Sfruttare il presente, ovvero il Carpe Diem è una cazzata.

Michele Ghedin
Oct 13, 2020 · 2 min read

La filosofia del carpe diem piace e affascina tutti. Metterla in atto però è un’altra faccenda. Un po’ più complicata. Anche perché spesso la traduciamo come “cogli l’attimo”, ma non è del tutto corretta questa traduzione.

Carpe diem quam minimum credula postero

In realtà la frase completa si può tradurre come “cogli il giorno presente, confidando il meno possibile nel futuro”. Quindi non è un invito a prendere ogni occasione al volo, anzi, è una esortazione a vivere al meglio quello che abbiamo. E per farlo non credo che sia necessario ogni volta prendere alla leggera ogni decisione. Le parole che di solito vengono omesse, quam minimum credula postero, suggeriscono quasi il contrario, in realtà. Non confidare nel domani. Non pensare che andrà tutto bene qualsiasi sia la decisione che tu prenderai. Pensa a quello che hai. Goditelo. Cerca di sfruttarlo meglio che puoi oggi stesso.

È curioso come ragionando su una frase possiamo trovarne anche dei significati un po’ più nascosti, un po’ più nostri e anche un po’ più veri. Forse non ha nemmeno importanza se questi sono giusti o sbagliati. Purché per noi significhino qualcosa. E carpe diem per me significa “occhio, pensaci bene, valuta quello che hai e non fare cazzate”.

Photo by Alex Plesovskich on Unsplash
Spunti di Vista

Spunti di Vista nasce da 2 righe estemporanee su Whatsapp. Prendiamo una parola al giorno da https://unaparolaalgiorno.it/, ci scriviamo un breve pensiero e vediamo cosa ne esce. That’s it. Noi siamo Riccardo e Michele.

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