Otto giorni di incontri, mostre, giochi tradizionali, riconoscimenti e passeggiate silane

CAMIGLIATELLO SILANO: il volontariato culturale motore dell’iniziativa

La provincia di Cosenza. 23 agosto 2016

Giovanni Guzzardi
Aug 23, 2017 · 4 min read

di ROBERTO SAPORITO

Si è conclusa a Camigliatello Silano la sesta edizione della Settimana della cultura calabrese, una manifestazione che ha mostrato, ancora una volta, il ricco patrimonio che c’è in Calabria e che pochi ancora conoscono. Dalle passeggiate silane ai giochi tradizionali, dalle presentazioni di libri ai film di giovani registi, alla musica popolare, ed ancora mostre, enogastronomia, sfilate motoristiche, mercatino del modernariato, lezioni di astrofisica nel nome del calabrese Foscarini, premi e riconoscimenti.

Come ad ogni edizione per fare il punto sulla manifestazione abbiamo incontrato il patron dell’iniziativa, il vulcanico editore Demetrio Guzzardi che abbiamo visto nei panni di aiutoguida turistica durante le passeggiate, commentatore dei giochi tradizionali e nelle sfilate motoristiche, presentatore di libri e film, insomma un vero tessitore delle iniziative della Settimana…

Questo evento nasce e si rinnova ogni anno dalla tua passione di comunicare il meglio del “made in Calabria”.

«La Settimana nasce dal desiderio di raccontare quello che in un intero anno di lavoro riusciamo ad incontrare. Far venire a Camigliatello, in 8 giorni, oltre 120 tra relatori, artisti, musicisti, politici, uomini di Chiesa, studiosi, tutti gratis ed amore Deo è un’impresa di non poco conto…».

Infatti sul palco della Casa del forestiero si sono avvicendati sindaci e consiglieri regionali, ex presidenti del Consiglio, due vescovi, quello di Mileto e di Lungro, e poi storici, giornalisti ed altre personalità…

«Sono venuti tutti spinti dal desiderio di riaffermare con forza che la Calabria ha un enorme patrimonio di cultura e di bellezze naturali che meritano di essere conosciuti dal grande pubblico».

Se dovessi rifare il programma di quest’anno cosa cambieresti?

«Devo essere sincero… nulla, ho già metabolizzato quello che a mio parere va corretto per il prossimo anno e le cose nuove che vorrei fare…».

La novità di quest’anno “la luce del poeta” è piaciuta…

«Certo la gente ha applaudito e credo abbia apprezzato i poeti che si sono messi in gioco… credo che la ripeteremo anche il prossimo anno».

Dicevi che stai già pensando alla nuova edizione…

«Sono stato sollecitato ad inserire uno spazio dedicato al gusto della buona tavola…, faremo una specie di Università estiva del cibo…, l’idea è questa, poi vedremo come concretizzarla».

In alcuni momenti si è respirato un clima di grande evento culturale…

«In certi giorni l’ho percepito anche io. Abitualmente durante la serata finale del Premio Cassiodoro c’è sempre un’aria “frizzante”; quest’anno l’ho avvertita ad esempio quando l’eparca di Lungro, seduto su un gradito del palco ha incantato gli ascoltatori parlando delle icone e della bellezza del rito greco-bizantino, oppure quando è stato premiato il giovane sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà».

Come mai altri due premi oltre al tradizionale Premio Cassiodoro?

«Sono nati per gli incontri che abbiamo fatto. Da più tempo il figlio dello storico Gustavo Valente mi chiedeva se potevamo fare insieme qualcosa per ricordare il suo papà, da questa collaborazione è nata un’interessante mostra fotografica e bibliografica e il Premio “Gustavo Valente” per la ricerca storica che quest’anno abbiamo assegnato a mons. Luigi Renzo. Anche il riconoscimento alla memoria di Italo Falcomatà, il sindaco della “primavera di Reggio” è nato dal coinvolgimento di alcuni amici del Centro studi calabrese “Cattolici socialità politica”, speriamo di poter mantenere annualmente anche questi due riconoscimenti».

Senza dimenticare il Torneo nazionale dello strummulu che, ancora una volta, ha avuto un enorme successo…

«Quest’anno per poco non è stato battuto il precedente record, ma il successo lo danno le vendite nei negozi dello strummulu, mi ha confessato un negoziante di Camigliatello “in un anno vendiamo 2 o 3 strummuli, poi arrivate voi e ne vendiamo anche 30–40”. Non c’era bambino, ma anche anziani, che non aveva uno strummulu per giocare non solo nelle ore canoniche, ma anche fino a sera tarda. La cosa più bella, che a volte ripaga anche di qualche amarezza, me l’ha detta il papà di un bambino “grazie per quello che fate, da 3 giorni vedo mio figlio felice di giocare con ragazzi che non conosceva”. Naturalmente il merito è di Pietro Turano il presidente dell’Accademia dei giochi tradizionali, che tutti i pomeriggi con i suoi associati organizza giochi bellissimi; noi lo abbiamo festeggiato in una serata per i traguardi raggiunti in questi primi dieci anni di attività».

Tutti sanno che la Settimana della cultura calabrese è un grande evento culturale…, ma come si sostiene economicamente…

«Quest’anno abbiamo avuto un contributo dalla Fondazione Carical, il Comune di Spezzano della Sila ci aiuta per gli stampati e poi il Parco della Sila ed il Museo diocesano d’arte sacra di Santa Severina hanno preferito il nostro catalogo-programma per pubblicizzare le loro iniziative. La Settimana, come più volte ho detto, si basa esclusivamente sul volontariato culturale, è una macchina che per 8 giorni sforna iniziative, dove ognuno ci mette del suo, per il solo gusto di esserci e di fare qualcosa di bello. I primi volontari sono i miei figli e mia moglie, che insieme alle sue sorelle, danno una mano determinante al successo dell’iniziativa».

In conclusione… la cosa più bella di quest’anno?

«L’affetto di tanti che vengono a Camigliatello anche per partecipare alla Settimana… e sono molti, arrivano da lontano e quando ripartono mi chiedono “ma il prossimo anno ci sarete?”. Speriamo di non deludere nessuno, la cosa che mi ha colpito di più quest’anno è stata Isabella Biafora che nella sua proprietà di Jure Vetere sta lavorando alacremente per l’allevamento e il centro di recupero del cane da pastore della Sila».

Arrivederci al prossimo anno…

«Il 2016 festeggeremo il trentennale dalla fondazione della casa editrice Progetto 2000, sarà bello ripercorrere 30 anni di libri e di iniziative. Spero ci sarai anche tu».

Settimana della cultura calabrese

8 giorni di incontri, mostre e visioni sulla bellezza made in Calabria. Organizzata da Universitas Vivariensis

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Giovanni Guzzardi

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Settimana della cultura calabrese

8 giorni di incontri, mostre e visioni sulla bellezza made in Calabria. Organizzata da Universitas Vivariensis

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