Sulla sicurezza (nel Portogruarese)

Come fare se la spesa pubblica non viene sbloccata?

Bisogna saper sfruttare le opportunità date dai fondi europei per le Smart City.

Per Smart City si intendono città concepite come “intelligenti e moderne”, che possono essere finanziate dall’Ue con 3 mld di euro.

E questo è il dato di fatto. Ma come si raggiungono i finanziamenti? Non solo con la programmazione in sé, per cui ci si avvale di tecnici specializzati, bensì con un’amministrazione capace prima di tutto di fare programmazione: ci vogliono progetti e idee oggi per reperire risorse, ci vuole collegamento e capacità contrattuale per ottenere di più sia dal Governo di Roma che da quello europeo.

Il collegamento con altri livelli istituzionali è importante.

Prima di tutto con quello nazionale, perché molte delle questioni che ruotano attorno a questi temi sono di esclusiva competenza dello Stato.

Per ridurre la criminalità e far in modo che i cittadini possano, e debbano, sentirsi sicuri a casa loro serve molto di più. Serve la certezza della pena, serve la collaborazione tra forze di polizia.

Indubbiamente lo Stato deve fare la sua parte.

Il Governo Renzi sta iniziando a dare dei segnali in tema di sicurezza, con uno stanziamento a favore delle forze dell’ordine nel biennio 2014 e 2015 di oltre 700 milioni di euro e più militari nelle nostre strade con una nuova operazione strade sicure, oltre all’introduzione del raddoppio delle pene per i furti in casa.

Allo stesso tempo le proposte di riordino dei corpi di polizia non possono e non devono provocare una riduzione nei servizi esistenti.


Piazza della Repubblica, Portogruaro

Facciamo l’esempio del Portogruarese: togliere la Polfer o riorganizzare la polizia stradale in un territorio vasto come il nostro e con un turismo che porta nel litorale milioni di presenze all’anno non garantisce alcuna sicurezza.

Contro questi paventati provvedimenti mi sono battuto da Sindaco e credo che la Regione Veneto debba intervenire con maggiore decisione, inquadrando il contesto geografico e di rischio esistente.

Ma anche queste misure non bastano, le politiche di sicurezza negli Stati devono trovare un maggior coordinamento di intelligence e di servizi.

L’Europa deve fare davvero di più e non solo in termini di accoglienza dei profughi ed immigrati, ma anche nel campo del controllo e della prevenzione.

Sulla questione profughi ed immigrati poi, condivido la posizione del sindaco di Vicenza Achille Variati e della candidata Moretti.

Non è possibile scaricare così i profughi sui Comuni senza nessuna comunicazione, confronto e accordo.

Questo sistema va profondamente rivisto. È una questione di rispetto: verso i Sindaci e verso chi arriva in Italia per motivi umanitari e ha davvero bisogno di aiuto.

Servono regole chiare (da applicare con rigore). Serve distinguere tra profughi, che possiamo e dobbiamo accogliere, e i clandestini illegali.

Questa distinzione va però fatta al loro arrivo, non dopo che sono già stati distribuiti nelle strutture di accoglienza in tutta Italia.

Perché così si ottiene il solo risultato di mettere in difficoltà i Sindaci, che si ritrovano poi a dover gestire queste situazioni. Per rispondere alle quali serve invece un sistema efficiente ed efficace — che non aggiunga emergenza all’emergenza, come invece avviene oggi.

I cittadini ci chiedono di agire concretamente.

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