El señorito loco

Mario Bocchio
Jul 28, 2017 · 5 min read

di Mario Bocchio

Luigi Mazzantini, alias José Luis Mazzantini y Eguia.

I suoi biografi sono discordi sul luogo della sua nascita, infatti alcuni lo vogliono far nascere a Pistoia e poi battezzato a Elgoibar (Gipuzkoa) il 10 ottobre 1856, mentre altri lo fanno nascere nella cittadina basca.

Il padre Giuseppe con la madre Bonifacia de Eguia vivevano nella località cantabra di Matamoros.

Negli anni seguenti la famiglia cambiò diverse residenze recandosi anche in diverse città italiane tanto che i suoi fratelli: Tomas e Angela nacquero a Llodio, Amelia a Bilbao e Concepción a Madrid.

Per motivi di lavoro del padre furono anche a Marsiglia, Livorno, Civitavecchia, Napoli, Foligno, Velletri, Frascati e Roma. Nel 1870 ritorna in Spagna al seguito di Amedeo di Savoia, come segretario particolare di un personaggio della sua corte.

Nel 1875 si laureò in lettere permettendogli così di poter adoperare il titolo di Don.

Lavorò come telegrafista presso le Ferrovie del Mediodia, nel 1878 era capostazione di Malpartida e nel gennaio del 1880 lavorava alla Compañia de Ciudad Real a Badajoz come capostazione in Santa Olalla.

Era un uomo molto ambizioso ed intelligente e con grande necessità di soldi perché doveva mantenere i suoi fratelli e la moglie, lo stipendio del suo impiego non era poi così sufficiente per le sue necessità. E quindi Mazzantini pensò di mettere in pratica una famosa frase che gli venne attribuita tanto da farlo definire un filosofo nei circoli taurini: “en este pais de los prosaicos garbanzos no se puede ser mas que dos cosas: o tenor del Teatro Real o matador de toros” e quindi lui scelse quest’ultimo.

Mazzantini però decise di dare un’altra e più importante impronta al torear e quindi anche ai toreri.

Infatti fino ad allora il mestiere di torero non considerato come tale ma più come una passione.

Si consacrò quindi come matador a Siviglia il 13 aprile 1884, ma la conferma ufficiale arrivò a Madrid il 29 maggio dello stesso anno.

Nel 1885 andò a Cuba ed in Messico. Nel 1887 trionfò nella Corrida di Beneficenza. Dal 1889, per un paio d’anni, fu sempre considerato il primo torero di Madrid.

Fu un grande matador grazie alla sua abilità e prestanza fisica (era alto e ben messo): eccelse sia con la muleta che con le banderillas.

Uccise più di 2.700 tori, e arrivò a guadagnare, nel 1890, 6.000 pesetas a corrida.

Grazie a lui si deve l’imposizione del sorteggio dei tori, che lui pretese nei suoi contratti, dal 1897.

Molto legato a El Puerto de Santa Maria (Cadice), fu promotore turistico del luogo, dove passava gli inverni nel “Recreo de Mazzantini”, una estesa tenuta che ancora esiste.

Si dice che fosse innamorato di una piccola gitana, dalla quale ebbe un figlio naturale.

Diventerà il matador più abile, ricco e famoso dei suoi tempi.

La sua biografia è densa di viaggi e di episodi che lo incoronano come una vera “star” non solo in Spagna, ma anche nel Sud America.

La sua stoccata è fulminea, micidiale, spettacolare e non c’è toro che si salvi. La gente corre da dovunque per vederlo e paga fior di quattrini per un primo posto “a las ombra in barrera”.

Forte della sua celebrità, Luigi Mazzantini trasforma il mestiere malpagato del torero in una vera professione, così come è oggi. La sua ritirata fu molto dolorosa, dopo la morte di sua moglie Mazzantini lasciò le sue corride e promise davanti al corpo che mai si “vestiria de luces”.

“Se cortó la coleta y la anudó a la muñeca de Concepción” già morta.

Nel 1905, quasi cinquantenne, rimasto vedovo, tiene le sue ultime corride in giro per il mondo e infine si dedica alla politica.

Fu nominato consigliere comunale di Madrid nel 1906, e successivamente governatore di Guadalajara y Avila. Muore a Madrid nel 1926 serenamente, lasciando ai posteri una moderna concezione della corrida.

La sua cultura e la sua ambizione gli facevano frequentare il Teatro Real ed i nobili dell’epoca e non i suoi compagni di professione più avvezzi alle taverne e al tablaos flamencos.

Era conosciuto a Madrid come “el señorito loco” non solo per le sue tendenze culturali ma anche per lanciare nuove mode come i bastoni da passeggio e i “sombreros y levitas con nombre Mazzantini”.

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Alle cinque della tarde

    Mario Bocchio

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    Giornalista professionista, amo il calcio, soprattutto quello dei mitici anni Ottanta. Non disdegno la politica, anche per averla praticata attivamente

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