

Leggere Dostojevski migliora le nostre abilità sociali
«La narrativa può cambiare come, non solo cosa, le persone pensano degli altri»
di Elena Brenna
(Articolo originariamente pubblicato su “Spunti di Mezzanotte”)
La Teoria della Mente è la capacità umana di «comprendere che le altre persone possiedono convinzioni e desideri e che questi potrebbero differire dalle nostre stesse credenze e dai nostri stessi desideri». Le relazioni sociali, che caratterizzano l’essere umano, sono complesse e perché queste si instaurino con successo, è essenziale possedere la capacità di capire gli stati mentali dell’altro.
La Teoria della Mente si distingue in affettiva, ovvero l’abilità di rilevare e capire le emozioni degli altri, e cognitiva, cioè la deduzione e rappresentazione delle convinzioni e delle intenzioni degli altri. Questa capacità, che può essere sviluppata e senza la quale non sarebbe possibile per noi vedere l’altro come individuo dotato di un proprio mondo interiore, è stata oggetto di uno studio pubblicato nel 2013, condotto da David Comer Kidd ed Emanuele Castano.
Lo studio ha avuto come obiettivo quello di mostrare che leggere narrativa letteraria migliora questa nostra capacità. E i risultati lo hanno dimostrato: a differenza della non narrativa, della narrativa popolare e della non-lettura, leggere romanzi letterari aumenta temporaneamente la Teoria della Mente, portando le persone a maggiori empatia, percezione sociale ed intelligenza emotiva.
Ecco cosa si legge nello studio:
[…] Leggere narrativa aumenta l’empatia auto-valutata. La narrativa sembra anche espandere la nostra conoscenza delle vite degli altri, aiutandoci a riconoscere le nostre somiglianze ad esse.
Lo studio è stato condotto su persone di età compresa tra i 18 e i 75 anni. Alcuni di loro hanno letto per qualche minuto estratti da romanzi letterari premiati, come Don DeLillo e Wendell Berry, mentre ad altri è stato chiesto di leggere parti di best seller come L’amore bugiardo — Gone girl di Gillian Flynn. In seguito, hanno partecipato a test diversi, come per esempio osservare 36 fotografie e rispondere a domande quali “Questa donna è interessata o irritata, provocante o ostile?”, “Lui è sospettoso o indeciso?” “Lei è inorridita o dubbiosa?”:
La narrativa può cambiare come, non solo cosa, le persone pensano degli altri. Abbiamo proposto che la narrativa tocca il processo della Teoria della Mente perché ci costringe a coinvolgerci nella lettura della mente e nella costruzione dei personaggi. Ma non tutti i tipi di narrativa realizzano questo. La nostra proposta è che sia la narrativa letteraria a forzare il lettore a coinvolgersi nel processo della Teoria della Mente.
Leggere romanzi letterari, dunque, ci incoraggia ad essere più sensibili alla complessità e alle variazioni delle emozioni e a dedurre i personaggi, proprio perché lascia molto all’immaginazione:
Sebbene i testi readerly — come la narrativa di genere più popolare — sono pensati per intrattenere i loro lettori, più che altro passivi, i testi writerly — o letterali — coinvolgono i loro lettori creativamente come scrittori. […] L’assenza di una singola prospettiva dell’autore sollecita il lettore ad instaurare un discorso vibrante con l’autore e i suoi personaggi.
[…]
Proprio come nella vita reale, i mondi della finzione letteraria sono pieni di individui complicati le cui vite interiori raramente sono facilmente distinte, ma giustificano l’esplorazione. […] Mentre molte delle nostre esperienze sociali ordinarie potrebbero essere scritte in un copione dalle convenzioni e caratterizzate dagli stereotipi, quelle presentate nella finzione letteraria spesso interrompono le nostre aspettative.
Nella narrativa popolare, è l’autore ad avere il controllo e al lettore non resta altro che un semplice ruolo passivo. Il testo è finalizzato soprattutto alla trama, piuttosto che alla complessità dei personaggi, spesso stereotipati, e alle loro emozioni. Nei romanzi letterari, invece, come i lavori di Dostojevski, ma anche di Donna Tartt per rimanere sui contemporanei, i personaggi non sono del tutto affidabili e ognuno di loro presenta il proprio punto di vista, la propria realtà, lasciando ampio spazio di giudizio al lettore. Egli deve vedere e comprendere le emozioni, valutare e partecipare attivamente, che è esattamente quello che ci viene richiesto nella vita reale.