SPATIEN

di Margherita Recupero

KATHARINA HINSBERG
Divis #1
2013, matita rossa su carta sagomata
30 x 30,2 cm

Katharina Hinsberg (Karlsruhe, 1967) ha recentemente inaugurato la stagione espositiva del nuovo spazio della Galleria Marie-Laure Fleisch in Via di Pallacorda, con la mostra intitolata Spatien. Composta di due nuclei di opere — una grande installazione site-specific (che dà anche il titolo alla mostra) e un gruppo di disegni su cartoncino — la mostra rappresenta un’importante occasione per conoscere il lavoro dell’artista tedesca esposto per la prima volta in Italia. Il titolo della mostra, Spatien, (un termine tedesco traducibile in italiano come “intervalli spaziali”) esprime l’idea di una costruzione artistica in grado di ridefinire l’ambiente attraverso “intermezzi di spazio” [1] occupati dai materiali allestiti dall’artista e, al tempo stesso, lasciati liberi per permettere il passaggio dei visitatori, in un’alternanza tra pieni e vuoti.

Spatien può essere considerato come un progetto in continua metamorfosi che viene rielaborato in modo sempre nuovo in relazione alla specificità del luogo. Fa, infatti, parte di un lavoro sulla riconfigurazione delle forme in rapporto allo spazio espositivo, iniziato nel 2010 in Germania (Würzburg 2010; Duisburg 2011) [2], con la volontà di instaurare un dialogo tra l’opera d’arte, il contesto in cui si colloca e lo spettatore che ne fa esperienza, cosicché ogni nuova elaborazione rappresenti un unicum irripetibile.

L’installazione si compone di strutture “spaziali” di strisce di carta velina color rosso-arancione che pendono dal soffitto e terminano sul pavimento in grovigli voluminosi, occupando interamente l’ambiente e formando una sorta di percorso che il visitatore è chiamato ad attraversare. Nell’attuale configurazione delle forme, a colpire maggiormente è il gioco di contrasto visivo che si realizza da una parte tra l’opera e l’architettura cinquecentesca della galleria e, dall’altra, tra la consistenza trasparente delle piccole strisce di velina nella parte superiore del soffitto e la densa voluminosità dei grovigli sul pavimento.

A completare la mostra è una serie di disegni su carta che presentano una riflessione sull’atto del disegnare [3] e sulla riduzione del linguaggio formale alla linea ed alla tonalità monocromatica.

Si tratta di disegni su supporto cartaceo che ripropongono l’idea della relazione tra pieni e vuoti con un chiaro riferimento all’installazione Spatien.

In alcuni casi sul foglio sono state tracciate delle linee a mano libera, successivamente ritagliate eliminando parti di cartoncino circostanti fino a formare dei pattern rettangolari di carta traforata. In altri casi il supporto di carta è stato trattato come luogo per dare forma a delle texture ottenute attraverso l’eliminazione di intere parti di cartoncino.

La mostra nel suo insieme propone alcuni lavori che riflettono sul processo di riduzione tonale e formale e sull’essenzialità del linguaggio artistico ridotto a una linea che si trasforma da elemento grafico sulla superficie bidimensionale del foglio in materiale tridimensionale che va a definire lo spazio attraverso l’alternanza di pieni e di vuoti.


[1] Dal Comunicato stampa della mostra.

[2] Ivi.

[3] Ivi.


Galleria Marie-Laure Fleisch — Via di Pallacorda 15, Roma

www.galleriamlf.com

20 gennaio > 21 marzo 2015