Ferragni e Gnambox vs Biasi e Giallo Zafferano

Simpatia, antipatia. Tanti like, pochi like. Trenta secondi, qualche parola, forse una condivisione e alcune volte addirittura quel sentimento tra la nostalgia, la felicità e l’iperattività che si prova davanti ad alcuni scatti oppure un secondo, rapido movimento di pollice, oblio.

Chiara Ferragni e Chiara Biasi, Gnambox e Giallo Zafferano: due profili Instagram e due blog di cucina. Non sono quelli che possono essere definiti brand classici, ma la loro forte presenza sulla rete, e in alcuni casi anche sul mercato, porta a considerarli tali.

Chiara Ferragni vs Chiara Biasi

Due fashion blogger, origini simili, gusti molto diversi, seguo entrambe su Instagram da tempo ma prestando attenzione ai miei atteggiamenti e sentimenti mi sono resa conto che Chiara Ferragni e la sua crew sono riusciti e riescono quotidianamente a farsi seguire in modo costante, attivo e interessato, conseguenza dell’aver fiducia, mentre la rivale Biasi non è in grado di creare lo stesso effetto su di me.

Le motivazioni le ho trovate mettendo a confronto i due profili: qualità delle foto e dei video, serietà, brand con cui collaborano e atteggiamenti dietro l’obbiettivo mi portano ad andare oltre il profilo Instagram della Ferragni, visitare il suo blog, leggere interviste, cercare video e informazioni su di lei e il suo marchio di scarpe e in alcuni casi condividerle sulla mia pagina Facebook.

Questo non succede con i contenuti condivisi dalla Biasi, su cui mi soffermo non più di 2 secondi, eccetto i casi in cui leggo commenti divertenti e negativi.

Gnambox vs Giallo Zafferano

Anche in questo caso ho deciso di mettere a confronto una pagina di cui mi fido ad una che ha perso la mia fiducia, e che da qualche tempo non visito più. Un blog di cucina dal design molto curato e un insieme di blog di cucina. Non seguo abitualmente nessun sito di ricette, ma li utilizzo per fare ricerche nel momento del bisogno, o vengo ispirata nel caso le rispettive pagine Facebook pubblichino post e foto interessanti. Entrambi i blog in questione, fino a circa un anno fa avevano ottenuto la mia fiducia. Non vedevo grande differenza tra cercare una ricetta su Gnambox o su Giallo Zafferano, se non nella scelta delle immagini e nell’aggiunta di un contesto oltre la ricetta nei post del primo blog.

Ho smesso di cercare ricette su Giallo Zafferano da quando gli inserimenti pubblicitari sono comparsi ovunque, spuntano in ogni angolo dello schermo e arrivano a farmi fare fino a quattro passaggi prima di raggiungere quello che effettivamente desidero sapere. Inoltre non vedo una grande cura nel portale, le ricette non sono aggiornate e sono poco “vere”. Preferisco leggere storie reali, parti di vita e racconti di una giornata passata ai fornelli. È così che mi sembra di vivere meglio l’esperienza, di prendervi parte da casa, attraverso le immagini e le parole. Ed è solo così che mi affeziono ad un “brand” a cui non posso stringere la mano.

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