#14

1) Ad un certo punto nella lettura di questo episodio di Storia di Rose capirete benissimo come va a finire, ve lo annuncio perché la narrazione non si regge su piccoli finali ad effetto o a sorpresa, questa è una narrazione parzialmente circostanziata e tiene conto solo delle cose che mi sembrano rilevanti. Il fatto che io mi soffermi su alcuni particolari della Storia di Rose, per altro vista da me, Rose pare fare da contorno, no? e non su altri particolari, potrà presto indurvi ad abbandonare la lettura, dato che voi non siete me e io non sono voi. Più avanti Rose smentirà, a suo modo, questa affermazione, ma quella è un’altra faccenda e riguarda solo chi rimarrà. Non tutti, come sempre.

2) Rose mi guarda e poi guarda Michael e i due si sorridono in modo complice, un modo che onestamente invidio, un modo che tiene conto dei quindici fazzoletti appallottolati che sono sparsi nella camera da letto, ora temo che per suggellare quella intesa si bacino, ma loro si guardano e basta e io mi sento comunque a disagio.

3) Mi pare che stiano accadendo cose inusuali dall’ultima volta che sei entrata nella mia vita e ora ricordo tutte le altre volte, dico a Rose che appena inizio a parlare si gira verso di me, quella in cortile quando guardavamo le rondini, quell’altra volta quando Anna mi aveva lasciato a fine anno, in quell’inverno vuoto, poi alla festa da Beatrice dopo la quale sei sparita e adesso che sembra tu sia tornata per rimanere, ma non da sola a quanto pare, devo subire tutto questo? Cosa ci fa lui qua? Cosa hai fatto al mio cervello?

4) Cose inusuali, ripete Rose che pare essersi fermata all’inizio del mio eloquio senza ascoltare tutto il resto, soprattutto per il fatto che mentre parlavo lei piluccava briciole di kebab dalla tovaglia e dopo che ho concluso con cervello ha scolato l’ultimo goccio di prosecco che le era rimasto nel bicchiere.

5) Vi lascio soli? Chiede Michael, non serve, dice Rose, torni nella cassa fuori dalla porta? Gli chiedo io, calmati, mi dice Rose e nella cucina cala il silenzio. Puoi darmi tempo? Mi chiede poi Rose.

6) Tempo, dico io, vedi Rose, dico, io sto dando tempo, da molto tempo, a tutti, pare che quello che io sostanzialmente faccio al mondo sia dare tempo, do tempo al mio capo e alle storie di gatti vomitanti, do tempo a mia madre e a tutti quelli che mi trattano come non esistessi o mi detestano, io sono venuto al mondo per dare tempo Rose, io aspetto.

7) Quindi se io e Michael ce ne andiamo tu stai meglio? Mi chiede Rose con occhi fermi come due pallottole piantate a pochi centimetri una dall’altra nella parete di legno della baracca dove da piccolo andavo a sparare con mio padre.

8) Mi sento calare un peso lungo l’esofago liscio come un pompino che poi eiacula caldo, e mi dilaga seme rovente in tutto il ventre.

9) Suona il campanello e Michael dice vado io, lo dice per cortesia, lo dice perché io e Rose siamo impegnati in questa discussione, io subito non ci penso ma poi capisco, ed è questo il punto estremo dove pure voi ora immaginate il finale, perché poi la cosa verrà detta e basta, io capisco esattamente come voi e non faccio nemmeno lo sforzo di correre lungo il corridoio per precedere Michael.

10) Sento Michael aprire la porta e poi un urlo. Ricordatevi che Michael è nudo. Mamma, penso e la cosa che sento nello stomaco vira repentinamente alla temperatura di zero assoluto.