Etherbloom

una short novel a episodi, da un futuro prossimo in cui il web3 è più di una realtà quotidiana.

Claudia Sinigaglia
SpaghettETH

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© Claudia Sinigaglia

EPISODIO 1.

Alice si era creata un avatar dall’aspetto futuristico, con delle sembianze umanoidi ma visibili tratti alieni. Aveva grandi occhi scuri con pupille verticali e una serie di gadget hi-tech che le permettevano di muoversi liberamente nel mondo virtuale.

Stava passeggiando tra le vie dell’high street market nel metaverso quando l’ambiente intorno a lei cominciò a tremare e a ondeggiare. Alice si guardò intorno, cercando di capire cosa stesse accadendo, ma tutto sembrava normale.

Poi, all’improvviso, il suolo sotto i suoi piedi cedette e lei precipitò in un buco nero. Quando riaprì gli occhi, si ritrovò in un mondo completamente diverso. Era un luogo oscuro e misterioso, dove tutto sembrava possibile. Si guardò intorno, cercando di capire dove si trovasse. Non riconosceva nulla di quel posto, eppure aveva la strana sensazione di esserci già stata in passato.

Si avvicinò a una parete e vi appoggiò la mano per capire di che cosa fosse fatta. Era fredda e liscia. Tutto sembrava composto di un materiale sconosciuto.

Cercando di individuare dove fosse la linea dell’orizzonte si accorse che non c’erano vie d’uscita, improvvisamente si svegliò e l’apparecchiatura terminò la registrazione.

Allora Alice selezionò il file dal registratore e lo salvò nel suo archivio elettronico.

Quando Alice si sentiva annoiata, era solita prendere una pausa da tutto per studiare nuovi modi di immaginare mondi possibili. Era stato così che in un tentativo di interrompere l’ovvio, aveva iniziato a creare degli NFT con i suoi sogni.

Usava un dispositivo che li memorizzava mentre li sognava. Un registratore notturno che catturava le immagini e i suoni dei sogni per salvarli in un file .exp4, insieme alle rilevazioni dei parametri vitali.

Aveva pensato che se fosse riuscita a registrare i suoi sogni in modo dettagliato, avrebbe potuto farne delle opere digitali o delle esperienze immersive per gli altri.

Dopo aver registrato il suo sogno, avrebbe caricato il file di registrazione su expBay: l’app dove tutti potevano condividere esperienze su NFT. Tramite l’applicazione, ogni sogno sarebbe diventato un oggetto digitale unico che poteva essere acquistato, venduto e scambiato come un oggetto reale.

Quel giorno Alice stava per fare l’upload di uno dei suoi sogni quando vide lampeggiare sullo schermo il messaggio di Sand: aveva avuto un’idea per un hyperburger tutto loro chiamato “RareFi.ed”, così si diedero subito appuntamento al parco tecnologico.

Sand aveva sempre delle idee lungimiranti e stravaganti, e Alice non vedeva l’ora di scoprire cosa avesse in mente. Prese un vestito colorato dall’armadio e uscì di casa per incontrarlo.

L’infrastruttura tecnologica del quartiere permetteva di condividere le informazioni relative ai palazzi e alla disponibilità di parcheggio; i sensori dei bus mostravano la disponibilità dei posti, i negozi comunicavano in tempo reale la disponibilità dei prodotti e si potevano avere informazioni sul numero di tavoli liberi di bar e ristoranti. Tutto era connesso e si potevano vedere in tempo reale anche le disponibilità degli hotel o i prezzi delle case.

Tutti i servizi, inclusi treni, metropolitane e parcheggi, venivano acquistati utilizzando Ether e potevano essere prenotati con l’aiuto di agenti autonomi intelligenti. Questi agenti erano dei software che riuscivano a prendere decisioni complesse, al posto delle persone, utilizzando algoritmi basati sull’intelligenza artificiale: potevano prenotare il treno, l’albergo o il parcheggio più conveniente agendo autonomamente per l’autenticazione, la negoziazione del prezzo e il pagamento dei servizi, in base a delle preferenze impostate.

Il sistema di identità digitale consentiva ad Alice di accedere ai servizi della città in modo sicuro e privato. Notò che l’applicazione di condivisione auto le stava segnalando un veicolo disponibile a pochi passi, così lo raggiunse, salì a bordo e si inoltrò tra gli edifici slanciati della città. Mentre l’interfaccia musicale sceglieva una canzone, i semafori interconnessi si adattavano in tempo reale alle condizioni del traffico.

I dati relativi ai percorsi potevano essere venduti alle società che li utilizzavano per addestrare veicoli autonomi. Questo, un po’ alla volta, avrebbe tolto lavoro a milioni di autisti. Tuttavia, le piattaforme consentivano ai conducenti di possedere i dati relativi ai loro percorsi di guida e questo permetteva loro di ottenere delle ricompense ogni volta che i loro dati venivano utilizzati.

Alice pensava che un giorno non lontano i singoli individui non avrebbero più avuto il potere dell’ingorgo, le auto avrebbero seguito gli standard del controllo satellitare e per arrivare in ritardo sarebbero servite delle scuse più articolate.

Quando Alice arrivò a destinazione, il veicolo venne riconosciuto e l’accesso al parcheggio automaticamente concesso. Erano le 4.55 di pomeriggio. Scese dall’auto e si diresse verso la grande sala del parco tecnologico dove incontrò Sand che era già lì.

Claudia Sinigaglia è un’artista multidisciplinare la cui pratica spazia dalla pittura ai media digitali. Ha partecipato a diversi programmi di residenza in Italia e all’estero, tra questi i più recenti a Tokyo, Shanghai e San Pietroburgo. Il suo lavoro è stato esposto in mostre personali e collettive a livello nazionale e internazionale.

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