#23

1) Mi guardo attorno per capire dove sono arrivato, ho camminato per tutto il tempo senza guardare la direzione, ho attraversato la strada senza guardare per tutto il tempo, nessuno mi ha investito, mi rendo conto tuttavia che non ero privo di controllo, mi rendo conto che ho usato l’udito, ogni volta non sentivo rumore di motori o pneumatici, ogni volta che ho attraversato, ora alzo la testa per vedere dove sono arrivato, non lo capisco, non so dove sono.

2) Ci sono strade che percorro abitudinariamente che hanno dei punti di non luogo, ce n’è uno in particolare molto lungo uscendo dalla città in direzione dei laghi, dopo una rotonda vicina a una enorme fabbrica alimentare dismessa, se io in quel punto esco dal codazzo di pensieri associativi che assorbono totalmente la mia attenzione e considero il luogo che ho attorno io non so dove sono, immediatamente so cosa sta succedendo proprio perché non so dove sono, ma questo non risolve lo smarrimento, anche se mi risulta di conforto.

3) Se non so dove sono su una strada che percorro abitualmente significa che sono in uno dei miei non luoghi e che tra poco saprò dove sono. So. Che. Tutto. È. Sotto. Controllo.

4) Davanti a me ora vedo una rotonda, la riconosco, sono finito sulla provinciale, oltre la rotonda ci sono dei lampeggianti azzurri, molti lampeggianti azzurri, deve essere successo un incidente, grave, o particolare, costeggio sulla destra la colonna d’auto che si è formata per contingenza, procedo e vedo un camion infilato perpendicolarmente dentro a un campo, lo osservo e non ho voglia di considerare il modo inverosimile con cui il conducente sia riuscito ad infilare il mezzo dentro ad un campo a quel modo, decido che voglio andare al canale.

5) Ci sono momenti in cui io vado al canale, non corrispondono a stati d’animo equivalenti, il canale non è lontano da qui dove sono ora, il canale non è vicino a casa mia, ora devo solo attraversare la provinciale e inoltrarmi, qua poco più avanti, in una stradina in mezzo ai campi. Capita che quando sono al canale io pensi di buttarmici dentro. Quando penso di buttarmi nel canale non sono in preda a stati d’animo equivalenti, posso essere molto felice e molto triste, in entrambi i casi io posso pensare di buttarmi nel canale. Hanno messo la rete ma io so dove c’è un buco. Un sacco di gente si è buttata in questo canale, ma io so dove c’è un buco coperto da una siepe selvatica, spinosa. È sufficiente farsi largo tra le spine e si trova il buco nella rete.

6) Attraverso la strada e un clacson mi fa sobbalzare, l’automobile alla mia sinistra frena bruscamente e vedo il suo muso abbassarsi di poco verso l’asfalto, guardo dentro all’abitacolo come farebbe un cervo su una interstatale negli Stati Uniti, alla guida c’è una ragazza, la vedo negli occhi, ha gli occhi luminosi, mi fissa senza imprecare, non voglio relazionarmi con lei in nessun modo così la ignoro, distolgo lo sguardo e procedo per la mia strada, mi aspetto che dal finestrino abbassato ora lei mi insulti, non lo fa.

7) Cammino contromano rispetto alla colonna che si è formata nel senso inverso e ho addosso una strana sensazione, non la so definire, o meglio, mi pare che da qualche parte qualcuno mi stia osservando.

8) Sento il ronzio, alzo la testa e li vedo, uno sciame di droni arriva sopra alla colonna d’auto, una piccola Apocalipse Now, probabilmente arrivano per documentare dall’alto l’incidente, stanno riprendendo anche me, volano bassi, sembrano uccelli pericolosi, o uccelli malati, vittime di una mutazione che li costringe ad alimentarsi con energia elettrica, mi passano sopra la testa e poi passano oltre, il ronzio dei droni viene ora coperto dal borbottare dei motori della auto incolonnate.

9) Suona il telefono, infilo la mano in tasca e chiudo la chiamata, il telefono suona di nuovo, chiudo la chiamata per due volte e alla terza sconfesso il mio Gesù retrosternale, guardo il display è Rose, lascio squillare e non rispondo, ma tengo il telefono in mano.

10) Un messaggio fa Plin e leggo la notifica nel blocco schermo, è sempre Rose, l’anteprima dice Ti rendi conto di dove… considero il display per qualche istante e poi clicco sull’anteprima del messaggio, il messaggio si apre, lo leggo, Ti rendi conto di dove siamo arrivati? Non capisco, mi innervosisco, metto il telefono in tasca, il mio nervosismo aumenta, estraggo il telefono e chiamo Rose, che c’è? Le chiedo, hai visto dove siamo? Mi chiede, sono da solo per strada, dove siamo? Le chiedo io, guarda in alto, mi dice lei, vuoi che guardi i droni? Le chiedo io, dove sei? Mi chiede lei, sulla provinciale, sto andando al canale, mi rilassa andare al canale, dimmi dove sei che ti vengo a prendere, dice Rose, non voglio che mi vieni a prendere, dico secco, non li senti? Non ti è successo niente di strano? Mi chiede Rose, sono arrivati, il contatto è stabilito, deve essere successo qualcosa, non ti è successo niente? Mi chiede Rose, no, dico io, non mi è successo niente, sto solo camminato, nulla di nulla, prova a pensare, mi dice Rose, senti sono stanco di queste cazzate, cosa mi vuoi fare al cervello? Le chiedo io, niente di niente? Insiste lei, tutto liscio? Insiste, un attimo fa quasi mi investono, dico io esagerando, cazzo, dice Rose, guarda in alto, dice, guarda in alto, mi dice, lo vedi che siamo all’episodio 23? Cosa cazzo è l’episodio 23? Le chiedo io quasi urlando, dimmi dove sei, sono a San Peter Port, dico io, c’è un incidente, stai lì, arrivo, mi dice Rose, sono arrivati, aggiunge poi e riattacca. Guardo in alto, non vedo un cazzo in alto, in alto c’è solo il cielo nero.