#32

1) Il Dottorino mi saluta e mi chiede come sto, ciao Ecate, come stai? Hai un buco nuovo o sono sempre gli stessi? mi chiede e mi scruta le labbra e le orecchie, poi le sopracciglia, quindi mi guarda negli occhi, infine si decide a considerarmi una persona e quando avverto che il riscontro pupilla a pupilla comprova la mia umanità gli rispondo.

2) Benissimo Dottor Corradi, gli dico.

3) Lui guarda i lividi che ho sulla faccia e so che vorrebbe vedere anche quelli che ho sul corpo, forse vorrebbe farmene qualcuno lui sul corpo e intercetto quell’immancabile nanosecondo in cui velocissimo pondera i volumi delle mie tette.

4) Lei come sta? Gli chiedo, e dalla prima volta che mi ha risposto Bene grazie sa che non sto chiedendo informazioni sulla sua salute, non lei, ho detto, intendo mia madre, gli ho detto quella volta, e lui, oh, sì, scusi, non mi dava ancora del tu allora, le mie tette non gli erano ancora entrate in circolo, non poteva averle già sognate, così ha detto, certo, sua madre, venga, dissimulando l’imbarazzo.

5) Bene, stazionaria, quindi bene, mi dice ora, ogni volta che la vieni a trovare riscontriamo un miglioramento, mi dice, un miglioramento? Gli chiedo, è una malattia degenerativa che la porterà alla morte, a cosa serve un miglioramento? Io la vengo a trovare perché è mia madre, io non voglio che soffra, se lei mi dice che ogni volta che vengo lei migliora e quindi rimarrà per più tempo in vita in quelle condizioni e quindi la sua sofferenza si protrarrà per più tempo nel tempo, a causa mia, io qua non vengo più, Dottore, dico al Dottorino.

6) Non devi ragionare in questi termini, mi dice Lui, si parla di qualità della vita, tua madre sta significativamente meglio ogni volta che la vieni a trovare, ribadisce il Dottorino.

7) Vede, dico, io, se potessi, io inietterei acido muriatico nelle vene di mia madre, ho persino imparato a fare le endovenose, così, per vedere se è difficile e non è difficile, ma non credo che l’acido muriatico la farebbe morire bene, voi le avete le sostanze per far morire bene le persone, ma invece usate solo le sostanze per farle vivere a lungo, il più a lungo possibile in una condizione che a mio parere esclude totalmente l’uso e la pertinenza della parola qualità.

8) Il Dottorino mi guarda impietrito e poi indugia con un lungo sguardo sulle mie tette, le guarda perché io veda che me le guarda, ne considera i volumi dato che indosso un dolcevita e non è dato vedere che gli emisferi e so che saprebbe lui come mettermi a posto, come farmi ragionare ammodo, piccola fanciulla viziata.

9) Mia madre sta sulla poltrona e guarda fuori dalla finestra, ciao mamma, le dico appena entro e poi ripeto, ciao mamma, dopo che ho portato una sedia accanto alla sua poltrona e mi sono seduta accanto a lei che nemmeno si gira a guardarmi. Lei fissa un punto oltre la finestra, ma pare non metta a fuoco niente, con lo sguardo puntato in quel modo i suoi occhi inquadrano il cielo piatto e grigio e mi chiedo cosa ci possa essere di così interessante nel cielo piatto e grigio da farla rimanere assorta in quella osservazione come stesse pensando. Allora le prendo la mano, ha le vene blu che sporgono e gli ematomi dei fuori vena degli aghi, so che fa male e quindi uso la massima cautela e dopo qualche istante lei si gira e mi guarda e dice Ehr, ciao mamma, le ripeto, Ehr, dice lei osservandomi con quegli occhi liquidi e vuoti come albume. Come va mamma? Le chiedo e lei mi fissa un istante ancora e poi torna a guardare fuori dalla finestra. Ehr, dice di nuovo e poi comincia una sorta di discorso.

10) Ehr, ehf, ehr, pah, ehr, par, hole, ehr dice e poi si gira verso di me e poi di nuovo a guardare fuori, ho inteso che ha detto parole e ora si gira di nuovo verso il cielo piatto e vuoto come mi invitasse a guardarlo e a capire il segreto del messaggio che mi ha appena confidato. Parole? Le chiedo, lei alza la testa verso il cielo, come un cane che punta la preda e ripete Ehr, io guardo, io cerco di guardare nello stesso punto in cui sta guardando lei e vorrei tanto vedere quello che sta vedendo lei, ma vedo solo il cielo grigio e piatto che dopo un po’ mi fa quell’effetto ottico del cono di ombre fantasma. Sei pazza mamma, le dico stingendole più forte la mano di un millesimo di millimetro, Ehr, dice lei.