Il Sodium Laureth Sulfate: facciamo chiarezza

Sara Abbate
Feb 26, 2016 · 2 min read

Oggi ti voglio parlare di un ingrediente diffusissimo: se vai in bagno a prendere una boccetta di shampoo o di bagnoschiuma sono sicura che lo trovi ai primi posti dell’INCI. Parlo del Sodium Laureth Sulfate, meglio noto come SLES, un tensioattivo — cioè una sostanza lavante — molto economico e molto usato dall’industria cosmetica.

E’ un tensioattivo aggressivo per la pelle: le grandi aziende lo usano perché costa poco, è sgrassante e fa una bella schiuma bianca, così tu ti senti pulita e sei tutta contenta ma in realtà è come se ti fossi lavata con il sapone per i piatti.

Cosa fa? In pratica scioglie le particelle di sporco e di grasso in eccesso, permettendone la rimozione con l’acqua. E qui sta il problema: davvero ogni volta che ti fai la doccia sei tutta sporca di unto?! A meno che tu non faccia il meccanico mi sembra abbastanza improbabile. La tua pelle ha bisogno di mantenere il sottile strato lipidico che la protegge: se ogni volta che ti lavi glielo porti via lei sarà costretta a produrne ancora, e ancora, e ancora…..

Non vorrei entrare nel discorso della formulazione perché è un po’ complicato, perciò te la faccio breve: l’aggressività dello SLES può essere ammortizzata se viene affiancato da altri ingredienti, primi tra tutti i tensioattivi anfoteri, ad esempio la betaina. In pratica: se quando leggi l’INCI trovi il Sodium Laureth Sulfate tra i primissimi ingredienti, hai per le mani un prodotto molto aggressivo per la pelle. Se invece è preceduto da ingredienti come la Cocamidopropyl Betaine, allora il prodotto è stato pensato da chi ne capisce ed è un po’ meno forte.

Ricapitolando, lo SLES (da non confondere con il Sodium Lauryl Sulfate, che ha un nome molto simile e viene abbreviato in SLS, ma ne parliamo un’altra volta):

- Non è un ingrediente 100% green (deriva dall’acido laurico, ma viene modificato in laboratorio e ha una molecola chimica all’interno).
- Non va bene per le pelli secche: che sia bilanciato o meno da tensioattivi meno forti, non va bene soprattutto per chi soffre di dermatite.
- Non è adatto a lavaggi frequenti: chi ha la pelle normale o la cute grassa — è anche negli shampoo, ricordi? — dovrebbe evitare di usarlo troppo spesso.

E allora perché lo usano? Perché costa poco — direi niente rispetto ai tensioattivi green — e perché è una sostanza facile da usare in laboratorio: è stabile, si addensa facilmente, fa una bella schiuma, ecc. Per chi fa cosmetici è una manna, per chi li usa….molto meno! ;-)

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Nel magico mondo del beauty le conseguenze spesso sono ignote quindi le persone fanno scelte sbagliate. A meno che, non si faccia un passo indietro e, conoscendo le conseguenze, si smetta di usare i prodotti sbagliati. INCI, DIY, consapevolezza e buon profumo, questo è #StiamoBio

Sara Abbate

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Abbate: con due B. Contro chi testa i cosmetici sugli animali o vende prodotti fatti di plastica, ho creato Double B Tailored Beauty.

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