Dimmi che status hai e ti dirò chi sei!

E se esistesse una relazione tra segno zodiacale e comportamento mediatico?

“La donna Gemelli ha un carattere assolutamente comunicativo che la rende simpatica, divertente e brillante”1.
Oh, mais c’est moi! (L’autoironia è importante, ragazzi…)

No, è che spesso in collegio le mie compagne parlano di segni zodiacali (e di Uomini e donne, ma questa è un’altra storia…), così ho da poco scoperto che esiste l’Astrologia umanistica, nata da “un’elaborazione di Dane Rudhyar (alias Daniel Chennevière) che, sin dagli anni ‘30, pensò di ristrutturare le basi dell’astrologia tradizionale, cercando i principi per integrarla con la filosofia orientale, la fisica quantistica e la psicologia del profondo, nella ricerca di un nesso tra l’universo psicologico individuale e la dimensione cosmica”2.

Così, come la donna Gemelli, anche l’uomo Toro, l’Ariete o la Vergine hanno i loro profili psicologici, distinti per genere sessuale.

E se esistesse una relazione tra il segno zodiacale del soggetto e il suo comportamento mediatico? Si potrebbe parlare, allora, di una sorta di “Astrologia umanistica mediatica”?

Perché non partire da Facebook?

Quindi mi sono chiesta: esiste una relazione tra il profilo psicologico relativo a ciascun segno zodiacale, sia maschile che femminile, e la propensione a rendere visibile o meno il proprio status affettivo (relationship visibility)? A una maggiore propensione, corrisponderebbe un indice maggiore di relationship disclosure?

Con il termine “relationship visibility” riprendo il concetto esplicato nel saggio “Do we look happy? Perceptions of romantic relationship quality on Facebook”, restringendo il campo allo status relazione e non alle foto profilo. Stessa fonte per quello di “relationship disclosure”.

Il punto di domanda da cui sono partita mi porta a formulare l’ipotesi che a profili psicologici meno estroversi, quindi più timidi, dovrebbero corrispondere più bassi livelli di relationship visibility e disclosure, e al contrario, a soggetti i cui profili classificherebbero come più estroversi o possessivi dovrebbero corrispondere livelli di relationship visibility e relationship disclosure più alti.

Per validare l’ipotesi si potrebbe progettare una ricerca che prenda in esame l’attività di 20 partecipanti per segno zodiacale, impegnati in una relazione, divisi tra 10 maschi e 10 femmine, di età compresa fra i 18 e i 30 anni, disposti a mettersi in gioco.

I profili psicologici di ogni segno dovrebbero essere definiti da un team di esperti astrologi.

Il segno zodiacale, come sappiamo, si può facilmente evincere dalla data di nascita. Constatando la visibilità o meno dello stato relazionale (impegnato, impegnato con.., fidanzato ufficialmente), si può calcolare la media della relationship visibility per segno.

Strutturando una tabella, si potrebbe ottenere una classifica, che distingua le posizioni di “high visibility”, dalla prima alla quarta posizione, una “medium visibility”, dalla quinta all’ottava, e una “low visibility” dalla nona alla dodicesima.

Confrontando i profili psicologici delineati con la classifica ottenuta si potrebbe riscontrare una prima validazione dell’ipotesi.

Stessa impostazione per la relationship disclosure.

Per analizzare l’intensità della relationship disclosure, relativa a ciascun soggetto, si potrebbe ricorrere alla misurazione della frequenza di pubblicazione di contenuti (post, foto) relativi allo status affettivo, calcolata in base alla relazione contenuti/T, dove “T” indica la somma dei giorni di monitoraggio presi in considerazione.

Ottenuti i dati relativi alla frequenza, si potrebbe calcolare la media della relationship disclosure relativa a ciascun segno zodiacale. I segni potranno essere successivamente classificanti, secondo gli stessi criteri utilizzati per la relationship visibility, nelle categorie di “high disclosure”, “medium disclosure” e “low disclosure”.

Il confronto tra le due tabelle potrebbe confermare ulteriolmente l’ipotesi iniziale.

Limiti:

- i partecipanti, sapendosi monitorati, potrebbero essere influenzati nell’attività di creazione e gestione dei contenuti;

- l’astrologia non è una scienza esatta…ma chi, almeno una volta nella vita, non ha letto l’oroscopo di Paolo Fox?

1 http://www.astrologiainlinea.it/Segni/profilo_donna_segno_zodiacale.asp

2 http://www.astralis.it/a_umanistica.htm