I robot lavorano al buio

L’automazione del lavoro ha alcuni risvolti interessanti che aiutano a capire quale sarà il futuro del design e dell’innovazione.

Luca Mascaro
Mar 4 · 2 min read

Qualche settimana fa stavo parlando con un amico e un collega di Bip che mi raccontava di una sua visita a una delle cosiddette dark factories, ossia di una di quelle fabbriche che impiegano solo robot e nessun lavoratore umano. Mi raccontava che la cosa più sorprendente era proprio la mancanza di finestre o fonti di luce. I robot lavorano al buio, non hanno bisogno di luce per vedere e svolgere il proprio compito.

Questo mi ha suscitato una serie di riflessioni sul valore dell’automazione e del design come disciplina in grado di interpretarla prima e di guidarla poi, così da aumentare il valore per gli esseri umani.

Una fabbrica senza persone — popolata solo da Robot e da qualche supervisore umano che vive ben lontano dalle linee di produzione — non è una cosa buona o cattiva in sè e non è nemmeno detto che sia il futuro della manifattura. Di certo ci sono delle opinioni controverse.

Toyota aveva automatizzato quasi tutte le linee, ma sta lentamente invertendo la rotta tanto che la linea di produzione più avanzata impiega solo lavoro umano e le macchine vengono assemblate tutte rigorosamente a mano, pezzo per pezzo. Il motivo di questa scelta à culturale ed è ben spiegato dalle parole del Vice Presidente della compagnia

“Una fabbrica di questo tipo [totalmente automatizzata] rimarrebbe sempre bloccata allo stesso stadio di sviluppo. I robot non possono migliorare i processi. Solo le persone possono farlo, ed è per questo che sono sempre al centro della nostra attenzione.”

— Mitsuru Kawai, Head Of Manufacturing And Executive Vice President.

Questa dichiarazione fa il paio con il tweet di Elon Musk che commentava i ritardi nella produzione della Tesla Model 3:

La mia opinione è in linea con (❤️): l’automatizzazione è una grande cosa, potentissima, e permette di ridurre costi, sprechi e difetti e, allo stesso tempo, di aumentare la velocità di produzione. Ma non è in grado di sostituire il valore aggiunto dato dall’essere umano, l’unico — al momento — in grado di innovare, aggiungere, trasformare e creare.

La manifattura, come la maggior parte del mondo del lavoro anche in altre industries, automatizzerà tutti i lavori ripetitivi e di scarso valore aggiunto e invece preserverà e anzi enfatizzerà il valore specifico degli esseri umani.

Il design, dal canto suo, ha un ruolo delicato: quello di interprete di questa condizione. Bisogna comprenderne le implicazioni e poi mettere in campo strumenti idonei a progettare prodotti, servizi e soprattutto processi in grado di valorizzare le potenzialità dell’automazione e mantenere l’uomo nel pieno controllo non solo dei processi ad alto valore aggiunto, ma anche della possibilità di scegliere, e quindi di generare innovazione.

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CEO & Head of Design @sketchin. Passionate of japanese culture in my spare time.

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