
#56
1) Ok, aspettiamo che finisca la telefonata e poi si fa, dico secco.
2) Senti Bilal, a me quello non pare il figlio del ministro, mi dice Kamal, io gli guardo gli occhi nel passamontagna e non rispondo.
3) Martin Vlademan mette il cellulare in tasca e io sibilo un andiamo perentorio che ci fa sbucare tutti e 4 da dietro l’angolo mentre Zaafir porta il furgone di Alì di lato a Martin.
4) Martin quando vi vede siamo già su di lui che allarga le mani e fa per parlare, ma lo colpisco alla testa, capiranno che facciamo sul serio, le loro elezioni anticipate non servono a un cazzo, il loro governo non serve a un cazzo, siamo noi l’evento nuovo, il nuovo mondo.
5) Martin cade di lato e Kamal se lo ritrova tra le braccia, gli dico di non lasciarlo cadere, lui se lo lascia scivolare a terra.
6) Naadir corre ad aprire le porte del furgone e lo carichiamo lesti, non c’è nessuno, non ci ha visti nessuno, io Faakhir e Kamal saliamo dietro con lui, Nadir entra in cabina assieme a Zaafir.
7) Sul furgone finiamo di legare e imbastire il corpo del figlio del primo ministro col nastro da pacchi, in bocca infiliamo cotone e poi la sigilliamo col nastro, mi pare riesca a respirare dal naso, questo è importante, per un po’ ci serve vivo, per le foto.
8) Kamal dice che per lui il capannone in zona industriale non è affatto sicuro e io mi chiedo perché non la smetta di rompere i coglioni, ha protestato per tutto il tempo, ha fatto mille obiezioni, ha detto che ha famiglia come se noi non avessimo comunque famiglia, come se perdere la famiglia sia peggio che passare tutto il tempo a subire e a baciare culi insegnando a farlo pure alla famiglia, io sto zitto e spero smetta di lamentarsi.
9) Ma Kamal non smette così tiro fuori la pistola e gliela punto in faccia, si zittisce, non gli dico niente per marcare il fatto che da qui in avanti non c’è più protesta o discussione, si fa come dico io e basta.
10) Arriviamo alla Zai3, entriamo nel capannone dove abbiamo la base, lo stesso posto dove abbiamo fabbricato le molotov, portiamo di peso Martin Vlademan dentro all’ufficio del capannone e lo mettiamo sul materasso. Il primo turno lo doveva fare Kamal, gliel’ho detto per coinvolgerlo, ma ora non mi fido più, stai tu, dico a Zaafir, dammi le chiavi del furgone, gli dico, Kamal non osa aprire bocca, se lo fa gli sparo, lo sa, la zona è deserta, nessuno sentirebbe uno sparo, oppure potrebbe essere un petardo, oppure boh, alla gente non frega un cazzo, la gente si fa i cazzi suoi, io sono stanco, se Kamal diventa un problema fa la stessa fine di Martin Vlademan, è chiaro che non c’è negoziato e contrattazione che io abbia intenzione di rispettare, otterrò quello che voglio e poi facciamo trovare il cadavere.