“Reagire al velleitarismo”

Reagire al velleitarismo #0

“Reagire al velleitarismo” è un’idea molto semplice. Una volta a settimana segnalerò alcuni dei contenuti più interessanti che, a mio giudizio, sono circolati in rete.

Una mini rassegna stampa di articoli, post su blog, podcast, video su diversi argomenti: digitale, politica, pubblica amministrazione, musica, enogastronomia e molto altro.

Perché ho scelto questo titolo? È una citazione di Gramsci, dai “Quaderni del carcere”, che dice: “Reagire al velleitarismo. Proporsi obiettivi discreti, raggiungibili, anche se si intenda approfondirli ed estenderli”.

Mi è parsa una sempre valida risposta ai problemi di oggi.

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Nella rassegna stampa di questa settimana parliamo inevitabilmente di elezioni italiane, con uno occhio a quanto viene detto all’estero.

L’Occidente e i suo modelli sono in crisi?

Le tecnologie applicate alla domotica stanno mettendo a rischio la privacy dentro le nostre case?

Un problema cardiaco apre una riflessione sul ruolo della tecnologia, sui nostri tempi di vita, sulle relazioni umane e sull’intelligenza artificiale.

Infine Luca Iaccarino è andato a provare la nuova apertura del ristorante più famoso al mondo, il Noma di Copenhagen.

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Che fine ha fatto l’Occidente?

Graziano Graziani — Il Tascabile 2 marzo

Perniola, che è stato uno dei principali studiosi di estetica in Italia, ha fornito a chi si occupa di arte, teatro, letteratura degli spunti critici illuminanti e originali, continuando a pubblicare saggi e riflessioni fino a pochi mesi prima della sua morte, il 9 gennaio 2018. Negli ultimi anni si era soffermato sulla crisi dell’arte e di alcune retoriche che dall’arte sono tracimate nella società — dalle derive edoniste all’autoreferenzialità — in una prospettiva che andava oltre l’estetica o meglio, che utilizzava l’estetica come lente per osservare il mondo.

Elezioni politiche 2018 — Chi ha vinto, chi ha perso

Istituto Cattaneo — 5 marzo

L’analisi dell’Istituto Cattaneo sul voto di domenica

Il ritorno del voto di classe, ma al contrario (ovvero se il Pd è il partito delle élite)

Lorenzo De Sio — Cise Luiss 6 marzo

All’indomani del voto, alcuni primi elementi suggeriscono che uno dei motivi del fragoroso esito elettorale del 4 marzo sta nella scarsa capacità dei partiti tradizionali di rispondere in modo efficace alle inquietudini degli italiani. Inquietudini generate dalle profonde trasformazioni socio-economiche che stanno investendo il nostro paese.

Why the Center collapsed in Italy: recession, austerity and immigration

John Cassidy — The New Yorker 5 marzo

L’instabilità non è una novità nella politica italiana: è la norma. Dal 1980, il posto di primo ministro è passato di mano ventidue volte con diciotto persone diverse, tutti uomini.

Le elezioni di domenica, in cui il Partito Democratico ha subito una pesante sconfitta, sembrano preannunciare un altro periodo di instabilità.

Alcuni temi sono stati determinanti per il risultato.

Italy’s Five Star Movement Should Think Long Term

Alberto Alemanno — Bloomberg 7 marzo

Dopo decenni di stagnazione economica, crescenti disuguaglianze e preoccupazioni per l’immigrazione (quest’ultima amplificata dai social media), gli italiani hanno voltato le spalle alle forze politiche tradizionali.

Se vorranno incidere davvero nella politica italiana, i 5 Stelle dovranno avere lo sguardo lungo e chiarire il loro rapporto con l’Europa.

Così la tecnologia in casa minaccia la nostra privacy

Juan Carlos De MartinLa Repubblica 1 marzo

L’acquisto di Ring — azienda che produce campanelli di casa e telecamere domestiche — da parte di Amazon deve farci riflettere sul percorso che hanno fatto i computer dalla nascita dei primi Pc ormai oltre 40 anni fa. Da scatolone fermo sotto la scrivania il computer diventò presto portatile, e così si avvicinò al nostro corpo. Con l’avvento dello smartphone il computer si è ulteriormente avvicinato al nostro corpo, mentre con gli “orologi smart” si sta facendo un passo ulteriore: si tratta, infatti, di computer costantemente a contatto col nostro corpo, e quindi in grado di misurare in tempo reale grandezze corporee come il battito cardiaco. Questa crescente intimità fisica con i nostri computer, oltre a rendere possibili sviluppi utili, pone già adesso però notevoli problemi di privacy.

Un Colpo al Cuore. Nel cuore dell’innovazione e della sua rivoluzione

Salvatore Iaconesi 3 marzo

All’improvviso un problema cardiaco spinge alla riflessione sul ruolo della tecnologia, sulle nostre relazioni umane, sui nostri tempi di vita e l’impatto dell’intelligenza artificiale nella nostra società.

Confronting the Future of AI

Politico Europe — 3 marzo

Lo speciale di Politico Europe sull’Intelligenza Artificiale

Noma: ecco la seconda vita del ristorante più famoso del mondo

Luca Iaccarino — Vanity Fair 1 marzo

Ha inventato la Nuova Cucina Nordica, ha fatto mangiare al mondo cose mai pensate prima (pagandole), è stato il primo ristorante al mondo quattro volte su cinque dal 2010 al 2014. Poi ha chiuso. Ora torna nella sua Copenaghen e se il critico gastronomico torinese Luca Iaccarino è andato a provare il “Noma 2.0” dopo la sua apertura.

Reagire al velleitarismo #1

Questa settimana parleremo ancora delle elezioni del 4 marzo, andando più in profondità, grazie all’analisi del nuovo Parlamento e un progetto di Fondazione Isi che confronta le ultime tornate politiche e amministrative grazie agli Open Data. Steve Bannon, fondatore di Breitbart News e ideologo di Trump, “ è stato impegnato in un tour in Europa dove ha lanciato l’Internazionale Populista. Una risposta ai nuovi populismi potrebbe arrivare da maggior trasparenza delle istituzioni europee. Tim Berners Lee, fondatore del world wide web, mette in guardia dai rischi di una internet “armata”. L’ex speechwriter di Obama, insieme ad alcuni super esperti di comunicazione, ha lanciato un progetto per analizzare e leggere la politica in maniera totalmente nuova e anche ironica. È possibile un accordo tra Trump e Kim Jong-Un? Quanto tempo rimane ai leader mondiali attuali per incidere sulle gerarchie internazionali? A 40 anni dal rapimento Moro, l’Agenzia Agi ripercorre quei giorni grazie agli articoli pubblicati il 16 marzo 1978. Infine il mondo vuole donne sempre più magre, i disordini alimentari sono raddoppiati negli ultimi sei anni.

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Tre poli contrapposti 2018, l’identikit del nuovo Parlamento Openpolis — 12 marzo

Il parlamento più giovane e con più donne della storia repubblicana. Il boom di 5stelle e Lega porta a un nuovo ricambio generazionale, oltre il 30% degli eletti non ha mai fatto politica. Openpolis analizza la composizione del Parlamento eletto il 4 marzo.

Il voto strada per strada Fondazione ISI

Il voto strada per strada, nuova “puntata” del progetto DataInterfaces della Fondazione ISI, è un’interfaccia progettata con lo scopo di esplorare i risultati elettorali nel contesto urbano, al fine di poter confrontare i risultati di diverse edizioni e di analizzare le dinamiche che regolano il rapporto tra centro e periferia.

La mappa è basata sugli Open Data messi a disposizione dalle città di Torino, Firenze e Bologna, che consentono di localizzare ogni numero civico della città e di identificare la sezione elettorale a cui appartiene. I risultati delle elezioni vengono mostrati sulla mappa, dove ogni punto corrisponde ad un numero civico e il colore viene assegnato in base alla percentuale di voti validi che è stata espressa in favore di un partito politico, nella sezione elettorale corrispondente. Ne parla anche La Stampa.

Steve Bannon Is Done Wrecking the American Establishment. Now He Wants to Destroy Europe’s Jason Horowitz — The New York Times 9 marzo

Mentre in Italia il voto portava il vento “rivoluzionario” delle forze antisistema, Steve Bannon, fondatore di Breitbart News e grande architetto del messaggio populista di Trump, era impegnato in un tour che ha attraversato l’Europa. Bannon teorizza l’Internazionale Populista e ne ha parlato anche a La Stampa.

The influence of transparency on addressing populism in the EU Gianluca Sgueo — 12 marzo

L’emergere di partiti o movimenti politici anti élite, anti-pluralisti e che inquadrano la politica prevalentemente in termini morali — comunemente etichettati come “populisti” — è diventata una chiara tendenza nelle democrazie occidentali. Il fenomeno è particolarmente evidente in Europa, dove l’ascesa dei partiti populisti è direttamente collegata al generale declino della fiducia nella politica e, più in generale, nella sfera pubblica. Una risposta da parte delle istituzioni europee potrebbe essere quella della maggior trasparenza del processo decisionale, più dati aperti e regolamentazione delle lobby.

Crooked Media — un modo diverso di parlare di politica

Nel 2016 una conversazione improvvisata tra super esperti USA di comunicazione politica, tra cui John Favreau, già speechwriter capo di Obama, visto l’incredibile numero di visualizzazioni e download ha dato il via a Crooked Media. Un progetto per parlare di politica in un modo che “non ti spinge a buttare il telefono fuori dalla finestra”, con show live, podcast, articoli, analisi che informano, intrattengono e ispirano l’azione. Non sono imparziali, non sono di certo seri, ma promettono un modo di analizzare la politica e la cultura che può anche far ridere, piangere, urlare, essere ridicoli, ma sempre con l’obiettivo di provare a capire questi tempi incredibili.

Kim Jong-un dovrà scoprire le sue carte per un accordo con Trump Bernard Guetta — France Inter 12 marzo

La risposta è sì. È assolutamente possibile che l’incontro tra Kim e Trump si svolga e produca un compromesso che riguardi anche la questione nucleare. È possibile perché difficilmente Kim Jong-un potrebbe effettuare nuovi esperimenti nucleari o balistici dopo aver proposto di sospenderli prima del suo incontro con Donald Trump. In caso contrario saboterebbe l’incontro da lui stesso proposto e non è nel suo interesse.

Tim Berners-Lee: we must regulate tech firms to prevent ‘weaponised’ web Olivia Solon — The Guardian 12 marzo

Sir Tim Berners-Lee, l’inventore del world wide web, ha chiesto che le grandi aziende tecnologiche vengano regolamentate per impedire che il web venga “armato su vasta scala”. Berners-Lee, in una lettera aperta in occasione del 29° anniversario della sua invenzione, ha dichiarato: “Negli ultimi anni abbiamo assistito a teorie di cospirazioni sulle piattaforme dei social media, i falsi account Twitter e Facebook alimentano le tensioni sociali, gli attori esterni interferiscono nelle elezioni e i criminali rubano i dati personali”.

Ore 9,28: “L’on. Aldo Moro è stato rapito. La notizia è stata confermata all’Agenzia Italia dal ministro degli Interni” Ottavio Mancuso — Agi 16 marzo

Il 16 marzo 1978 vissuto attraverso i lanci dell’Agi. Un documento unico per una giornata che cambiò per sempre la storia e il destino di questo Paese.

How long will world leaders last? Ben Sills, Andre Tartar, Patricia Suzara — Bloomberg Politics 16 marzo

Quanto dureranno i leader più potenti del mondo? Il tempo stringe per i politici che mirano a plasmare il futuro globale. Alcuni sono già sull’orlo. Un’infografica di Bloomberg Politics.

Il mondo vuole delle donne trasparenti Laurie Penny — New Statesman 11 marzo

Attraversiamo una crisi, che sarebbe presa più seriamente se non riguardasse quasi solamente le donne. I ricoveri per disordini alimentari sono quasi raddoppiati in sei anni, mentre genitori e pazienti esprimono il loro strazio nel cercare cure che siano anche solo minimamente adeguate. In tutto il paese, in tutto il mondo, donne e ragazze si autoimpongono di fare la fame, a volte fino a morirne. Che vogliamo fare?

Reagire al velleitarismo #2

La newsletter di questa settimana è praticamente un’edizione monografica.

Tutto il mondo parla dello scandalo Cambridge Analytica, il “furto del secolo” secondo numerosi osservatori. Informazioni personali contenute in 50 milioni di profili Facebook utilizzate per orientare l’opinione pubblica nella campagna elettorale americana.

Tutto nasce da un’inchiesta del New York Times e del Guardian che, già in passato, aveva raccontato della società in relazione a presunte manipolazioni legate al referendum sulla Brexit. La vicenda è come una marea che travolge ogni cosa, ma chi da un po’ di tempo segue con attenzione queste vicende sa che l’ondata “maturava” da tempo. Privacy, trasparenza, consapevolezza nell’uso dei social network sono le vere questioni del terzo millennio, problemi di difficile soluzione con gli strumenti anche legislativi a noi noti, ma che riguardano la riservatezza e la qualità della nostra vita.

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L’inchiesta

Il Post è stato tra i primi ad affrontare la questione sabato 17 marzo. Tutto nasce da un’inchiesta del New York Times e del Guardian che, già in passato, aveva raccontato della società in relazione a presunte manipolazioni legate al referendum sulla Brexit. Una delle cose più interessanti è l’intervista del quotidiano britannico al 28enne Christopher Wylie, fondatore di Cambridge Analytica e figura chiave della campagna elettorale digitale di Trump, dove spiega le tecniche utilizzate e il ruolo di Steve Bannon, il fondatore di Breitbart News determinante nell’elezione di Trump. Sempre il Guardian pubblica una sezione speciale costantemente aggiornata.

Approfondimenti

Fabio Chiusi su Valigia Blu scrive una lunga e dettagliata ricostruzione della vicenda.

Conviene anche ascoltare il podcast di 6 su Radio 1 con intervista a Ernesto Belisario e Stefano Epifani.

CA ha lavorato anche per i partiti italiani? Riccardo Luna su Agi si chiede qual è il partito italiano per cui ha lavorato Cambridge Analytica.

(Per non cascare dalle nuvole) Il problema non nasce oggi

Ninjamarketing intervista la nota sociologa turca Zeynep Tufekci. Un tema attualissimo, quello della sorveglianza degli utenti (più o meno dichiarata) e della manipolazione della realtà attraverso i social. “Vi spiego come i capi del web ci profilano ogni giorno (e perchè non siamo pronti per difenderci)”

Facebook già nel 2012 aveva condotto un esperimento psicologico su 700 mila suoi utenti, ignari di quello che stava accadendo sulle loro bacheche. L’esperimento viene descritto in questo studio della Cornell University. Il risultato è di straordinaria importanza per capire a che punto si può arrivare nell’orientare gli stati d’animo degli utenti di Facebook. L’azienda dovette concedere le sue scuse per aver condotto il test senza informare i suoi utenti. Experimental evidence of massive-scale emotional contagion through social networks

Jonathan Albright mette alcuni punti fermi sulle questioni tecniche e le implicazioni sulla privacy.

The Graph API: Key Points in the Facebook and Cambridge Analytica Debacle

Le reazioni di Mark Zuckerberg Si è fatto attendere qualche giorno, ma alla fine il fondatore di Facebook ha fatto mea culpa. Axios, la super cool compagnia di news nata nel 2016 negli Usa, riassume le sue dichiarazioni rilasciate a Cnn, Wired, New York Times, Recode.

Cosa sanno di noi?

Lo racconta la Cnn con un’intervista al professor David Carroll che, con molta difficoltà, è riuscito a scoprirlo.

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Ora un argomento più leggero e “lento”…

Slow Thought: a manifesto

Vincenzo Di Nicola — Aeon 27 febbraio

Abbiamo bisogno di una filosofia del pensiero lento per facilitare un dialogo più spensierato e libero sul senso della vita. Un manifesto sulla psicologia della lentezza.

Fabio Malagnino·
14 min
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