Richard Avedon: Beyond The Beauty

di Alessia Ferraro

RICHARD AVEDON,
Audrey Hepburn and Art Buchwald, with Simone D’Aillencourt, Frederick Eberstadt, Barbara Mullen, and Dr. Reginald Kerman, evening dresses by Balmain, Dior, and Patou, Maxim’s, Paris, August 1959, 1959.
Gelatin silver print,
50.8 × 61 cm.
Ed. of 25.
© The Richard Avedon Foundation

Gli ampi spazi della Gagosian Gallery ospitano, fino all’11 Aprile, la retrospettiva del fotografo di moda americano Richard Avedon, Avedon: Beyond the Beauty.

Avedon inizia la sua carriera scattando foto identificative per la Marina Mercantile Americana, durante la Seconda Guerra Mondiale, per poi dedicarsi alla ripresa di volti famosi che divengono icone pubblicitarie e a reportage culturali e politici sulla povertà, la guerra, le questioni razziali.

Come fotografo di moda dalla metà degli anni Quaranta, ha immortalato con originalità e umorismo sia donne famose sia meno conosciute, celebrità e modelle come parenti ed amici, considerando il mezzo fotografico uno strumento in grado di evocare la personalità e raccontare la vita del soggetto e, inoltre, considerando le pose, gli atteggiamenti, i capi d’abbigliamento e gli accessori come caratteristiche rivelatrici di un’immagine. Ciò che ha reso famose le sue opere è la padronanza dell’ambiente e la complicità che l’artista mostra di avere con i suoi soggetti.

Nel 1945 lavora per “Harper’s Bazaar” per poi collaborare con la rivista rivale “Vogue”, dove rimane fino al 1988. Nel 1992 diviene primo fotografo ufficiale del “The New Yorker”. Il suo lavoro fa parte delle collezioni del MoMA, dello Smithsonian e del Metropolitan Museum of Art e viene esposto in numerose personali in tutto il mondo.

Avedon: Beyond Beauty sottolinea il modo con cui l’artista rappresenta le donne, dai ritratti intimi alle celebri fotografie di moda. Sensuali gli scatti di una delle più famose icone fashion dell’epoca, Twiggy, con i capelli mossi da un vento artificiale. Star in movimento provocate affinché apparissero curiose, come Audrey Hepburn; ribelli, esuberanti, sicure di sé, ma anche incredibilmente turbate e malinconiche, come Marilyn Monroe ritratta nel 1957, qualche anno prima della sua morte.

In mostra anche l’Early Paris Fashion Portfolio, undici immagini commissionate da “Harper’s Bazaar” tra il 1947 e il 1957, scattate “en plein air”, che immortalano la vita nelle strade parigine: incredibili figure appaiono sospese mentre saltellano su un ciottolato, come irreali sagome incollate su di uno sfondo; Marlene Dietrich al Ritz si accende fascinosamente una sigaretta indossando un turbante di Dior; Dorian Leigh si specchia nel camerino di Helena Rubenstein; Veruschka sulle punte sembra librarsi verso l’alto mentre un abito invernale di Bill Blass fluttua intorno a lei; Jean Shrimpton fa un salto con un vestito da sera di Pierre Cardin; Malgosia Bela e Gisele Bundchen si abbracciano avvolte in un provocatorio Dior couture.

Nell’ultima sala sono raccolte le 24 immagini a colori — macabre e noir — pubblicate dal “New Yorker” e intitolate In Memory of the Late Mr. And Mrs. Comfort, nelle quali la bellezza di una modella si confronta perversamente con uno scheletro in una dicotomia tra vita e morte. Sono scatti eccentrici, ironici, ambientati in un mondo surreale in cui i protagonisti svolgono attività quotidiane come quella di espletare, in simbiosi, i propri bisogni corporali poggiando i piedi su un pavimento tempestato da banconote.

Nelle fotografie di Avedon, design e coreografia si orchestrano magistralmente delineando la figura di un artista che ama osare ed essere irriverente, giocare con i soggetti, conoscerli nel profondo e catturare i loro sentimenti più reconditi creando un nuovo punto di riferimento per la storia dell’arte e della fotografia di moda futura.


Gagosian Gallery — Via Francesco Crispi 16

www.gagosian.com

27 febbraio > 11 aprile 2015

One clap, two clap, three clap, forty?

By clapping more or less, you can signal to us which stories really stand out.