La mia nuova borsa usata. Da Chiara. Ferragni, naturalmente.

Senza fiducia è impossibile costruire un rapporto stabile, vantaggioso e di duraturo nel tempo. Questo vale nelle relazioni umane di ogni tipo e in ogni luogo, dalla famiglia, alla vita di coppia, al web ovviamente. Ritengo che la fiducia sia intrinsecamente legata al concetto di disclosure, a quanto un soggetto sia disposto ad esporsi, alla modalità con cui lo fa e al tipo di informazioni che utilizza per comunicarsi. Ciò accade ad ogni livello, da quello personale alla realtà delle aziende che vivono sempre più sul web, alla vita delle pagine dei quotidiani su Twitter. ad esempio. Tanto per il concetto di fiducia come TRUST, quanto CREDIBILITY.

Legato al concetto di fiducia, di “trust” in particolare, vi è la dimensione operativa: agire, operare appunto, ha conseguenze e su queste, positive o negative, si costruisce una storia della relazione con l’altro. Con il progredire di questa relazione si pongono le basi della reputazione, costruita attraverso le diverse opinioni che gli altri hanno di me, e in base a questa stessa reputazione deciderò se dare fiducia o meno al mio “altro”. Informazione e agire. Due elementi costitutivi del concetto di trust, importanti entrambi nel mondo del web.

Ma per migliorare la propria reputazione, aumentare la fiducia che gli altri utenti ripongono in noi, sono sempre più numerose e varie le operazioni che gli utenti e in particolare le aziende, mettono in pratica. Basandosi poi su relazioni, punto chiave sono i social.

Ecco di seguito alcuni esempi.

Nike è un marchio conosciuto in tutto il mondo. Ha un gran numero di clienti, il target è vario. Ha incontrato ostacoli nel corso degli anni, soprattutto dopo che era venuto alla luce il fatto che nelle proprie fabbriche, la manodopera usata fosse costituta da donne e bambini e sfruttata; o al prezzo alto dei prodotti. Inoltre Nike deve lottare parecchio per conquistare la fiducia dei clienti, vista la grande concorrenza in tutto il settore di altri grandi brand. Il piano di marketing e fidelizzazione è sicuramente esteso e complesso, ma, per esperienza personale, Nike ha sempre saputo mantenere la mia fiducia non solo per la qualità dei prodotti, ma anche per la capacità di coinvolgere gli utenti. In particolare ha creato una serie di applicazioni gratuite per smartphone (Nike training club, Nike training, Nike football sono le principali), che ti seguono negli allenamenti in modo efficiente e gratuito, con il supporto e la figura di allenatori celebri e specializzati, che già per la loro reputazione, aumentano il grado di fiducia. Nike offre gli strumenti per sfruttare i propri prodotti. La grafica delle applicazioni è ben sviluppata, le attività sono spiegate nei dettagli e con relativi video e c’è la possibilità di svolgere attività personalizzate in base al proprio obiettivo. O ancora creano coinvolgimento le iniziative sportive organizzate da Nike, gli allenamenti fuori dagli stores. Personalizzare è anche una delle possibilità che ti offre il sito di e-shopping. Creare il tuo prodotto, su misura., in base ai propri gusti. Questo lascia la possibilità di un dialogo o comunque assume l’aspetto di una relazione diretta. Nike si è guadagnata la fiducia dei clienti, creando una community, della quale chi acquista si sente parte e in cui pone la propria fiducia.

The blonde salad è ormai diventato una sorta di brand vero e proprio. Non ha un marchio forse, ma di certo un’icona conosciuta da tutti i frequentatori dei social. Il fenomeno delle fashion blogger è ormai riconosciuto dalla società che vi si ispira, critica, osserva, apprezza, ma ad ogni caso ne fa parlare. Genera il cosiddetto buzz, e in questo modo fa guadagnare (e di certo non poco). Ma se grazie al proprio gusto, Chiara Ferragni e il suo staff hanno catturato l’attenzione dei più importanti marchi del mondo della moda, e non solo, e se ne sono guadagnati la fiducia, così si sono costruiti una salda reputazione. E hanno visto aumentare vertiginosamente le “K” del numero di seguaci sui vari social. La reputazione ha, inoltre, avuto un altro risvolto, volendo, più materiale. Il suo profilo su Depop, l’applicazione che permette di fare acquisti on-line di prodotti usati e rivenduti, dal proprietario stesso, al prezzo ritenuto più consono; è uno di quelli con maggiori seguaci e clienti. Non solo. Anche la velocità a cui riesce a vendere gli oggetti è incredibile, generando vere e proprie aste web. Certamente un po’ il fatto di indossare la borsa o le scarpe “della Ferragni”, unito al vedere il capo ben presentato nelle foto che hanno catturato gli occhi di tutti su Instagram, fanno sorvolare molti sul fatto che la maggior parte degli oggetti sono regali dei vari brand, da cui la fashion blogger è ricoperta ogni giorno. Ma resta il fatto che The blonde salad si sia guadagnata fiducia e un’incredibile reputazione ottenendone grandi vantaggi, in primis economici. Che Depop nelle transazioni sia valido e sicuro è accreditato ormai (l’aggiunta del tasto compra che collega il tuo account PayPal all’applicazione, rende l’operazione estremamente comoda e veloce) anche, e soprattutto, dall’incredibile numero di utenti che lo usa, ma ad ogni modo prima di acquistare da sconosciuti sono molte le informazioni scambiate. Insomma, prima di vendere un oggetto ci vuole un iter ed un certo intervallo di tempo che consenta di ricavare tutte le sicurezze necessarie. Ma The blonde salad ha scalato la classifica anche qui.

Hawkers and Co., è il nuovo marchio di occhiali del momento. Lenti polarizzate, montatura leggera. Colori delle lenti che di certo non passano inosservati. Forma classica, ispirata al modello dei Ray Ban Wayfarer, versatile. Vista sui testimonial di certo fa un’ottima figura. Oltretutto tutti personaggi noti alla comunità social dei vari Paesi. Tra gli altri, per l’Italia, Melissa Satta. E il prezzo? Sicuramente più basso di quanto ti aspetteresti e di qualsiasi altro occhiale da sole provato in un negozio. Il paio base parte dalla modica cifra di 20 euro. Più spese di spedizione. Ma non è finita. Hawkers ha invaso i social e il sito di sconti ed offerte (prendi uno, pagi due, 50% di sconto entro le prossime 12 ore, ecc…) in modo da rendere ancora più basso il prezzo al momento del checkout. Già perché prima osservi sul monitor del tuo computer il prezzo completo che, inserito il codice che non puoi non aver trovato in qualche modo sul web, si abbassa ulteriormente; e non so se esista un’azione più valida per la fidelizzazione, rispetto a diminuire il costo del prodotto desiderato, rendendolo ancora più gradito al proprio cliente. In questo modo si rende anche più competitivo di Amazon per i propri prodotti, avendo prezzi più bassi al momento delle offerte, che si susseguono con estrema rapidità, quasi giornaliera. Il tutto avviene sulle pagine di un sito incredibilmente semplice da usare ed immediato, che presenta in prima pagina già la collezione completa ed una pagina del checkout con tutte le informazioni necessarie, incluso il corriere certificato, e la possibilità di tracciare la spedizione attraverso mail tempestive per ogni tappa.

Altro esempio di valida costruzione di trust è Summermode, nome che si riferisce ad un progetto portato avanti da una ragazza di Cagliari che ha iniziato a vendere bracciali ed orecchini pochi anni fa, arrivando poi a creare un vero business. La miscela di elementi che ne hanno decretato la fortuna è varia. Prima di tutto la capacità, riconosciutale, di incontrare i gusti del popolo femminile del web con oggetti semplici, portafortuna e a giusto prezzo. Secondo, la capacità di farsi conoscere sui social. Summermode non ha un sito internet, utilizza solo la posta di Facebook ed Instagram, posta le foto dei gioielli debitamente abbinati ad arte. Terzo, la fortuna di essere piaciuta ai profili con più seguaci e likes, tra cui le ormai conosciute Biasi e Ferragni, che nei propri post hanno aggiunto i debiti tag di rimando al profilo ufficiale Summermode. L’elemento più interessante però è la dimensione emotiva. Summermode è, infatti, un progetto che sostiene il gruppo “Abbracciamo Un Sogno” gruppo oncologico, dell’ospedale Businco di Cagliari. Un progetto che vuole sostenere la ricerca per la lotta contro il cancro, che trova la propria colonna portante in uno fine umanitario e sentito da tutta la società e che quindi, per sua stessa natura ed esposizione, non può che generare fiducia.

Si tratta di quattro esempi differenti, ma che, in questo modo, mettono in luce quale sia la varietà delle operazioni effettuate dai soggetti e dei processi sociali che vanno a identificare l’idea di fiducia così come prende forma oggi nel mondo digitale quotidiano.