#18

1) Io ho imparato una cosa, quando non ce la faccio più e sono perduto, io so che mi devo arrendere e so che questo non significa cedere, ma al contrario fare quello sforzo sovrumano per costringere il nemico a mostrare il collo, mi dice Dave e io gli dico di stare zitto, non è per questo che hai mandato via Michael? Non è perché hai capito questo di me? Mi chiede Dave, quasi supplicante, ti ho detto di stare zitto! e se ti dico di stare zitto tu devi stare zitto! Si ritrae come l’occhio tentacolato di una lumaca e mi guarda offeso e vedo i suoi lineamenti rigarsi di stizza sulle labbra e attorno a esse e attorno agli occhi è già rabbia.

2) Da dove posso cominciare a descrivermi? Gli chiedo, e lui mi guarda come un pugile stordito che tuttavia non intende mollare, da dove pensi che dovrei cominciare a descrivermi Dave? gli chiedo, dalle tette dice lui dicendo tette come per vendicarsi, oh certo il seno, dico io le tette, ti piacciono le tette? Sì mi piacciono, dice Dave come nell’ammetterlo ci fosse una sorta di sfida che mi dovrebbe o potrebbe offendere, qualcosa che mette in discussione la reale interferenza e reazione contraria alla forza di gravità, ti piacciono perché sei ancora attaccato alle tette di tua madre, gli dico sorridendo in modo sincero, la sincerità è disarmante quando la pronunci assieme alla verità, può scatenare terremoti ai quali nessuna struttura mentale è in grado di reggere, io non sono attaccato alle tette di mia madre, dice Dave come sibilando in voce roca e mentre nega annega nella consapevolezza che ho ragione io.

3) Ti pare che i miei seni siano come due cerbiatti o gemelli di una gazzella che pascolano tra i gigli? O vuoi che li chiami mammelle? Non sono molto grandi e hanno il senso dell’appartenenza, riferiti a me e l’uno all’altro, con la loro leggerissima asimmetria e con un accenno di strabismo di Venere che preferisco lì che negli occhi, perché chi mi guarda non sa decidere all’istante e mi concede tempo per valutare per il sì o per il no, me lo concede per come indugia, per come muta la sua espressione nel leggero stupore, nella domanda sospesa se sia vero o meno, mentre cerca anche di capire se sia la luce dell’ambiente o se veramente i miei capezzoli siano così bruniti nonostante il pallore dell’incarnito.

4) La mia faccia la vedi anche quando d’inverno sono imbacuccata per come mi pitto, ti piace pitto? Per come mi pitto le labbra, per come mi sta bene il rosso e per come sono di per sé rosse di quella sostanza che chiede di essere morsa, come le gomme profumate che avevamo a scuola, le vuoi mordere anche se non sai di cosa si tratta, le vuoi percorrere e vuoi ti sia concesso, e solo se non lo desideri in maniera così particolare da escludere il resto, ti faranno una sorpresa e sapranno di papaya.

5) Gli zigomi francesi, ecco una definizione perfetta, e il collo di Maria Antonietta.

6) Si vede che ho gambe che sanno correre e nuotare, affusolate da pungerti di rimando e lasciarti dormire incantato fino a quando un drago smarrito non trovi la tua teca e ti baci.

7) I miei glutei sono la somma densa dei continenti tesi in una approssimazione coerente e prossimale, una mela, una pesca, altri frutti sugosi, angurie, ti piacciono le angurie? che da lì percorrendo il perineo, sai a me piace da dietro, lo sai, lo so che lo sai, percorrendo il perineo portano al frutto dell’incarnazione gemmata.

8) Il mio corpo è una città di notte, asfalto perfetto e nero, e vedi le finestre accese e vedi dove dormono, senti il rombo sotterraneo dell’ultimo treno nella metropolitana, non sai veramente di quanta energia disponga, e ammiri le fontane che non dormono mai.

9) I capelli sono quello che voglio io e tu puoi solo assistere impotente, se voglio torno a casa e li ho fatti sparire, in uno chignon o tagliati come un marine, neri come la pece o rossi come un insulto, gialli se voglio, come un girasole che fa girare il sole come un derviscio come la tua testa che rotola via.

10) Posso sapere cosa sta succedendo? Mi chiede a questo punto Dave allibito, di cosa stai parlando, cosa è questa descrizione? Non mi ci vedi? Gli chiedo, non è questo il punto dice lui, stiamo forse prendendo tempo? il punto è, dico io, che la caccia è cominciata, sanno che li abbiamo sentiti, non ti pare strano questo silenzio di fondo? e noi ci stiamo muovendo sottovento.