro ad un fabbisogno di nuove capacità produttive delle persone, l’incapacità manageriale di ripensare i modelli d’impresa.

Quante volte abbiamo letto di un CEO a cui deve essere fatto un #reskill ? Anche se andiamo alle persone che ricoprono vari livelli manageriali, o entrare nei CdA e sedersi con gli advisor, scopriamo che a loro il reskill non tocca, perché sono sempre gli altri che non capiscono, ovvero i loro subordinati che sono obsoleti, vanno riprogrammati se si può o cambiati.

A loro tocca magari ciò che è accaduto al CEO di LEGO (3), sessant’anni sei vecchio e quindi fuori, oppure per motivi che nulla hanno a che fare con le competenze(4).

Certo a loro mica sono richieste le competenze digitali, però forse sono richieste competenze per capire il nuovo Mondo e governare le imprese, o no ?

In realtà no, perché per voce di alcuni le competenze che deve avere il CEO, o AD che sia, sono il fatto che porti profitti, che faccia crescere l’azienda e renda gli azionisti felici con i dividendi.

Riduzionismo tayloriano, ma d’altronde sappiamo come sia stato stritolato Adriano Olivetti da enclavi della sua epoca ancora presenti.

Unico vero e reale purtroppo bistrattato e il mitico CIO, di tutto gli è finito addosso, anzi il più delle volte è il capro espiatorio dei mali creati da altri, o a cui lui è stato indotto(5).

Un capro espiatorio che dimostra la fallacia delle organizzazioni odierne, mai cambiate dai manuali di organizzazione degli anni cinquanta del secolo scorso, tranne qualche nome e posizione ininfluente sebbene altisonante, ma questo argomento è a seguire prossimamente.

Seralmente #2

Allora, il tema di come governare questa fase della rivoluzione industriale, che non è mai terminata dal secolo scorso in quanto ruotava per le varie parti del mondo, e che oggi sta toccando, come fosse ritornata al punto zero, la vecchia Europa con le sue nazioni, è un dato di fatto.

Oggi si è complicato tutto, le tecnologie informatiche aiutano a dominare, ma nello stesso tempo dominano, e sopratutto siamo davanti ad un utilizzo delle stesse per portare nelle imprese una Cultura Pianificata che predilige omologazione, procedure e imitazione rispetto alla capacità di differenziazione, e quindi del valore delle persone come potenziale creativo, produttivo ma anche responsabile e consapevole.

I monopoli tanto dibattuti e combattuti oggi hanno sempre più gli aspetti di una corporation con poteri sovranazionali, e la caccia alle tasse impagate, o per le corporation non dovute, è tema aspramente dibattuto a livello comunitario e politico locale.

Ecco quindi che il pensiero serale che mi sorge è quello che bisogna far leva sulla capacità delle persone di acquisire una consapevolezza delle proprie potenzialità, senza finire nelle mani dei Buttafuoco o di coloro che vogliono trasformarci, educarci e programmarci.

Rimandiamo al mittente l’addestramento e l’acquisizione di competenze produttive che per altro servono probabilmente solo in questo periodo storico, e il breve filmato tratto dal film “La legge di mercato” aiuta a riflettere.

La legge del mercato- 2015 — spezzone sulla formazione

Certo che molti sono manager e questi problemi non li toccano proprio, è cosa per altri livelli lavorativi.

Ne siete sicuri ?
Solo uno degli allarmi che circola dice ben cosa diversa (6), o forse meglio dire … dopotutto quando accadrà noi non ci saremo, ma ne siamo certi ?

Buona serata

(1) A caccia di competenze digitali nei fab lab di Milano
(2) Fabbrica 4.0: i vantaggi concreti! cap. Il design del cambiamento
(3) Lego: CEO Padda troppo vecchio, arriva cinquantenne Christiansen
(4) Siamo alla fine dei dipartimenti IT ?
(5) Cattaneo lascia Telecom Italia con maxi buonuscita
(6) Disoccupati hi tech, adesso tocca ai manager

Seralmente

Appunti su conversazioni che sono più o meno diffuse e intercettate in Rete o nati da incontri con persone durante il quotidiano vivere.

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Massimo V.A. Manzari

Written by

Knowledge broker, expert on entrepreneurship and new market dynamics based on: Individual Responsibility, Governance, Ethics, Sustainability & Change Management

Seralmente

Appunti su conversazioni che sono più o meno diffuse e intercettate in Rete o nati da incontri con persone durante il quotidiano vivere.

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