#15

1) In questo episodio non vi dirò un sacco di cose. Avete presente quella prostrazione che deriva dalla totale incomprensione, dal giudizio, e non è questione di positivo o negativo, il giudizio, essere giudicati e giudicare, quella fatica insistita, e non vi dirò di quella stanchezza che deriva altresì dalla diffidenza, dal pregresso che prepotentemente si proietta sul futuro? Quella spossatezza che vi cola addosso come merda fusa quando persone che avevate scorto come potenziali punti di riferimento si rivelano essere lucine più piccole dei buchini da cui le avevate spiate? Avete presente quando siete voi e non Rose a sentirvi lontani 23 anni luce da casa? Bene, che ce l’abbiate presente o meno è per questi motivi che in questo episodio non vi dirò niente.

2) In questo episodio non vi dirò di mia madre rimasta a bocca aperta e in apnea dopo l’urlo cacciato quando Michael le è apparso nudo sulla soglia dell’ingresso e non vi racconterò tutte le spiegazioni che mi sono sentito in obbligo di darle quando sono riuscito a convincerla a entrare in casa e a sedersi sul divano tenendole la mano.

3) Non vi dirò di come le ho assicurato di non essere bisessuale o peggio, lo ha detto lei, omosessuale, per quanto sia convinto che a mia madre nessuna delle due cose dovrebbe dare dispiacere, meno male, non sarei più riuscita ad uscire di casa, ha detto.

4) Non vi dirò di come mia madre continuava a lanciare sguardi sempre più espliciti al pene di Michael.

5) Non vi dirò dell’interrogatorio di mia madre per scoprire se Michael, visto che non è il mio ragazzo, fosse il ragazzo di Rose e del rilassamento della sua epidermide quando Michael le ha detto di no, sicché lei sfacciatamente, in quel momento, gli ha fissato il pene sapendo che lui vedeva che lei glielo stava fissando.

6) Non vi dirò della reazione di Rose che ha intercettato tutta l’intenzione di mia madre e della furibonda lite che ne è seguita, con me che mi metto a scudo tra loro, scudo per l’una e per l’altra, mentre Michael mi chiede se ci fosse in casa dell’altro prosecco.

7) Né vi dirò dell’apice di strilli che è diventato infine assolo lirico di mia madre che si è prostrata ai piedi di Michael abbracciandogli le cosce e baciandogli il pene come un’amante in preda all’ossessione più pura o più cupa, facendomi sentire un figlio di puttana santa bigotta e repellente, eppure è tua madre, eppure le vuoi bene, eppure se avesse ora un malore la porteresti all’ospedale e staresti con lei tutta la notte, a farle assistenza, accompagnarla in bagno e a farle bere dell’acqua aiutandola ad inclinarsi in avanti.

8) Non vi dirò di come Michael ridesse vedendo il suo pene rizzarsi al contatto con la faccia di mia madre e assumere una proporzione che io avevo soltanto immaginato, ma che ora mi sembrava oltre la mia figurazione sebbene non raggiungesse il concetto di mostruosità e rimanesse quindi nell’area concettuale del molto appetibile.

9) Non vi dirò di quando Rose ha pronunciato le parole Lurida Sguattera che hanno avuto su mia madre lo stesso effetto di una strisciata di acqua santa sulla muscolatura tarantolata di una posseduta da Satana.

10) E per concludere non saprete nulla di come bene o male dal corpo di tutti sia uscito sangue, di come Michael cantasse che vuole altro prosecco mentre Rose lo prendeva a calci e io davo un pugno in faccia a mia madre, la caricavo nel baule della sua station wagon e la accompagnavo a casa con il kebab che mi scalava l’esofago per diventare vomito. Né di come io sia stato tutta la notte sugli scalini di casa sua, la casa dove ho trascorso l’infanzia, a piangere e morire di freddo, mentre da qualche parte qualcuno faceva esplodere dei botti.