SLAM: Editoria, spettacolo, coworking. E viceversa.

A Settembre 2016 improvvisamente non sapevo più che fare. Mi sembrava di girare a vuoto, di non sapere dove andare, di fare sempre le stesse cose. Non che come anno sia stato per me tranquillo, il 2016, ma mi sembrava di dover fare un passo avanti.

Mi sono messo a riflettere, come ogni buon “wannabe enterpreneur” che si rispetti, e ho pensato a due cose:

  1. Cosa so fare e cosa mi piace fare nella vita;
  2. Cosa potrebbe essere utile agli altri che ancora non c’è.

La risposta alla prima domanda è stata: So scrivere e leggere delle robe in pubblico, quindi so stare sul palco, e da 10 anni lavoro nel mondo dei libri. Quindi mi occupo di spettacolo e mi occupo di editoria.
In più mi piace quella che viene chiamata sharing economy, ovvero la condivisione di materiali, spazi, attrezzature, insomma, il superamento del concetto di “proprietà”. Dico spesso che per me, ad esempio, il concetto di “automobile di proprietà” ha vita breve, e che in futuro nessuno userà più la propria macchina per spostarsi ma la macchina che troverà più vicino. In particolare mi affascina il concetto del coworking, ovvero il lavorare assieme in uno spazio condiviso mettendo a fattore comune le proprie competenze, il proprio sapere e, in fondo, se stessi. Il coworking per me è uno spazio con tutti i vantaggi dell’ufficio, senza gli svantaggi dell’ufficio. Parli con altre persone, ma non parli solo di lavoro. Hai uno spazio in cui lavorare, ma non ci sei legato definitivamente e non hai obblighi di timbratura. Una strategia win/win, direbbero quelli bravi.

Passando al secondo punto, ovvero cosa potrebbe esserci di nuovo, diciamo che le tre cose si sono unite naturalmente: uno spazio di coworking, però dedicato all’editoria e allo spettacolo. Nei film americani direbbero: “BINGO!”.

Spazi di coworking ne esistono parecchi, soprattutto a Milano. 54 di loro sono certificati dal Comune, e ce ne sono molti altri per così dire “anarchici”, come ad esempio quello in cui sto lavorando attualmente, ovvero Guerrilla39. Un nome che è tutto un programma.
Perché allora la necessità di un nuovo spazio? Semplice: nessuno di questi coworking è dedicato espressamente all’editoria, nessuno di questi coworking è dedicato espressamente allo spettacolo. Quasi tutti sono incubatori di start-up, fucine di creativi, covi di designer, ma se uno deve correggere le bozze, scrivere il suo nuovo libro o il suo nuovo spettacolo, non c’è nulla di tutto questo.

Da qui nasce, semplicemente, l’idea di SLAM. Uno spazio in cui scrittori, attori, redattori, uffici stampa, grafici, piccole case editrici, studi editoriali, registi, insomma, tutte quelle professioni che ruotano attorno al mondo dell’editoria e dello spettacolo possano lavorare assieme sapendo di trovare esattamente quello di cui hanno bisogno.

Oltre a essere un coworking, sarà anche uno spazio di formazione, di riunione, e punta a essere un punto di riferimento per questi due mondi. Ma ne parleremo a tempo debito.

Ti interessa parlarne? Potrebbe essere lo spazio adatto a te? Benissimo, allora scrivimi a ciccio@slam.srl per parlarne oppure iscriviti alla newsletter e riceverai tutte le informazioni necessarie!

[AGGIORNAMENTO] SLAM adesso esiste! Siamo in via Ariberto 21, fermata Sant’Ambrogio o Sant’Agostino della metro. Trovi tutte le informazioni sul sito www.slam.srl