Storia: Mystara
Racconto 2 : Flarianan del Clan della Luna Oscura : Difficoltà alla partenza
Ulkar aveva da poco imboccato il sentiero della foresta con l’intento di trovare l’elfo che l’avrebbe condotto nella Baronia dell’Aquila Nera. In testa aveva solo un pensiero: ritrovare sua sorella ad ogni costo. Come avrebbe fatto però a riconoscerla, sua madre gliel’aveva descritta, ma dopo tutti questi anni forse era cambiata? Forse l’avevano torturata o uccisa? Scosse fortemente la testa per scacciare quell’ipotesi, non può assolutamente essere, si cercò di convincere.
Intanto qualche metro più avanti un elfo uscì da dietro un albero e venne incontro ad Ulkar. Il ragazzo fu sorpreso, era la prima volta che vedeva un elfo, molti gliene avevano parlato, ma averlo davanti era tutta un’altra cosa. Aveva movimenti naturali, vestiva con abiti grigi che si confondevano con i colori autunnali della foresta. L’elfo poi gli rivolse la parola <non puoi andare oltre giovane uomo, questo è il territorio del Clan della Luna Oscura>. Ulkar serrando la mascella dopo lo stupore disse <mi manda il vescovo Henry, lui dice che qui c’è un elfo di nome Flarianan che mi può fare da guida>. L’elfo lo guardò per un po’ <se avrai un po’ di pazienza lui verrà da te> salutò con un cenno della testa e poi scomparve nella vegetazione.
Ulkar capì subito che avrebbe dovuto aspettare un bel po’ per cui appoggiò la schiena ad un albero. Passarono parecchi minuti e il ragazzo scivolò a sedere. Appoggiò la testa tra le mani ed altro tempo passò. Ad un trattò sentì un rumore, si riprese dalla sonnolenza che lo stava avvinghiando e si tirò su. Il sole era al tramonto e scorse una figura lungo il sentiero da cui era venuto, gli andò incontro. Invece dell’elfo, però, si accorse che era una ragazza, non una qualunque si disse, era Kelly.
<Per fortuna sono riuscita a raggiungerti, pensavo di non farcela> gli fece col fiatone la ragazza. <Che ci fai qui? Perché mi hai seguito?> gli rispose brusco. <Voglio darti una mano, verrò con te> sorrise. <E’ troppo pericoloso, non voglio che rischi la vita per me>. <Sei gentile a preoccuparti per la mia vita, ma non ce né bisogno!> la ragazza era molto contenta della premura dell’amico. <Non hai capito bene il senso, non voglio che vieni perché mi saresti d’imp…> la conversazione venne interrotta dall’arrivo dell’elfo. <Scusate se vi ho fatto aspettare, ma ho dovuto sbrigare un impegno molto importante prima> fece in tono di scusa. <E tu lo chiami ritardo è tutta la mattina che ti sto aspettando!> esclamò arrogante. <Non è questo il modo di comportarsi con una persona che non si conosce e da cui si dovrebbe chiedere aiuto> disse indignato l’elfo. La ragazza arrabbiata per la piega che aveva preso la conversazione aggiunse <è vero, sei solo un grande maleducato che non apprezza l’aiuto che gli si vuole dare>. Kelly gli aveva voltato le spalle con le braccia congiunte, Flarianan tra poco avrebbe fatto retrofront nella foresta ed Ulkar ad un tratto si sentì come abbandonato da tutti. Si morse un labbro <scusatemi sono uno sciocco, è solo che sono preoccupato per mia sorella e ogni attimo che passo senza riuscire a far niente sento che la speranza di ritrovarla viva si affievolisce. Vi chiedo per favore di aiutarmi a trovare mia sorella>. <Così va meglio> sorrise Kelly. <Vorrei potervi aiutare anch’io se solo mi diceste cosa dovete fare> chiese perplesso l’elfo. <Flarianan tu mi devi condurre alla Baronia dell’Aquila Nera, il vescovo mi ha detto che tu puoi farlo, non è vero?>. <La Baronia dell’Aquila Nera!> ripeté sconvolto l’elfo <sei sicuro di voler andare là? Di solito non è un posto scelto volontariamente come meta!>. <Mia sorella è stata rapita ed è stata portata là, tu mi ci devi portare, ti scongiuro>. <Stai calmo io ti ci posso portare, ma sarà un viaggio lungo e pericoloso, non so se ce la faremo>. <Ti prego ti darò tutto quello che ho basta che mi ci accompagni, al resto ci penserò io, tu dovrai solo portarmici>. <Come pensi di farcela, non sai dove si trova e nemmeno conosci quello a cui vai incontro così sfrontatamente> disse serio in volto l’elfo. Ulkar si volse indietro, fissò il cielo ormai blu scuro <non so cosa incontrerò, ma in un modo o nell’altro lo devo fare, devo salvare mia sorella ad ogni costo. Voi non potete capire quello che si prova a perdere qualcuno che si ama. Anche se non mi vorrete aiutare farò da solo, non importa>. <Sei troppo presuntuoso e credo anche che non farai nemmeno metà strada per conto tuo> detto ciò l’elfo si inoltrò nel bosco per non ritornare più. <Aspetta> gli aveva gridato Kelly, ma non risolse nulla. <Lo sapevo che non mi avrebbe aiutato> disse avvilito Ulkar. <Lo credo bene da come ti sei comportato neanche io ti aiuterei> Kelly tentò di smuovere la situazione. <Non mi importa, non mi avrebbe aiutato comunque>. La ragazza gli prese un braccio per farlo voltare <se non avrebbe voluto aiutarti non sarebbe venuto, non credi, dovresti chiedergli scusa>. Il ragazzo la scaccio con una bracciata <vattene, non voglio neanche il tuo di aiuto, a cosa mi serve una stupida ragazza piagnucolona> esclamò tra i singhiozzi. Kelly indurita dal gesto gli rinfacciò <qui mi sembra che l’unico piagnone che dovrebbe crescere sei tu. Rimarrai sempre solo se continuerai ad essere così, sempre!> dopodiché corse via anche lei.
Ulkar si appoggiò all’albero e pianse, lamentandosi di come era stato abbandonato da tutti, nessuno lo capiva. Nessuno gli voleva bene, perché?
Riaprì gli occhi doloranti dalle lacrime che la notte prima gli erano sgorgate. Si accorse di essersi addormentato vicino all’albero, una coperta gli era stata appoggiata addosso, chi era stato?
Si tirò su e in quel momento ricordò anche gli accadimenti del giorno prima. Ora doveva andare avanti da solo e non aveva nemmeno un attimo da perdere perciò si incamminò per il sentiero.
Il cielo era coperto da nubi temporalesche, quanto sono stato sciocco a comportarmi così si ridusse a pensare almeno adesso avrei avuto un po’ di compagnia. Non passò molto che uscì dalla macchia della foresta e rivolse l’ultimo sguardo al suo villaggio <mamma c’è la metterò tutta, la troverò>.
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