Finestra


Finestra

Luce d’una finestra
nel bolo della notte nella città spenta.
Luce di una creatura che veglia
mentre Umanità e Pietà sono immerse
in un sonno indifferente.

Luce al sesto piano, tremula, gialla,
forse filtrata da una cortina;
di lontano ha l’aspetto d’una stella
sospesa sola a metà d’un cielo
nero come un vuoto senza mistero.

Luce forse d’una donna che dispera
d’un amore che l’ha ferita a morte,
lei senza più fede, né disinganno,
che a quel lume piangerà sommessa,
travolta da una colpa mai commessa.

Luce di un’amante che contempla
in silenzio la fronte dell’amata,
calda dell’amore consumato appena,
e si perde con la mente nei suoi occhi
chiusi dal sigillo del piacere.

Luce forse di una madre che si sofferma
al bordo del lettino a intonare una nenia
antica come il tempo alla sua bimba.
Ma forse questo non è che un sogno
evocato nella mente di me bambina.

Lume d’una finestra, una sola,
nel desolato urbano nulla
che con il giungere dell’alba
languidamente, piano piano
si spegne — flebile fiammella.

Marianna Piani
Friburgo, 27 Dicembre 2014


Un quadretto urbano, un ambito d’ispirazione a me consueto, scritto in un tono che potrei definire di “realismo lirico”, in una forma invece per me un po’ inconsueta, che molto vagamente si potrebbe dire una ballata. L’origine ispirativa è contenuta nell’ultima stanza, quella luce flebile colta nel cuore della notte, un’unica finestra illuminata tra centinaia spente in attesa dell’alba.

(I republish here from my Blog, but it’s never just copy & paste: writing is always a changing and evolving process. If you wish to know more about me as a woman and amateur writer, I’ll be glad if you visit it.)