#25

1) Sono 26 mesi che non c’è nessuno al governo e il Pil è salito di tre punti virgola due, pare che ai nuclei di potere non serva più la scenografia western di un governo per mandare avanti gli squilibri economici e geopolitici contendendosi l’asimmetria informativa.

2) La musica che pompa forte dal vinile di Three Imaginary Boys proietta l’ombra degli anni ottanta sulla luce del sole che disegna sul pavimento di marmo la sagoma della portafinestra da cui entra, e mentre prendo visione mentale di tutto questo sento aprirsi la porta dell’ingresso e la voce di Richard che mi chiama.

3) Sono qua, dico dopo avere preso abbastanza aria da sopravanzare con la voce le note di Fire in Cairo.

4) Ho trovato dei tizi al campus, uno che ne conosce altri, un certo Jimmy, che fa cose assieme a Timmy, Flimmy e Simmy, dice Richard e io lo guardo aspettando che dica anche Ezechiele Lupo, Richard mi legge in viso l’evidente perplessità e attende la mia obiezione, ma sono nel cono d’ombra degli anni ottanta e non ho nessuna voglia di fare obiezioni, aspetto, ascolto e soprattutto estetizzo.

5) Sono degli smanettoni, continua Richard, un po’ fuori, ma in gamba, stanno progettando un viaggio nel tempo con Oculus Rift e conoscono Nancy Babich, quella che potrebbe aiutarti nel progetto.

6) Un viaggio nel tempo per fare cosa? Chiedo fissando in controluce l’alone di calcare lasciato sul legno del tavolo dal culo di un bicchiere bagnato. Lo si vede solo in controluce. Vogliono ammazzare Amy Winehouse prima del concerto di Belgrado, dice Richard, a scopo dimostrativo.

7) Sembrano pericolosi, dico io, lei muore comunque poco dopo, dice Richard e non posso che convenire con lui sulla veridicità della cosa, mi pare che i quattro porcellini vogliano imbrattare il tempo come i writers fanno sui muri con le loro bombolette spray, dico.

8) Qui ometto la discussione argomentatissima e piena di acrimonia che sempre si accende su questo tema e alla fine della quale do sempre scandalo a mio figlio infamando Keith Haring e Jean Michel Basquiat, non capisco come mai non riesca ad abituarsi a questo mio finale data la sua costante prevedibilità.

9) Con chi devo parlare? Chiedo alla fine a Richard che mi tiene il muso dopo che ho definito Basquiat il rifugiato maleodorante di Warhol e mentre fisso l’alone circolare sul tavolo mormoro Samo scemo ad un volume che Three imaginary boys potrebbe coprire se non finisse in quell’istante.

10) Stronzo, sussurra, Richard, se sei d’accordo parlo io con Jimmy che sente Nancy, le dà il tuo numero e poi lei ti chiama per un appuntamento, dice mio figlio e io considero la sintassi di quello che ha appena detto, devo scrivere questa frase su Facebook e spedirla a dieci contatti chiedendo loro di fare altrettanto? Chiedo a Richard, Prego? Dice lui, Niente, dico io, Allora? chiede lui, Ok, dico io.