Rappresa Chiazza


Un letterato perspicace — forse il Testa,
o il Raboni, ora non ricordo — scrisse
che un poeta, purché sia grande,
può aspirare a due testi capitali,
o tre, degni di restare nella storia
nelle biblioteche e nella memoria.

Tutto il resto è ricerca e smarrimento,
e dolore e sofferenza e gioia
e conoscenza e lettura e stupore.
Questo vale senza eccezione, salvi
solo i sommi, ma di questi ve n’è uno
o due per ogni quarto di millennio.

Poi v’è la vasta gora degli onesti,
dei dotati, dei geniali, e giù giù
per i gironi, gli studiati, i letterati,
le poetesse delle rose e delle spine…
E nel fondo, in fondo, le plaghe dei fasulli,
degli ambiziosi, e infine gli intellettuali.

Nulla rimarrà di questo magma,
state certi, risucchiato nella terra
senza lasciare traccia d’una bava.
Intanto, altrove, in qualche celata stanza,
qualcuno affonda la lama della parola
fino all’elsa nelle proprie piaghe aperte.

Il sangue che ne sgorga | sarà un giorno forse
una rappresa chiazza | di autentica Poesia.

Marianna Piani
Nebbiuno, 12 Agosto 2015


“E come di dovere, come finito un compito spiacevole ma necessario, chiudo in salmo con due doppi settenari…”

(I republish here from my Blog, but it’s never just copy & paste: writing is always a changing and evolving process. Here the original version of this text. If you wish to know more about me as a woman and amateur writer, I’ll be glad if you visit it.)