Questo è il riassunto della mia esperienza Psicoatletica dell’estate 2012. Insieme ad Enrico Brizzi ed alla compagnia di Italica, insieme a nuovi e vecchi amici che vorrei citare uno ad uno, in ordine sparso: Edoardo, Enrico, Luca, Alessio, Giuliano, Samuele e David. A soffrire per la fatica, a superare guadi e giornate di pioggia intense, a combattere l’afa, a perdersi lungo nuovi sentieri inventati da noi stessi, magari trovando rifugio in un casale abbandonato…
Fotograficamente parlando è stata dura. Non avendo mai fatto un reportage di questo tipo, posso tranquillamente dire di aver clamorosamente esagerato con l’attrezzatura. Se viaggi a piedi, devi viaggiare leggero. Ogni grammo in più si trasformerà presto in un macigno per le tue ginocchia, la tua schiena e il tuo morale.
Alla fine di ogni giornata credevo che fosse l’ultima, non sarei mai riuscito a camminare anche il giorno dopo. Invece, ho scoperto che il fisico è una macchina incredibilmente forte. Ogni mattina mi svegliavo ed ero quasi nuovo. Pronto a ripartire. I dolori della sera prima erano spariti, lo sguardo dei compagni di viaggio era un incitamento.
Viaggiare con due macchine fotografiche e tre obiettivi era troppo. Ben presto mi sono accorto che il mezzo fotografico più potente che avevo era il mio telefono. Mi sono trovato a lottare con la batteria del mio vecchio iPhone 3Gs. Ogni giorno avevo a disposizione al massimo una quindicina di foto, da dosare bene, da pensare e da realizzare con Hipstamatic. Questa serie di scatti è il risultato.
Con il telefono è stato davvero un gioco da ragazzi cogliere i momenti di questo viaggio. Non era invasivo, era un mezzo estremamente naturale. Non ci si doveva mettere in posa. La macchina fotografica era parte del gruppo, non un oggetto estraneo. Da tirare fuori al bar, su un prato, oppure nel bosco in mezzo al fango. E con un gesto rapido tornava in tasca, lasciando mani e braccia libere di farsi strada lungo le strade e i sentieri.
Ma cos’è in realtà la Psicoatletica? Significa camminare. Come si diventa Psicoatleta? Chiunque abbia mai camminato per tre giorni di fila, percorrendo almeno 100 chilometri con uno zaino sulle spalle, in compagnia di un amico è uno psicoatleta. Enrico Brizzi ne parla nel suo libro “Gli Psicoatleti”, e parla della società degli Psicoatleti, nata a quanto pare alla fine del 1800.
Maggiori informazioni sulla Psicoatletica sono disponibili nel Gruppo ufficiale su Facebook: https://www.facebook.com/psicoatletica
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